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Gli animali più belli del mondo

Vuoi scoprire quali sono gli animali più belli del mondo? Ecco un elenco di spettacolari esseri viventi.

Gli animali più belli del mondo

Il regno animale è pieno di bellezza. Piume colorate, maestose pellicce, colori sgargianti: non si può negare che alcuni animali siano semplicemente stupendi. Ci sono ragioni per cui queste creature sono così meravigliose: la maggior parte ha a che fare con l’evoluzione. Vediamo quali sono gli animali più belli del mondo.

Anatra mandarina

Originaria dell’Asia orientale, l’anatra mandarina si è diffusa in tutto il mondo, deliziando i frequentatori dei parchi con il suo bellissimo piumaggio.
Le anatre mandarine sono sessualmente dimorfiche, il che significa che i maschi e le femmine non hanno lo stesso aspetto. Le anatre mandarine maschi hanno le piume a strisce luminose, mentre le anatre femmine sono marroni con macchie bianche. I maschi usano i loro colori per catturare l’attenzione delle femmine. Ma quando arriva l’estate, fa la muta e perde le sue piume.

Camaleonte pantera

La vasta gamma di colori del camaleonte pantera lo rende uno degli animali più belli del pianeta. I cambiamenti di colore del camaleonte pantera non avvengono nel modo in cui pensa la maggior parte delle persone: essi non modificano il loro colore solo per mimetizzarsi, ma anche per comunicare ed esprimere emozioni.

Falena del tramonto del Madagascar

Questi meravigliosi insetti arcobaleno si trovano esclusivamente sull’isola del Madagascar, dove si nutrono del nettare dei fiori. La falena del tramonto si caratterizza per i motivi unici e colorati sulle sue ali. Questi colori vivaci segnalano ai predatori che la falena del tramonto è velenosa e non deve essere manipolata.
L’iridescenza delle ali della falena del tramonto è ciò che la rende così particolare. Con la luce fioca, la falena appare opaca, poiché non c’è quasi nessun pigmento nelle sue ali. Ma con la luce intensa appaiono vividi i colori delle ali, rivelando sfumature rosse, arancioni e verde brillante.

Drago blu (glaucus atlanticus)

Il glauco blu, anche noto come drago blu, è probabilmente la lumaca di mare più bella della Terra. Ha stravaganti pinne a strisce e un corpo di colore blu e argento. Il glauco vive in genere nelle acque temperate e tropicali degli oceani, in prossimità delle coste orientali e meridionali del Sud Africa, delle coste europee, della costa orientale dell’Australia e del Mozambico. Il glauco ha una caratterista molto particolare, oltre alla colorazione: riesce a galleggiare a testa in giù sulla superficie del mare grazie ad un sacchetto pieno di gas presente nel suo stomaco e si lascia trasportare dalle correnti marine e dal vento. In questo modo, grazie anche alla colorazione, riesce a evitare di essere individuato dai predatori.

Leopardo nebuloso

Il leopardo nebuloso è un felino selvatico relativamente piccolo, ha macchie su tutto il corpo e fa le fusa come un gatto domestico. Vive nella foresta pluviale nel sud est asiatico.
Il mantello maculato lo aiuta a mimetizzarsi nel suo habitat, permettendogli di avvicinarsi di soppiatto alla sua preda.

Mantide orchidea

La mantide orchidea nasce dal l’evoluzione della mantide nel sud-est asiatico e ha portato gli esemplari femmina di questa specie ad assomigliare a bellissimi fiori di orchidea. Ció avviene perché le femmine cacciano vicino ai fiori. Il loro aspetto inganna gli insetti impollinatori e permette alle mantidi di avvicinarli, catturarli e divorarli rapidamente.
La mantide orchidea ha il corpo colorato di delicate sfumature rosa e bianche con motivi a strisce che la fanno sembrare quasi identica all’omonimo fiore.

Pesce mandarino

Il bellissimo pesce mandarino a strisce blu si trova nell’Oceano Pacifico, dal Giappone fino all’Australia.
La maggior parte degli animali di colore blu non produce naturalmente il proprio pigmento: in genere, si tratta di un’illusione ottica che utilizza la luce. Tuttavia il pesce mandarino rappresenta un’eccezione, poiché ha speciali cellule cromatofore, chiamate cianoofore, che contengono pigmento blu.
Questi pesci sgargianti sono anche velenosi e hanno un odore terribile. Poiché questi pesci non hanno squame, hanno bisogno di una protezione maggiore dai predatori. Per questo motivo i loro corpi sono ricoperti di spine tossiche e da un muco denso e maleodorante. Tra il veleno mortale e l’odore sgradevole, il pesce mandarino riesce a mantenere alla larga gli altri animali.

Rana dardo

La piccola rana dardo è presente in natura in una moltitudine di colori. Vive prevalentemente nelle foreste pluviali sudamericane. I motivi elaborati sul dorso di questo anfibio anfibi possono avere sfumature blu, rosse, gialle o nere e servono ad intimidire i predatori.
In questa specie, la rana maschio si prende cura dei girini. Dopo che la femmina depone le uova, il maschio le porta in giro sulla schiena per tutto il loro stadio di vita iniziale. Una rana dardo contiene abbastanza veleno per uccidere 10 uomini adulti.

Rane

Tanager dalla testa verde

Coperto di piume verdi, turchesi e nere, il tanager dalla testa verde proviene dalle foreste del Brasile. Gli uccelli in genere vivono in piccoli gruppi da 10 a 20 esemplari.
Grazie ai suoi colori, il tanager dalla testa verde si mimetizza molto bene tra le foglie degli alberi.

Volpe artica

Con il suo dolce muso e una lussureggiante pelliccia bianca, la volpe artica è sicuramente un mammifero stupendo. La folta pelliccia che copre il loro corpo e le zampe aiuta la volpe a regolare il loro calore in modo da sopravvivere alle temperature gelide del Canada, della Russia, della Scandinavia e di altri freddi paesi del nord.
La pelliccia bianca è anche efficace per mimetizzarsi sulla neve. Durante l’inverno, le volpi artiche si adattano perfettamente ai loro habitat nella tundra ghiacciata. Poi quando la neve si scioglie, le volpi sviluppano un mantello grigio che si mimetizza con le nuove piante e le rocce in estate.

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Cani cinesi: tutte le razze

Esistono molte razze di cani cinesi, allevate da millenni nel paese del Dragone. In questo elenco abbiamo incluso i cani di origine cinese riconosciuti dalla FCI e allevati in tutto il mondo.

Razze di cani cinesi

Pechinese

Il suo aspetto ricorda un piccolo leone per il pelo folto che forma una criniera in prossimità del capo. Questo cane originario della Cine ha una storia antichissima: i primi esemplari di cui si abbia notizia risalgono ad oltre 4000 anni fa. Nell’Antica Cina era considerato un cane sacro, riservato agli imperatori e ai nobili di alto lignaggio. Quando passava un Pechinese, tutti i cinesi, nessuno escluso, si dovevano inchinare al suo cospetto. Nonostante le piccole dimensioni è un cane dalla spiccata attitudine alla guardia.

pechinese cani da appartamento

Carlino

Questo cane di origine cinese era riservato esclusivamente ai nobili. Fu portato in Europa dai mongoli al seguito di Gengis Khan e in seguito divenne estremamente popolare tra la borghesia cittadina per il suo aspetto buffo. Il carlino è un ottimo cane da compagnia: vivace, pieno di energia ma mai aggressivo.

Shi Tzu

Cane di origine cinese dalla storia antichissima, veniva allevato nei monasteri tibetani e offerto in dono agli ospiti d’onore. Divenne molto popolare presso la corte imperiale cinese. È un cane sensibile, che si affeziona al padrone e alla sua famiglia.

Chow chow

Il Chow chow è una tra le razze canine più antiche ancora esistenti. La sua origine risale a più di 2000 anni fa, quando la razza cominciò ad essere allevata in Cina e in Siberia. Il Chow chow è un cane dal temperamento fiero ed è molto legato al suo padrone (che non esita a proteggere dagli estranei). Con gli estranei è diffidente. Questa razza ha uno spiccato istinto predatorio.

Shar pei

Lo Shar pei viene allevato nella Cina meridionale da millenni; anche se non ci sono fonti storiche sulla sua origine, alcuni antichi reperti storici cinesi raffigurano dei cani molto simili agli Shar pei moderni impiegati come cani da guardia. Nel tempo questa razza è stata selezionata per i combattimenti tra cani e nei primi anni del ventesimo secolo è giunta a un passo dall’estinzione.

Cane nudo cinese

Questa razza è priva di pelo sulla maggior parte del corpo, ad eccezione del capo e della coda. Cane dalle origini antichissime, veniva allevato nelle famiglie nobili cinesi, presso le quali godeva di una grande reputazione. È un buon cane da compagnia, dal temperamento tranquillo e sensibile.

Mastino tibetano

Il Mastino tibetano è conosciuto per essere il cane più raro e costoso del mondo; tuttavia è anche uno dei più grandi: un maschio adulto raggiunge gli 80 c, di altezza al garrese e può superare i 70 kg di peso. I monaci tibetani utilizzavano questi cani per custodire i monasteri e per trainare piccoli carri.

mastino tibetano cani giganti cani cinesi
Mastino tibetano

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Cosa mangiano i porcellini d’India?

Vuoi sapere cosa mangiano i porcellini d’India? Sei nel posto giusto: in questo articolo scoprirai le abitudini alimentari di questi simpatici roditori.

Cosa mangiano i porcellini d’India?

I porcellini d’India sono erbivori, quindi la loro dieta dovrebbe essere basata su fieno di alta qualità, pellet per roditori e quantità limitate di verdura e frutta fresche. Uno squilibrio nella nutrizione può causare diarrea cronica, obesità e malattie del cuore, del fegato o dei reni. I nuovi alimenti vanno introdotti gradualmente nella dieta, per evitare problemi intestinali.

I porcellini d’India vanno alimentati seguendo un programma costante, due volte al giorno, mattina e sera. Questi piccoli roditori sono tendenzialmente molto ingordi se ne hanno la possibilità; quindi, per prevenire l’obesità, è opportuno rimuovere il pellet che non viene consumato dopo un’ora e scartare la frutta o la verdura fresca che non viene consumata dopo 24 ore. Non aggiungere mai nuovo cibo, compreso il fieno, prima di rimuovere il vecchio cibo.

L’acqua fresca, filtrata e priva di cloro, deve essere costantemente disponibile, specialmente durante la stagione più calda, poiché i porcellini d’India sono suscettibili al colpo di calore. L’abbeveratoio va risciacquato ogni giorno e pulito con acqua calda e uno scovolino una volta a settimana.

Ecco i cibi che non devono mai mancare nella dieta del porcellino d’India

Fieno

Il fieno è una componente fondamentale della dieta del porcellino d’India e deve essere sempre disponibile, per favorire la digestione. Masticare il fieno aiuta anche a consumare i denti, che crescono continuamente. Il fieno deve essere fresco, di alta qualità, pulito, asciutto, profumato e privo di muffe.

Pellet

Il Pellet è appositamente formulato per fornire un’alimentazione equilibrata, grazie al dosaggio ideale di vitamina C ed altri nutrienti essenziali.

Verdure

I porcellini d’India possono mangiare fino a una tazza di verdura al giorno. Le verdure fresche coltivate biologicamente sono l’opzione migliore. Le verdure forniscono vitamine e minerali che sono fondamentali per la salute generale del porcellino d’India. Ricordate di lavare accuratamente tutti i prodotti, per rimuovere le tracce di pesticidi nocivi. Evitate inoltre di offrire al porcellino d’India verdure fredde da frigo. Ecco le verdure che il porcellino d’India può mangiare:

  1. Lattuga romana (mai lattuga iceberg)
  2. Carote e cime di carote
  3. Piselli
  4. Lance di broccoli
  5. Spinaci
  6. Carciofi
  7. Cavolo
  8. Pomodori (non i gambi o le foglie)
  9. Peperoni dolci verdi e rossi
  10. Altre verdure a foglia verde

Frutta

In generale, è preferibile dare al porcellino meno frutta rispetto alle verdure, a causa del contenuto di zucchero più elevato. Piccole porzioni di frutta servite quotidianamente delizieranno il porcellino e forniranno vitamina C. La frutta che le cavie possono mangiare includono:

  1. Arance
  2. Mele
  3. Pere
  4. Fragole
  5. Mirtilli
  6. kiwi
  7. Papaia
  8. Pesche
  9. Cetrioli

Ricorda anche di lavare accuratamente tutta la frutta prima di servirla alla tua cavia ed evita di servire la frutta fredda.

Snack masticabili

Si consiglia di non superare il 10 percento dell’assunzione totale di cibo del porcellino, compresa la frutta. Alcuni dolcetti prodotti in commercio contengono dolcificanti artificiali, zucchero o sale, quindi vanno consumati moderatamente.

Dal momento che i denti del porcellino d’India crescono continuamente, occorre fornire una varietà di prodotti da masticare inclusi bastoncini, palline e croccantini, realizzati appositamente per i piccoli animali.

Cecotropi

I cecotropi sono pellet ricchi di sostanze nutritive espulsi dall’ano di alcune specie di mammiferi roditori, come scarto della digestione. Anche se può sembrarti un alimento bizzarro o rivoltante, i porcellini d’India consumano i cecotropi per integrare la loro dieta.

Alimenti nocivi per il porcellino d’India

Esistono diversi tipi di alimenti che dovresti evitare di dare alla tua cavia, per vari motivi. Alcuni alimenti possono essere velenosi, alcuni sono troppo ricchi di grassi o zuccheri, alcuni sono un pericolo di soffocamento, alcuni non hanno valore nutritivo, alcuni possono causare gas e alcuni possono causare gonfiore. Puoi fare riferimento a libri sulla cura delle cavie o siti Web affidabili (come l’ASPCA), ma idealmente dovresti consultare un veterinario per animali esotici o un veterinario specializzato in piccoli animali per le linee guida nutrizionali.

Ecco un breve elenco degli alimenti da evitare:

  1. Cioccolato (o qualsiasi altra cosa contenente caffeina)
  2. Cipolle
  3. Aglio
  4. Funghi
  5. Lattuga iceberg
  6. Avocado
  7. Noccioline
  8. Patate
  9. Semi
  10. Chicchi di mais
  11. Burro di arachidi
  12. Rabarbaro
  13. Cavolo
  14. Latticini
  15. Pane
  16. Carne

Inoltre, non vanno mai proposti al porcellino d’India piante, fiori o erba del tuo cortile o giardino, che potrebbero contenere pesticidi o altri pericoli; molte piante d’appartamento sono anche tossiche, quindi sorveglia sempre il tuo piccolo animale domestico quando esce dal loro habitat. Adesso sai cosa mangiano i porcellini d’India e quali alimenti vanno evitati. Per qualsiasi dubbio, ti raccomandiamo di consultare il tuo veterinario di fiducia.

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Animali ermafroditi

Scopri quali sono gli animali ermafroditi e quali sono i due tipi di ermafroditismo presenti nel mondo animale.

Animali ermafroditi

Ermafroditi simultanei

Gli animali ermafroditi simultanei possiedono sia il sesso maschile che quello femminile contemporaneamente. Tuttavia, spesso sono ermafroditi insufficienti: per riprodursi occorre che due esemplari si fecondino tra loro.

Chiocciole

Il termine chiocciole indica una moltitudine di molluschi gasteropodi muniti di conchiglia. La chiocciola più comune è Cornu aspersum, che si può trovare in tutto il territorio italiano. Le chiocciole sono ermafroditi simultanei insufficienti: possiedono entrambi i sessi ma la fecondazione può avvenire solo in presenza di due esemplari della stessa specie.

chiocciola cosa mangiano le lumache?

Lumache

Le lumache, a differenza delle chiocciole, sono molluschi gasteropodi privi di conchiglia. Come le chiocciole, anche le lumache sono ermafroditi insufficienti.

lumaca cosa mangia

Lombrichi (Lumbricus)

I lombrichi sono un genere che comprende circa 700 specie di anellidi terrestri, tra cui il lombrico terrestre (Lumbricus terrestris) che puoi trovare facilmente in giardino dopo un temporale. I lombrichi sono ermafroditi simultanei insufficienti: possiedono sia i caratteri maschili che quelli femminili, ma hanno bisogno della fecondazione incrociata.

Capasanta (Pecten jacobaeus)

La capasanta è un mollusco bivalve marino ermafrodita: nella maggior parte degli esemplari adulti sono ben visibili le gonadi dei due sessi: una è di colore arancione mentre l’altra è color avorio.

Cocciniglia cotonosa

La cocciniglia cotonosa è l’unica specie di insetto ermafrodita scoperta finora e un rarissimo esempio di ermafroditismo sufficiente. Questi insetti sono capaci di autofecondare le proprie uova senza fecondazione incrociata.

Cirripedi

L’infraclasse dei cirripedi comprende un migliaio di crostacei marini ermafroditi. L’autofecondazione è possibile, ma solitamente i cirripedi prediligono la fecondazione incrociata. La maggior parte dei cirripedi sono parassiti di altri molluschi e crostacei.

Ermafroditi sequenziali

Gil ermafroditi sequenziali sono animali che possiedono un solo sesso, maschile o femminile, ma possono cambiarlo nel corso della loro vita. Questo tipo di ermafroditismo viene detto proterandria se l’animale nasce con il sesso maschile e diventa femmina in età adulta, proteroginia se l’animale nasce con il sesso femminile e diventa maschio durante la crescita. L’ermafroditismo sequenziale è diffuso in alcune specie di pesci.

Pesci pagliaccio (Amphiprioninae)

I pesci pagliaccio alla nascita sono tutti di sesso maschile. In età adulta, le gonadi maschili si atrofizzano e si sviluppano gli organi femminili. Quest’operazione è irreversibile: i pesci pagliaccio cambiano sesso una sola volta nella vita.

Cernie (Epinephelinae)

Le cernie sono ermafroditi sequenziali: alla nascita sono di sesso femminile e si trasformano in maschi dopo aver ultimato la crescita.

Orata

L’orata è di sesso maschile dalla schiusa delle uova ai due anni di età, poi cambia sesso e diventa una femmina.

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Animali con la D

Ecco un elenco di animali con la D (animali il cui nome comune comincia con la lettera D).

Animali con la D

  1. Daino (Dama dama): il daino è un cervide selvatico che popola i boschi. Il mantello dei daini cambia colore a seconda della stagione. I maschi, inoltre, possiedono due palchi (le cosiddette “corna”).
  2. Diavolo della Tasmania (Sarcophilus harrisii): piccolo marsupiale carnivoro originario della Tasmania. Il diavolo della Tasmania pesa fino a 8 kg e raggiunge i 60 cm di lunghezza (compresa la coda). È in grado di uccidere piccoli canguri e altri mammiferi ma preferisce nutrirsi di carcasse.
  3. Delfino: i delfini sono mammiferi marini appartenenti all’ordine dei cetacei. Esistono sia delfini marini che delfini di fiume (rari).
  4. Dentice (Dentex dentex): il dentice è un pesce d’acqua salata simile all’orata.
  5. Diavolo spinoso (Moloch horridus): questo piccolo rettile popola tutti i deserti australiani. Il corpo, lungo al massimo 20 cm, è coperto di spine per proteggersi dai predatori. Il diavolo spinoso si nutre esclusivamente di insetti.
  6. Dingo: Il dingo assomiglia a un cane selvatico, ma ha alcune caratteristiche corporee che lo differenziano da quest’ultimo. È agile e ha articolazioni altamente flessibili, che facilitano la rotazione del collo di 180 gradi. I dingo possono essere trovati allo stato selvatico in Australia.
  7. Donnola (Mustela nivalis): piccolo mustelide dal corpo allungato, simile a un ermellino. Il pelo è fulvo sulla schiena e chiaro sull’addome.
  8. Drago di Komodo (Varanus komodoensis): questo rettile è la specie di lucertola più grande al mondo e può raggiungere i 3 metri di lunghezza. Il drago di Komodo è un animale carnivoro che si nutre di cervidi e di maiali selvatici, che abbatte con le sue potenti mandibole.
  9. Drago volante (Draco): è un genere di rettili asiatici dotati di membrane simili ad ali, che permettono a queste lucertole di planare dai rami degli alberi (ma non di volare).
  10. Dragone foglia (Phycodurus eques): questo raro pesce australiano appartiene alla famiglia dei cavallucci marini. Il suo corpo allungato è coperto di appendici simili a foglie, che gli permettono di nascondersi tra la vegetazione sottomarina.
  11. Dromedario (Camelus dromedari): chiamato anche cammello arabo, il dromedario è un camelide diffuso in Africa e nella Penisola araba. Come il cammello, anche il dromedario è capace di sopravvivere a lungo senza acqua. La sua resistenza lo rende il compagno ideale per l’uomo nelle aree desertiche del Sahara e nei deserti arabi. A differenza del cammello, il dromedario ha una sola gobba.
  12. Dugongo (Dugong dugon): il dugongo è un sirenide, un raro mammifero marino che popola le aree costiere dell’Oceano Pacifico e dell’Oceano Indiano. È considerato una specie a rischio di estinzione a causa della caccia da parte dell’uomo.

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Animali con la I

Ecco un elenco di animali con la I (animali il cui nome comune comincia con la lettera I).

Animali con la I

  1. Ibis: questo nome identifica 34 specie di uccelli appartenenti alla famiglia Threskiornithidae. Gli ibis condividono tratti fisici simili: hanno il corpo di forma allungata, il collo lungo e il becco curvo e sottile.
  2. Iena striata (Hyaena hyaena): questa iena popola l’Africa, il Caucaso e il Medio Oriente. È la più piccola tra le specie di iena esistenti ed è considerata una specie prossima all’estinzione, a causa della caccia da parte dell’uomo e della scarsità di prede disponibili nel suo habitat naturale.
  3. Iena maculata (Crocuta crocuta): conosciuta anche come Iena ridens, questa iena abita tutte le regioni dell’Africa Sub-Sahariana.
  4. Iguana: genere di lucertole erbivore di grandi dimensioni originarie dell’America Meridionale e dei Caraibi. Questo genere comprende solo due specie: Iguana iguana (che si incontra in America Meridionale) e Iguana delicatissima (che abita le foreste caraibiche e le Antille)
  5. Impala (Aepyceros melampus): l’impala è un’antilope di piccole dimensioni originaria dell’Africa orientale e meridionale.
  6. Insetto stecco (Bacillus Rossius): l’insetto stecco comune è un fasmide dalla forma allungata, simile a quella di un ramoscello secco. È un insetto notturno e trascorre la maggior parte del tempo immobile. Si può trovare in tutta l’area del Mediterraneo, compresa l’Italia.
  7. Ippocampo (Hippocampus): questo genere di pesci comprende le 54 specie chiamate comunemente “cavallucci marini”.
  8. Ippopotamo (Hippopotamus amphibius): conosciuto anche come Ippopotamo del Nilo, questo grande mammifero erbivoro vive nei corsi d’acqua africani. Trascorre la maggior parte del tempo in acqua, per mantenere il corpo idratato.
  9. Ippopotamo pigmeo (Choeropsis liberiensis): questo piccolo ippopotamo vive nelle foreste palustri della Liberia, in Africa. È un animale notturno e raramente viene avvistato dall’uomo.
  10. Istrice (Hystrix cristata): l’istrice è un grosso mammifero terrestre.

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Animali che si mimetizzano

Vuoi sapere quali sono gli animali che si mimetizzano? Scopri dieci specie mimetiche, oltre alle quattro diverse forme di mimetismo esistenti nel mondo animale.

Animali che si mimetizzano

Dragone foglia

Il dragone foglia appartiene alla stessa famiglia dei cavallucci marini; il suo corpo è ricoperto di escrescenze simili a foglie, che gli permettono di mimetizzarsi perfettamente tra le alghe. Questo meccanismo di difesa permette al dragone foglia, che a causa della sua forma fisica non è in grado di nuotare velocemente, di sfuggire ai predatori.

Insetto stecco

Il corpo dell’insetto stecco è di colore verde o bruno e ha una forma allungata simile ad un ramoscello. Quando l’insetto stecco si trova nella vegetazione, si mimetizza perfettamente tra gli arbusti ed è facile scambiarlo per un ramo secco.

Insetto foglia

L’insetto foglia ha l’addome schiacciato e appiattito, di un colore variabile tra il verde e il marrone, proprio come una foglia! Questo insetto si nasconde tra la vegetazione ed è pressoché impossibile individuarlo tra gli arbusti.

Piovra comune

La piovra – o polpo – è capace di modificare il colore della sua pelle adattandolo a quello del fondale marino. In questo modo riesce a nascondersi tra gli scogli o nella sabbia in attesa che si avvicini una preda. Quando il malcapitato animale è abbastanza vicino, la piovra lo ghermisce con un movimento fulmineo dei suoi tentacoli e la divora.

Seppia

Anche la seppia, come la piovra, è in grado di mimetizzarsi con il fondale marino.

Gufo

Le piume del gufo gli permettono di mimetizzarsi con la corteccia degli alberi: in questo modo, prede e predatori non si accorgono della sua presenza.

Rana

La maggior parte delle rane hanno la pelle verde o marrone, che permette loro di mimetizzarsi tra le alghe degli acquitrini e sui fondali melmosi. Curiosità: solo le rane velenose hanno colori estremamente sgargianti (giallo, azzurro, rosso). Questi colori servono ad avvertire i predatori di un potenziale pericolo.

rana che mangia

Camaleonte

Il camaleonte è in grado di cambiare il colore della sua pelle per mimetizzarsi tra la vegetazione tropicale. Rimanendo immobile, questo rettile riesce a passare inosservato finché un insetto non arriva a portata della sua lunga lingua appiccicosa.

Ghepardo

Il mantello maculato del ghepardo gli permette di mimetizzarsi tra la vegetazione della savana. Questa strategia gli permette di avvicinarsi alle sue prede senza farsi scoprire.

Sirfide

Il sirfide è un esempio di mimetismo batesiano: una specie innocua (il sirfide) imita una specie velenosa (la vespa) per evitare le attenzioni indesiderate dei predatori – e spesso anche dell’uomo!

Forme di mimetismo

Esistono quattro forme diverse di mimetismo; ciascuna di esse garantisce a chi la adotta un vantaggio biologico.

Mimetismo criptico

Il mimetismo criptico è quello mostrato dai camaleonti, dalle piovre, dai gufi e dagli insetti foglia: l’animale adotta forme e colori che gli permettono di nascondersi nell’ambiente. Fintanto che questi animali rimangono immobili, è impossibile distinguerli. Esistono migliaia di animali che si mimetizzano grazie al criptismo: dalle cavallette alle giraffe. Perfino gli elefanti sono in grado di confondersi tra i rami secchi grazie alla loro pelle bruna.

Mimetismo batesiano

Il mimetismo batesiano è una forma sofisticata di mimetismo in cui una specie innocua imita una specie velenosa per sfuggire ai predatori. Il falso serpente corallo, ad esempio, ha gli stessi colori del serpente corallo – una specie molto velenosa – pur essendo innocuo.

Mimetismo mulleriano

Nel mimetismo mulleriano, due o più specie diverse ma ugualmente inappetibili, assumono lo stesso colore per far sì che i predatori, vedendo un animale di quel colore, capiscano immediatamente che non è commestibile, a prescindere dalla sua specie.

Mimetismo mertensiano

Il mimetismo mertensiano è un caso di mimetismo raro ed è ancora oggetto di studio; una specie letale imitare una specie innocua; in questo modo il predatore riesce ad avvicinarsi alle prede, che lo scambiano per un animale inoffensivo.

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Animali che migrano

Vuoi scoprire quali sono gli animali che migrano? In questa pagina troverai un elenco dei principali animali migratori e un approfondimento sulle migrazioni animali.

Animali che migrano

Elenco degli animali migratori

Uccelli migratori

Esistono migliaia di specie di uccelli migratori in tutto il mondo. Questi uccelli migrano nei paesi caldi tra settembre e ottobre mentre tornano nei paesi freschi, dove nidificano e si riproducono, tra marzo e aprile. Tra i più famosi troviamo:

Airone bianco, Airone cenerino, Allodola, Cicogna bianca, Corvo, Falco pellegrino, Fringuello, Germano reale, Gufo reale, Oca selvatica, Pettirosso, Poiana, Quaglia, Rondine, Storno, Tortora, Upupa.

Pesci migratori

Esistono due tipologie di pesci migratori: quelli che si spostano per riprodursi, come le anguille e i salmoni e quelli che si spostano alla ricerca di cibo.

Anguille, Aringhe, Lamprede, Salmoni, Sardine, Sgombri, Storioni, Tonni.

Mammiferi migratori

Alcuni mammiferi migrano alla ricerca di un clima più mite; altri – erbivori – migrano

Alci, Balene, Balenottere azzurre, Cervi, Elefanti, Gnu, Renne.

cervo reale animali del bosco
Cervo

Insetti migratori

La maggior parte degli insetti non migra, ma si iberna nel sottosuolo o semplicemente muore, dopo aver deposto le uova nel terreno. Tuttavia, esistono alcune specie di insetti migratori: le farfalle monarca, le libellule della specie Pantala flavescens e le locuste.

Farfalle monarca, Libellule, Locuste.

Perché gli animali migrano?

Per cercare un clima più mite

La maggior parte degli animali migra durante la stagione invernale per ragioni legate al clima: nelle regioni dell’emisfero boreale, il clima d’inverno scende sotto lo zero e le fonti di cibo si riducono drasticamente a causa del gelo e delle precipitazioni nevose. Queste condizioni sono proibitive per molti animali, che preferiscono migrare in continenti più caldi.

Per trovare acqua e cibo

Ci sono regioni caratterizzate da una stagione secca, durante la quale trovare acqua e cibo è impossibile. Gli animali che vivono in queste aree solitamente migrano durante la stagione secca.

Per riprodursi

Vi sono alcune specie animali che compiono starodinarie migrazioni per riprodursi: è il caso delle anguille, che nuotano fino al Mar dei Sargassi per deporre le loro uova. I biologi non hanno ancora compreso a fondo le ragioni di queste migrazioni (mentre è un dato di fatto che è impossibile far riprodurre le anguille in cattività).

Per trovare cibo

Infine, vi sono animali che migrano continuamente alla ricerca di cibo. In questi casi sarebbe più corretto parlare di animali nomadi che di animali migratori.

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Animali che vanno in letargo

Vuoi conoscere i principali animali che vanno in letargo? Scoprilo con la nostra guida.

Per un animale un animale selvatico, sopravvivere al rigido clima invernale e alla carenza di cibo può essere una sfida. Gli animali si sono adattati in molti modi, uno dei quali è il letargo. Anche se spesso si pensa che sia un sonno lungo, il letargo è in realtà molto diverso: gli animali abbassano il loro tasso metabolico, la temperatura, la frequenza cardiaca e la respirazione per ridurre il loro bisogno di cibo.

Animali che vanno in letargo

Ecco un elenco di animali che vanno in letargo:

Orso

Contrariamente a quanto si pensa, gli orsi in realtà non vanno in letargo, almeno non nel vero senso della parola. Gli orsi entrano in uno stato di torpore, durante il quale riducono sia il battito cardiaco che quello respiratorio, mentre la temperatura si abbassa, anche se in misura inferiore rispetto al letargo. Quando sono in stato di torpore, gli orsi possono svegliarsi facilmente e di norma lo fanno. Possono però stare giorni senza svegliarsi, mangiare, bere o fare i loro bisogni.

orso bruno animali selvatici

Serpente giarrettiera

Mentre molti animali vanno in letargo da soli, il letargo nei serpenti giarrettiera è un’attività di gruppo. Centinaia o forse anche migliaia di serpenti si riuniscono in una tana per ibernarsi. Lo stretto contatto li aiuta a stare al caldo, il che è importante per gli animali a sangue freddo.

Tartaruga di terra

Molte tartarughe vanno in letargo, ma con modalità differenti a seconda della specie e della posizione. Le tartarughe possono ibernarsi da tre a cinque mesi all’anno. Si scavano una tana sotterranea, abbassano la frequenza cardiaca a 5-10 battiti al minuto e smettono di respirare completamente. Ma non restano senza ossigeno poiché lo assorbono attraverso la pelle.

tartaruga gigante delle galapagos animali più lenti del mondo

Chiocciola

Le chiocciole potrebbero non essere il primo animale a cui pensi quando si parla di letargo, ma alcune lo fanno. Quando sono in letargo, le lumache si ritirano nei loro gusci e sigillano l’ingresso con il muco per trattenere l’umidità e impedire che si secchino. Non lo fanno solo quando fa freddo, si proteggono così anche dal caldo, anche se questo fenomeno è noto come estivazione.

chiocciola cosa mangiano le lumache?

Marmotta

Non sarebbe bello dormire tutto l’inverno? Bene, le marmotte possono farlo, o almeno vanno in letargo durante l’inverno, a volte per otto mesi di fila. Quando sono in letargo, le marmotte possono ridurre la loro frequenza cardiaca a 3-4 battiti al minuto e fare 2-3 respiri al minuto

Succiacapre o caprimulgo

C’è un motivo per cui non si sente molto parlare di uccelli in letargo, ed è perché la maggior parte di essi non lo fa. Il succiacapre comune è l’unico, e lo fa perché il suo cibo (insetti) non è disponibile in inverno. Piuttosto che migrare, gli uccelli si accoccolano in un tronco cavo e aspettano l’inverno, abbassando il loro tasso metabolico e andando in letargo.

Pipistrelli

I pipistrelli entrano in uno stato di torpore, un letargo ridotto, durante la notte, quando le temperature scendono o il cibo scarseggia. Alcune specie vanno in letargo durante l’inverno, ma generalmente sono quelle che vivono in aree in cui gli insetti sono meno disponibili durante i mesi invernali. Quando sono in torpore o ibernati, i pipistrelli si rannicchiano insieme, penzolando dai soffitti o dalle pareti delle caverne. In questo stato, possono ridurre la frequenza cardiaca a 10 battiti al minuto.

Riccio

I ricci possono andare in letargo per settimane o mesi a seconda del freddo invernale. Durante il letargo, i ricci possono abbassare la frequenza cardiaca fino al 90%, ma possono svegliarsi brevemente se fa troppo freddo. L’aumento della frequenza cardiaca quando si svegliano li riscalda leggermente, prima che tornino a dormire.

riccio nel bosco

Calabrone

Non tutte le api vanno in letargo, ma per il calabrone l’ibernazione fa parte della vita, almeno per la regina. Tutti i maschi e le api operaie muoiono quando la temperatura scende, lasciando alla regina il compito di trovare un posto adatto per aspettare l’inverno. Quando le temperature aumentano, la regina emerge, costruisce un nido e depone un’intera nuova colonia.

Rana del legno

Le rane del legno rispetto smettono completamente di respirare e fermano il loro cuore. In effetti, si raffreddano così tanto che si formano cristalli di ghiaccio nel loro sangue. Si adagiano in tronchi, tane o mucchi di foglie per l’inverno e rimangono lì fino all’estate quando si riscaldano e ricominciano a respirare.

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Perché i fenicotteri sono rosa?

Sapevi che i fenicotteri non sono rosa fin dalla nascita? Nei primi mesi di vita, il loro piumaggio è grigio chiaro. Solo crescendo acquistano il colore rosa fiammante. Ma allora perché i fenicotteri sono rosa?

Perché i fenicotteri sono rosa

La spiegazione di questo fenomeno è molto semplice: la dieta dei fenicotteri è composta quasi esclusivamente da alimenti ricchi di beta-carotene, un pigmento di colore rosso-arancione. Questo pigmento si trova nelle alghe, nei funghi e in molte altre specie vegetali (come le carote) e animali (come insetti e gamberetti). I fenicotteri si nutrono di gamberetti, alghe e larve ricche di beta-carotene, ed è proprio questa dieta che, dopo alcuni mesi di vita, li rende rosa o rossastri. Curiosamente, l’eccesso di beta-carotene si può verificare anche nell’essere umano: si chiama carotenodermia ed è una sindrome benigna (che non danneggia l’organismo) in cui la pelle si presenta di colore aranciato.

Non esiste una sola specie di fenicottero: a seconda dell’habitat in cui vivono, questi uccelli presentano le piume più o meno scure e ci sono persino popolazioni di fenicotteri che sono completamente bianchi.
Quindi esistono anche fenicotteri blu, verdi o neri a seconda della loro alimentazione? No, purtroppo si tratta di bufale pseudo-scientifiche, supportate da esperimenti di fotomontaggio. Tutte le specie di fenicottero conosciute presentano un colore che va dal bianco al rosso; non esistono altre colorazioni.

A proposito di fenicotteri, ecco qualche curiosità su questi uccelli straordinari:

  • I fenicotteri vivono in grossi nidi che costruiscono utilizzando il fango secco. I nidi di fenicottero hanno la forma di una torre.
  • Il becco dei fenicotteri è così grande perché serve a raccogliere dal fondale salmastro fango, alghe e gamberetti. Dopo aver riempito il becco, i fenicotteri usano la propria lingua per separare ciò che è commestibile e inghiottirlo.
  • Alla nascita il becco dei giovani fenicotteri non è adatto a filtrare il cibo; per questo motivo, la madre e il padre nutrono i piccoli con un latte ricco di grassi prodotto nel loro tratto digerente.
  • Per i fenicotteri, un colore tendente al rosso è sinonimo di buona salute e prestigio sociale: i fenicotteri più chiari, solitamente sono gli esemplari più deboli.

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