logo del sito cuccioliamo.it
Home | Cani | Gatti | Pesci | Uccelli | Roditori | Rettili | Cavalli | Altri animali |

Categoria: gatti

Gatto Bengala

Il gatto Bengala è una delle razze feline più appariscenti e affascinanti al mondo. Il suo mantello ricorda quello dei gatti leopardo asiatici, ma la sua indole è tutt’altro che selvaggia.

Il gatto Bengala

gatto bengala mantello spotted
Un gatto Bengala “spotted” (foto da: Pinterest)

Storia

I primi tentativi di incrociare i gatti domestici con i gatti leopardo asiatici furono effettuati alla fine del 1800 dagli allevatori inglesi e belgi. Fino agli anni ’70 del ventesimo secolo, questi gatti erano riprodotti per scopi scientifici e naturalistici.

La razza è stata accettata solo nel 1983 dalle principali associazioni internazionali e da allora si è rapidamente diffusa per via del suo fascino.

Aspetto

Il gatto Bengala è un felino di dimensioni leggermente più grandi rispetto al gatto domestico: arriva a pesare 7 kg e può raggiungere i 70 cm di lunghezza. Il suo portamento è agile ed elegante e ricorda nelle movenze i gatti leopardo selvatici.

Il mantello può presentare due colorazioni:

  • Marbled, ovvero arancione con striature nere che ricordano il mantello di un gatto tigrato.
  • Spotted, ovvero a macchie di leopardo. Il mantello può essere chiaro, tendente all’arancio o ocra, ma le macchie devono distinguersi chiaramente. Questa è la colorazione più rara e pregiata.

Le altre colorazioni del mantello non sono riconosciute dagli standard ufficiali.

gatto bengala mantello marbled
Un gatto Bengala “marbled” (foto da: Pixabay)

Carattere

Questo gatto, benché discenda da un antenato selvatico, è perfettamente addomesticato. Perché il processo di domesticazione sia efficace, occorre che passino almeno quattro generazioni dal primo incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo selvatico.

Si distingue per la sua intelligenza vivace, per la facilità con cui apprende e per il carattere dominante. La socializzazione con altri gatti potrebbe rivelarsi problematica.

Questo gatto ha bisogno di molto spazio per muoversi e arrampicarsi; la vita da appartamento non fa per lui, è meglio che abbia a disposizione un giardino ampio in cui scorrazzare.

Allevamenti di gatto Bengala

Se desiderate acquistare un esemplare, rivolgetevi ad un allevamento specializzato ed evitate gli allevatori improvvisati, anche se vi allettano con offerte vantaggiose. Ecco alcuni allevamenti selezionati in Italia:

Khoomfay: allevamento amatoriale con esperienza ventennale
Dove: La sede si trova nella Riserva Naturale del “Borsacchio” a Roseto degli Abruzzi.
Sito web: allevamentogattibengala.it

MyBengal: allevamento che seleziona linee di sangue di alta genealogia e da esposizione.
Dove: Bussolengo (VR)
Sito web: mybengals.it

BilliBengal: allevamento che seleziona linee di sangue da esposizione.
Dove: Villa Latina (FR)
Sito web: billibengal.it

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Cosa mangiano i gatti?

Domanda: Cosa mangiano i gatti?

Risposta: I gatti sono felini carnivori. La loro dieta è composta in prevalenza da proteine della carne e del pesce (95% delle calorie totali) e per la parte restante da grassi, amminoacidi, frutta e verdura.

Cosa mangiano i gatti? Ecco la dieta

A differenza dei cani, che sono animali onnivori, i gatti sono carnivori stretti. Questo significa che la loro dieta è composta quasi esclusivamente da carne.

cosa mangiano i gatti?
Due gatti che mangiano. (Foto da: Pixabay)

I gatti in natura si nutrono delle prede che cacciano: uccelli, lucertole, roditori e piccoli mammiferi. A causa delle dimensioni esigue delle prede, i gatti non fanno un unico pasto, ma tanti piccoli spuntini. La loro dieta dunque è composta da carne e interiora. In 24 ore i gatti arrivano a fare fino a 15-20 pasti.

Leggete anche:

La dieta dei gatti domestici

L’alimentazione dei gatti domestici dovrebbe rispettare quanto più possibile quella che abbiamo appena descritto.

La dieta casalinga, per chi ha il tempo e la possibilità di seguirla, è la scelta più indicata. Dovrebbe essere composta da: 80% di carne magra, 10% di interiora, 10% di ossa polpose, con l’aggiunta di piccole quantità di frutta e verdura (1-2%).

Per chi non vuole optare per una dieta casalinga, meglio optare per il mangime umido: di solito i gatti lo preferiscono a quello secco. Scegliete un mangime di qualità, che non contenga troppi carboidrati.

La dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food) è particolarmente indicata per i gatti, a causa della loro natura di carnivori. Questa dieta prevede di somministrare esclusivamente alimenti crudi, imitando l’alimentazione dei felini allo stato selvatico.

Leggete anche: 

Cosa mangiano i gattini?

Dalla nascita fino a quattro settimane di vita, i gattini vengono allattati dalla madre.

Dopo il primo mese di vita comincia lo svezzamento: la capacità dei cuccioli di assimilare il lattosio si riduce ed è possibile introdurre quantità crescenti di alimenti secchi mescolati col latte. Questa fase dura circa due settimane: a partire dalle sei settimane di vita i gattini sono svezzati e si nutrono quasi esclusivamente di carne.

Libri consigliati:

Petra Rus. Enio Marelli. BARF. La dieta naturale per il tuo gatto. Sperling & Kupfer. 2016

Scopri anche:

Gatti senza pelo

In questo articolo scopriremo quali sono le principali razze di gatti senza pelo.

Cominciamo dicendo che in natura non esistono gatti senza pelo (a differenza dei cani senza pelo). Solo una rara mutazione genetica può portare alla nascita di gattini dalla pelle nuda.

A partire da una coppia di questi gattini, un allevatore olandese ha dato vita alla razza Sphynx negli anni ’80. Nello stesso periodo, in russia alcuni allevatori hanno creato la razza Donskoy.

Razze di gatti senza pelo

gatti senza pelo razze e foto
Canadian Sphynx (foto da: Pixabay)

Canadian Sphynx

Nato negli anni ’80 per opera di un allevatore olandese, oggi il Canadian Sphynx è diffuso in tutto il mondo e questa razza è riconosciuta da tutte le maggiori organizzazioni cinofile internazionali.

La pelle priva di pelo deriva da una mutazione del gene recessivo hairless,

gatti senza pelo canadian sphynx
Gattini di Canadian Sphynx (foto da: Pixabay)

Altre razze di gatti senza pelo

Il Canadian Sphynx è l’unica razza di gatto senza pelo riconosciuta in tutto il mondo. Tuttavia, esistono altre razze, tutte create dall’uomo, che condividono la stessa caratteristica.

Donskoy

Anche il Donskoy è nato negli anni ’80 per opera di un allevatore, ma le sue origini sono diverse dallo Sphynx. Per cominciare, è nato in Russia e ancora oggi è diffuso prevalentemente in questo paese. Inoltre, nel Donskoy la pelle nuda è causata da una mutazione di un gene dominante e non recessivo.

donskoy cat
Donskoy Cat (foto da: Pinterest)

Ucrainian Levkoy

L’Ucrainian Levkoy è nato dall’ibridazione del Donskoy e Scottish Fold. Questa razza non è riconosciuta dalle associazioni internazionali, ma solo dai registri locali russi ed ucraini.

gatti senza pelo ucrainian levkoy
Gattino di Ucrainian Levskoy (foto da: Pinterest)

Elf

Questa razza, non riconosciuta, è stata creata incrociando il Canadian Sphynx con l’American Curl. Da questo incrocio è nato un gatto senza pelo e con le orecchie arricciate all’insù (da qui il nome di “elf”).

gatti razza elf
Gatto Elf (foto da: Pinterest)

Collegamenti esterni

  1. Standard di razza del Canadian Sphynx

I gatti vedono al buio?

Domanda: I gatti vedono al buio?

Risposta: Sì. I gatti possiedono un’eccellente visione notturna e sono in grado di distinguere le forme con grande precisione in condizioni di scarsa luminosità.

Perché i gatti vedono al buio?

Gli occhi dei gatti sono diversi dai nostri. Sulla retina dell’occhio felino è presente una membrana iridescente il cui nome scientifico è tapetum lucidum (tappeto di luce).

Questa membrana funziona come un catarifrangente: in condizioni di scarsa luminosità, l’occhio del gatto cattura pochi raggi di luce. Il tapetum lucidum li riflette sulla retina migliorando la visione notturna.

Molti animali possiedono il tapetum lucidum: la totalità dei predatori notturni, molte delle loro prede, cani, piccoli mammiferi e perfino alcuni rettili e pesci. L’uomo, invece, ne è sprovvisto.

Per poter vedere al buio, i gatti hanno bisogno di una fonte minima di luce (la Luna, le stelle, la luce fioca che filtra da una finestra). In condizioni di buio totale, nemmeno loro sono in grado di vedere.

Nonostante godano di un’ottima vista al buio, i gatti distinguono con precisione le forme, ma non i colori: li vedono pallidi e sbiaditi e non riescono a distinguere alcuni di essi, come il rosso e il blu. Questo inconveniente, tuttavia, non impedisce ai nostri amici gatti di cacciare nell’oscurità.

Leggi anche:

Quanto dorme un gatto?

Vi siete mai chiesti quanto dorme un gatto? I felini più amati dall’uomo sono dei gran dormiglioni, ma è possibile quantificare esattamente il loro fabbisogno di sonno.

Quanto dorme un gatto? Ecco lo schema

  1. Un gatto neonato (dalla nascita alla quinta settimana di vita) dorme circa 20 ore al giorno. Il riposo è necessario per stimolare la produzione di ormone della crescita ed è fondamentale per i cuccioli.
  2. Un gatto giovane (dalla quinta settimana al primo anno di vita) dorme circa 12 ore al giorno: è la fase più attiva della vita del gatto, in cui l’animale esplora il mondo che lo circonda, socializza con altri gatti e si dedica al gioco e alla caccia.
  3. Un gatto adulto (dopo il primo anno di vita) dorme da 15 a 17 ore ogni giorno; le ore di sonno non sono consecutive.
  4. Un gatto anziano invece dorme circa 20 ore, proprio come un cucciolo. I gatti anziani si muovono poco e trascorrono quasi tutto il loro tempo a dormire.

Queste indicazioni sono soggettive: sono possibili piccole variazioni individuali legate alla razza, all’età e al temperamento individuale del gatto, che sono del tutto normali.

Perché i gatti dormono così a lungo?

Non esiste una spiegazione scientifica condivisa sulla ragione per cui i gatti trascorrono la maggior parte della loro giornata dormendo.

Secondo alcune teorie, i gatti dormono così a lungo per trattenere il calore corporeo e ridurre al minimo il dispendio di energie (il corpo dei mammiferi consuma molte energie per riscaldarsi). Questa teoria sarebbe confermata dal fatto che i gatti cercando posti caldi e soleggiati per dormire.

C’è anche chi sostiene che i gatti siano cacciatori talmente abili da non aver bisogno di molto tempo da dedicare alla ricerca di cibo. Per questo trascorrono gran parte della loro giornata in panciolle. Sarà davvero così? Sicuramente vale per i nostri gatti domestici!