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Categoria: roditori

I criceti vanno in letargo?

I criceti vanno in letargo? Come dovresti comportarti con il tuo criceto domestico con l’arrivo dell’inverno? Leggi l’articolo per scoprire la risposta a queste e altre domande.

In natura i criceti vanno in letargo quando le temperature scendono al di sotto dei 10 °C. L’habitat naturale dei criceti è caratterizzato da temperature piuttosto rigide

Nelle nostre case la temperatura non scende mai al di sotto dei 16 °C: questo significa che i criceti domestici non vanno in letargo. I criceti domestici si limitano a ridurre la proprio attività nel periodo invernale: a volte li troverete profondamente addormentati e saranno tendenzialmente più pigri e sedentari. Questo comportamento, però, non equivale a un letargo.

Nonostante il criceto non sia in letargo, è bene non svegliarlo ed evitare di disturbarlo o causargli stress quando è meno attivo.

I criceti allevati in giardino o in terrazzo meritano un discorso a parte: infatti, nell’Italia settentrionale e lungo l’Appennino le temperature invernali scendono ben sotto lo zero. In queste aree, i criceti che vivono all’aperto andranno in letargo come i loro simili allo stato selvatico. In questo caso, dovrai assicurarti che la gabbia del criceto sia provvista di un riparo adatto a trascorrere l’inverno. Inoltre, dovrai fornire razioni di cibo più abbondanti nel periodo estivo: i criceti ne avranno bisogno per superare l’inverno.

Non dimenticare che il letargo, per i criceti domestici, è piuttosto pericoloso: se hai intenzione di tenere il tuo criceto all’inverno nella stagione invernale, ti raccomandiamo di consultare un veterinario esperto di roditori e animali esotici, che saprà indicarti come preparare correttamente il letargo.

Se incontri un criceto in letargo, non devi assolutamente svegliarlo: un brusco risveglio nel periodo invernale, spesso, causa la morte dell’animale. Distinguere un criceto in letargo da un criceto morto è possibile: infatti, nel criceto in letargo è possibile osservare il movimento causato dalla respirazione; benché debole e lento, è ben percepibile da un osservatore attento.

Sezione criceti

Cosa mangiano i criceti? Guida all’alimentazione

Vuoi sapere cosa mangiano i criceti? Se possiedi un criceto come animale domestico, è fondamentale conoscere l’alimentazione corretta per questo animale e offrirgli una dieta sana, nutriente e bilanciata.

Cosa mangiano i criceti

I criceti sono roditori onnivori, che in natura si nutrono di una grande varietà di alimenti: erba, semi, bacche e piccoli frutti che riescono a procurarsi nel loro habitat. Questi animali sono estramente voraci e tendono ad abbuffarsi di cibo, consumando tutto ciò che trovano intorno a sé. Uno dei problemi principali con i criceti domestici è proprio la sovralimentazione, che porta obesità e diabete (principali cause di morte dei criceti allevati in cattività).

La dieta consigliata per i criceti domestici è costituita da una porzione di pellet per criceti di alta qualità (si può trovare facilmente in qualsiasi negozio per animali oppure online) e da una porzione di frutta o verdura fresca. Le due porzioni dovrebbero essere grandi quanto un cucchiaio e non dovresti lasciare cibo in eccesso nella gabbia.

Frutta e verdura adatta ai criceti

La maggior parte della frutta e della verdura è adatta ai criceti: la quantità consigliata di frutta e verdura è una porzione grande come un cucchiaio da minestra ogni giorno.

  • Insalata
  • Broccoli
  • Cavolfiori
  • Carote
  • Sedano
  • Patate dolci
  • Bietole
  • Coste
  • Cetrioli
  • Zucchini
  • Cavolo
  • Cicoria
  • Mele
  • Pesche
  • Fragole
  • Frutti di bosco
  • Ciliegie
  • Erba di campo

Cibi velenosi per i criceti

Questi cibi andrebbero evitati: alcuni di essi sono tossici per il criceto e potrebbero mettere a repentaglio la sua vita. Altri causano diarrea e crampi addominali mentre altri ancora andrebbero evitati a causa dell’elevato contenuto di zuccheri.

  • Cioccolato
  • Melanzane
  • Pomodori
  • Patate
  • Aglio
  • Cipolla
  • Mandorle
  • Semi di mela
  • Semi d’uva
  • Zucchero
  • Dolci zuccherati
  • Lieviti
  • Alcol

La frutta secca (noci, nocciole, pinoli etc.) non è direttamente tossica per il criceto; tuttavia, si tratta di alimenti ipercalorici che sarebbe meglio evitare per scongiurare il rischio di obesità; meglio offrire al criceto piccole porzioni di frutta e verdura, che sono ricchi di acqua e di fibre.

Come dare da mangiare al criceto

Non tutti i criceti amano essere alimentati mentre li tieni in mano: alcuni di loro potrebbero addirittura morderti. Inoltre, il criceto è un animale piuttosto territoriale e non ti vedrà di buon grado se metterai le mani nella sua ciotola.

In ogni caso, puoi provare ad addestrare il criceto a prendere il cibo dalle tue mani: tieni delicatamente il roditore sul palmo di una mano e avvicina l’altra mano aperta con il cibo. Lascia che sia il criceto ad avvicinarsi e ad afferrare il suo pasto; cerca di metterlo a suo agio e non fare movimenti bruschi che potrebbero stressarlo o spaventarlo.

Sezione criceti

Coniglio ariete nano

Il coniglo ariete nano è un piccolo coniglio domestico ed è un ottimo animale da compagnia, sempre più apprezzato dalle famiglie italiane.

Coniglio ariete nano

Caratteristiche fisiche

Il coniglio ariete nano è un piccolo mammifero lagomorfo (non un roditore!), dal peso ideale intorno a 1,75 kg. In ogni caso il peso non deve superare i 2,25 kg. Le orecchie sono l’elemento fisico più caratteristico di questo animale: sono cadenti, a forma di ferro di cavallo. Il coniglio ariete è incapace di tenere le orecchie ritte: queste sono sempre rivolte verso il basso. La pelliccia è folta, con il pelo soffice di media lunghezza. La testa è larga, con la fronte ampia e il naso convesso.

Colori

Il mantello può essere di tutti i colori, ad esclusione del manto argentato. I più diffusi sono:

  • Fulvo.
  • Blu di Vienna.
  • Madagascar.
  • Siamese.
  • Pezzato nero.
  • Pezzato fulvo.
  • Giarra bianca.

Carattere

Il coniglio ariete nano è un animale socievole e curioso. Non è aggressivo con l’uomo, mentre è piuttosto territoriale con i propri simili; per questo motivo la convivenza tra due conigli ariete nani è difficile, specialmente tra due individui dello stesso sesso.

Vita media

Il coniglio ariete nano ha un’aspettativa di vita superiore a 7 anni. Non è raro per i conigli ariete superare i 9 anni di età, se vengono allevati con cura. Gli aspetti che incidono maggiormente sulla durata della vita sono l’alimentazione, la profilassi veterinaria contro le patologie più gravi e l’attenzione a non causare inutili stress all’animale.

Approfondimento

Costo

Il prezzo di un coniglio ariete nano può variare dai 50 ai 300€, a seconda dell’allevamento. A questo costo bisogna considerare il costo delle vaccinazioni, indispensabili, che si aggira intorno ai 50€, comprensivi di visita veterinaria (alcuni allevatori includono le vaccinazioni nel prezzo finale del coniglio).

Diffida dagli allevatori che vendono conigli a poche decine di euro e assicurati che forniscano al momento della vendita anche il certificato di vaccinazione.

Approfondimento

Risorse sui conigli nani

Razze

Alimentazione

Salute

Allevamenti di conigli ariete nano in Italia

Allevamento Tippete

  • Dove si trova? Coredo (TN)
  • Spedizioni: Sì (Nord Italia). L’allevamento organizza staffette nelle principali località del Nord Italia.

La stalla dei conigli

  • Dove si trova? Prato (PO)
  • Spedizioni: No.

Casa Fabri

  • Dove si trova? Coredo (TN)
  • Spedizioni: Sì. L’allevamento organizza staffette in tutta Italia. Sul sito sono disponibili le date delle prossime consegne.

My rabbit

  • Dove si trova? Verona (VR)
  • Spedizioni: Sì. Se il proprietario non può ritirare personalmente il cucciolo sarà l’allevamento ad effettuare la consegna.

Biancarota

  • Dove si trova? Preganzion (TV)
  • Spedizioni: Sì (Nord Italia). L’allevamento organizza consegne lungo l’autostrada A4 Torino-Venezia.

La casa del Coniglio

  • Dove si trova? Velletri (RM)
  • Spedizioni: Sì (Roma e dintorni). L’allevamento spedisce i cuccioli nei dintorni di Roma e Velletri. Costo della consegna da concordare.

Quanto costa un coniglio nano?

Vuoi adottare un coniglio nano e ti stai chiedendo quanto ti costerà? Si tratta di una domanda tutt’altro che banale: ogni proprietario consapevole deve assicurarsi di poter mantenere al meglio i propri animali. In questo articolo scoprirai quanto costa un coniglio nano all’acquisto e quali sono i costi da sostenere ogni anno per garantirgli una vita dignitosa.

Quanto costa un coniglio nano

Un coniglio nano può costare da 50€ a 100€ all’acquisto. Ogni allevatore pratica prezzi diversi, anche in base alla specie che tratta; per questo la fascia di prezzo è variabile.

Ci sono alcuni costi – non trascurabili – che un allevatore di conigli nani professionale deve sostenere. Questi costi, che incidono sul prezzo finale del coniglio nano, sono:

  • Il costo delle vaccinazioni. Il coniglio nano deve essere assolutamente vaccinato contro alcune malattie virali diffuse in Italia, che colpiscono i conigli domestici e selvatici senza lasciar scampo (la mortalità è vicina al 100% e non esistono cure efficaci).
  • Il costo della visita veterinaria per certificare la buona salute del cucciolo e per escludere malformazioni fisiche o patologie congenite.

Proprio questi costi dovrebbero farti diffidare da chi vende conigli nani a prezzi irrisori: assicurati che siano muniti del certificato vaccinale e che siano stati visitati da un veterinario.

Quanto costa mantenere il coniglio nano

Come per tutti gli animali domestici, il costo sostenuto all’acquisto è solo una piccola parte del costo totale necessario a provvedere alle necessità dell’animale.

Anche per il coniglio nano, esistono alcuni costi – non trascurabili – che dovrai sostenere ogni anno per garantirgli un tenore di vita dignitoso e per assicurarti che viva in salute. Di seguito li elencheremo nel dettaglio. Prima di adottare un animale, assicurati di riuscire a sostenere questi costi.

  • Vaccinazioni e visite mediche annuali: il coniglio nano deve essere vaccinato ogni anno contro la mixomatosi e contro la malattia emorragica virale. Puoi trovare più informazioni nel nostro articolo sulla vaccinazione del coniglio. Solitamente, visite e vaccinazioni hanno un costo tra 25 e 50 € annui, ma il prezzo può cambiare a seconda dell’ambulatorio veterinario di riferimento.
  • Cibo: il coniglio nano dovrà avere fieno sempre disponibile, a cui andranno aggiunte verdure fresce, erba di campo e piccole dosi di altri alimenti. Fortunatamente il fieno ha un costo irrisorio, tra 10 e 15€ al quintale, se lo acquisti da un contadino. Se ti fornisci in un negozio di animali, dovrai considerare un prezzo più alto.
  • Gabbia: il coniglio nano dovrà essere alloggiato in una gabbia spaziosa. Fortunatamente non dovrai sostituire ogni anno la gabbia. Una gabbia di dimensioni generose e costruita con materiali di qualità può costare da 100 a 150€. Evita le gabbie troppo piccole: causeresti inutili sofferenze al tuo coniglio.
  • Sterilizzazione: è raccomandabile sterilizzare i conigli nani domestici, per proteggerli da alcune malattie e comportamenti indesiderati. La sterilizzazione è un’operazione chirurgica, con un costo indicativo tra 100 e 150€.

Ricapitolando, al costo iniziale per acquistare il coniglio nano dovrai aggiungere 100/150€ per la gabbia, 100/150€ per la sterilizzazione e da 100 a 200€ ogni anno per le vaccinazioni, le visite mediche e un’alimentazione adeguata.

Altri articoli sui conigli nani

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Salute

Come dormono i conigli?

Ti sei mai chiesto come dormono i conigli? Si dice che questi animali siano in grado di dormire con gli occhi aperti, ma sarà vero? Continua a leggere per scoprirlo.

Come dormono i conigli

I conigli possono dormire con gli occhi aperti. Possono dormire anche con gli occhi chiusi, ma di solito i conigli chiudono gli occhi solo se si sentono molto sicuri. Quindi potresti pensare che il tuo coniglio non dorme mai perché non chiude mai gli occhi, ma in realtà stanno facendo un pisolino proprio davanti a te.

Ci sono alcuni segnali nel comportamento di un coniglio che ti permettono di sapere se sta dormendo. Se il naso smette completamente di contrarsi, probabilmente significa che il tuo coniglio sta dormendo. Inoltre spesso si agitano nel sonno o muovono leggermente la bocca. Nel sonno, le orecchie sono rilassate lungo la schiena e non rivolte verso l’alto (un tipico segnale di allerta).

I conigli possono assumere tre diverse posizioni per riposare: se il coniglio non si sente a suo agio, si acquatterà al suolo ritirando le zampe anteriori e formando una palla di pelo. In questa posizione dormirà quasi sempre con gli occhi aperti. Se il coniglio si sente al sicuro, potrebbe sdraiarsi per terra con le zampe anteriori distese in avanti; anche in questa posizione, solitamente, il coniglio dorme con gli occhi aperti.

Se il coniglio si sente particolarmente a suo agio, potrebbe sdraiarsi sul fianco. In questa posizione il coniglio può dormire anche con gli occhi chiusi.

Ma perché i conigli dormono con gli occhi aperti? Tutto è legato alla sopravvivenza: i conigli sono prede di molti animali selvatici. In natura, i conigli tengono gli occhi aperti perché in questo modo, anche se stanno dormendo, i recettori del movimento continuano a funzionare. Se un predatore si avvicina, i segnali raggiungono il cervello del coniglio e lui sarà in grado di fuggire molto più velocemente che se dormisse con gli occhi chiusi.

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Denti del coniglio: cosa c’è da sapere

I denti del coniglio sono a crescita continua: se l’animale è in salute crescono fino a 1 cm al mese. In natura, la crescita dei denti è mantenuta sotto controllo dall’attività di masticazione: i conigli selvatici trascorrono molte ore ogni giorno masticando piante fibrose; in questo modo i denti si consumano rapidamente. Per i conigli domestici, la crescita dei denti può essere mantenuta sotto controllo attraverso un’alimentazione adeguata; in caso contrario i denti cresceranno rapidamente fino a rendere necessario l’intervento del veterinario.

Denti del coniglio lunghi: come rimediare

Il modo migliore per mantenere una lunghezza dei denti corretta è somministrare al coniglio grandi quantità di fieno: masticare l’erba essiccata è il modo migliore per limare la dentatura in modo naturale. Come abbiamo spiegato nella guida sull’alimentazione del coniglio, i conigli domestici dovrebbero sempre avere a disposizione una gran quantità di fieno fresco.

Tuttavia, può capitare che i denti siano cresciuti in modo eccessivo e che il coniglio non sia più in grado di masticare. In questo caso, è necessario rivolgersi al proprio veterinario, che provvederà a limare gli incisivi del coniglio con una fresa apposita. Assolutamente da evitare il fai da te, che potrebbe rompere o crepare i denti. Se la crescita eccessiva riguarda i molari, l’intervento è più complesso e andrà eseguito sotto anestesia generale del coniglio.

Quanti denti ha il coniglio?

Tutti sappiamo che i conigli hanno due paia di grandi incisivi (due superiori e due inferiori), ma non sono i soli: il coniglio possiede un ulteriore paio di denti incisivi superiori, più piccoli, situati dietro i primi oltre a 22 molari (10 nell’arcata superiore, 5 per lato e 12 nell’arcata inferiore, 6 per lato). I molari sono indispensabili per la masticazione delle erbe coriacee e dell’erba secca.

I denti incisivi funzionano come un paio di piccole tenaglie, che strappano l’erba e il fieno e lo riducono in pezzi più piccoli. I molari, invece, attraverso un lungo lavoro, riducono le fibre vegetali in una poltiglia adatta ad essere assimilata dall’apparato digerente del coniglio.

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Cosa mangiano i conigli?

In questo articolo scoprirai cosa mangiano i conigli. Se hai un coniglio domestico, leggi con attenzione: troverai tutte le indicazioni per offrirgli una dieta equilibrata.

Cosa mangiano i conigli nani (domestici)

I conigli sono erbivori stretti: questo significa che la loro alimentazione è costituita al 100% da materiale vegetale: erba, verdure a foglia, piccole quantità di frutti e bacche. Se possiedi un coniglio domestico, devi assolutamente rispettare le sue abitudini alimentari: dovrai somministrargli alimenti vegetali adatti alla sua dieta e al suo apparato digerente.

L’alimento principale nella dieta del coniglio è il fieno (erba essiccata al Sole), come quello per cavalli. Il fieno è molto economico e si può trovare facilmente dai contadini. Inoltre si conserva a lungo, in un ambiente secco e ben arieggiato. Fai in modo che il coniglio abbia sempre del fieno disponibile nella gabbia.

In natura i conigli non si nutrono di fieno, ma di erba di campo. Se ne hai la possibilità, alimentare il coniglio con erba fresca è la soluzione migliore. Se hai un giardino, ad esempio, potresti lasciarlo brucare lì, provvedendo alla sua dieta in modo ottimale. Tuttavia, fai molta attenzione all’erba che somministri al coniglio: assicurati che non sia stata trattata con pesticidi, erbicidi o fertilizzanti chimici. Queste sostanze, infatti, nuocciono gravemente alla salute del coniglio. Se sei in dubbio, meglio acquistare del fieno per animali da un contadino o da un rivenditore.

I conigli alimentati col fieno, inoltre, devono avere a disposizione una piccola porzione di verdura fresca ogni giorno: insalata, carote, finocchio, sedano. La verdura fresca deve essere a temperatura ambiente e ben lavata. Scegli della verdura adatta al consumo umano e lavala bene, per rimuovere eventuali tracce di pesticidi.

Il pellet e il mangime industriale deve essere ridotto al minimo: la dose ideale è di 1 cucchiaino al giorno.

Cosa mangiano i conigli selvatici

I conigli selvatici si nutrono esclusivamente di erba di campo. All’occorrenza mangiano anche erba secca, germogli, fiori e altri alimenti di origine vegetale. La dieta dei conigli selvatici è composta esclusivamente da vegetali: questi animali non sono onnivori.

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Mixomatosi del coniglio

La mixomatosi è una grave patologia virale che colpisce i conigli (selvatici e domestici). È caratterizzata da un grado di mortalità elevatissima, che sfiora il 99%.

Mixomatosi

Storia della mixomatosi

La mixomatosi fu scoperta in Uruguay agli inizi del 1900. Da lì, si diffuse negli altri paesi dell’America del Sud, decimando le popolazioni di conigli selvatici.

Nel 1950, il Governo australiano decise di importare il virus patogeno in Australia per tenere sotto controllo la popolazione di conigli selvatici nel paese. In breve tempo la malattia sterminò milioni di conigli, con una mortalità vicina al 100%. Ancora oggi, in Australia, la mixomatosi è utilizzata come sistema per evitare che i conigli selvatici diventino troppo numerosi.

Oggi questa patologia è diffusa in tutto il mondo ed è presente anche in Italia, dove è considerata una malattia infettiva per cui vige l’obbligo di denuncia: chi possiede un coniglio affetto da mixomatosi deve comunicarlo alla polizia veterinaria per attivare i necessari protocolli di contenimento.

Sintomi della mixomatosi

La patologia si manifesta dopo un breve periodo di incubazione con gonfiore intorno agli occhi, alle narici, alla base delle orecchie e agli organi genitali. A causa degli edemi, il coniglio non riesce più a vedere né a mangiare e muore di inedia nell’arco di pochi giorni. Alcuni animali muoiono a causa di infezioni batteriche o polmoniti secondarie, che sopraggiungono sull’organismo già indebolito dalla mixomatosi.

Come si cura

Purtroppo, ad oggi non esiste una cura per questa patologia. Esistono alcuni medicinali che si possono somministrare al coniglio per aumentare le sue possibilità di sopravvivere alla malattia, ma la prognosi è solitamente infausta.

L’unico modo efficace di contrastare la mixomatosi è vaccinare i conigli appena svezzati e successivamente mantenere la copertura vaccinale. Per saperne di più ti consigliamo di leggere la nostra guida:

Trasmissione all’uomo

La gravità di questa patologia e la facilità con cui si diffonde nelle popolazioni di conigli fa sorgere spontanea una domanda: la mixomatosi si trasmette anche all’uomo? Fortunatamente no: questa malattia colpisce unicamente i conigli selvatici e domestici. Non sono mai stati segnalati casi di contagio umano.

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Vaccinazione del coniglio

Il coniglio domestico può essere colpito da alcune malattie letali per le quali è disponibile un vaccino. La vaccinazione del coniglio è fondamentale per proteggere gli animali da queste gravi patologie e per evitare di diffonderle ulteriormente nel nostro paese.

Vaccinazione del coniglio: quali vaccini fare

La prima malattia contro la quale deve essere vaccinato il coniglio è la Malattia Emorragica Virale (MEV). Si tratta di una patologia diffusa da un calicivirus, che dopo un breve periodo di incubazione porta alla morte del coniglio entro le 48 ore. La mortalità della Malattia Emorragica Virale è vicina al 100%.

Dalla sua scoperta, la MEV si è evoluta e oggi esistono due ceppi differenti, entrambi letali. Per questa ragione non è più sufficiente un solo vaccino contro il primo ceppo di MEV: è necessaria la copertura vaccinale contro entrambi i ceppi.

La seconda malattia da cui vanno protetti i conigli domestici è la mixomatosi. Anche questa malattia è trasmessa da un virus (poxvirus) e si manifesta con delle vistose tumefazioni intorno agli occhi e al naso che nell’arco di pochi giorni si trasformano in ulcere necrotiche. Solitamente l’animale muore nell’arco di 15-40 giorni e la prognosi è quasi sempre infausta.

Queste malattie si trasmettono attraverso il contatto con altri conigli infetti, ma non solo: possono essere trasportate dalle zanzare, dalle zecche e da tutti i parassiti ematofagi.

Quando vaccinare il coniglio

Il coniglio si vaccina dopo lo svezzamento, quindi dopo il primo mese di età. In commercio esistono diversi vaccini, con tempistiche di somministrazione differenti. Sarà il tuo veterinario a suggerirti la combinazione migliore per ridurre al minimo lo stress arrecato al coniglio e il numero di richiami necessari.

Prezzo dei vaccini per conigli

La vaccinazione del coniglio ha un costo decisamente più basso rispetto alla vaccinazione dei cani e dei gatti: solitamente i vaccini hanno un prezzo non superiore a 20€, a cui va aggiunto il costo della visita veterinaria (10 o 15€, a seconda degli ambulatori). Questi prezzi sono indicativi: ti suggeriamo di chiedere un preventivo al tuo veterinario di fiducia.

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Razze di conigli

Ti interessa scoprire quali sono le principali razze di conigli domestici? In questo articolo ti presenteremo le razze più diffuse che puoi trovare negli allevamenti italiani.

Razze di conigli

Ariete nano

L’ariete nano è probabilmente la razza di coniglio domestico più diffusa in Italia. È un coniglio di piccole dimensioni, con le orecchie cadenti e mai erette; le orecchie non devono mai toccare terra. L’ariete nano è un coniglio di piccole dimensioni, che non supera i 2 kg di peso. Ha un carattere estremamente docile e mai aggressivo, mentre si dimostra piuttosto territoriale con gli altri conigli. Le colorazioni più diffuse di mantello per l’ariete nano sono: fulvo, blu, bianco con occhi azzurri, madagascar e giarra bianca.

coniglio ariete nano razze di conigli

Testa di Leone

Il coniglio Testa di Leone è una varietà nana che non supera i 2 kg di peso e presenta il pelo più lungo in prossimità della testa, come una criniera. Questo coniglio è nato nel tentativo di dare vita a una varietà di coniglio domestico a pelo lungo.

Coniglio olandese

Il coniglio Olandese è una varietà antica, presente in Europa da secoli. Questa varietà nana ha il corpo tondeggiante e le orecchie dritte. Questo coniglio è estremamente docile e si adatta bene alla vita in cattività. Il mantello è particolarmente morbido ed è solitamente bicolore, con una macchia sulla testa.

Coniglio gigante delle Fiandre

Il Coniglio gigante delle Fiandre è il più grande tra i conigli domestici. Raggiunge un peso tra i 10 e i 20 kg e una lunghezza di oltre 60 cm. Il Coniglio delle Fiandre è un animale dal temperamento calmo, pigro e riservato, che trascorre la maggior parte del tempo dormendo. Le orecchie sono dritte e di grandi dimensioni. A causa delle sue dimensioni il Coniglio gigante delle Fiandre non è adatto a chi ha poco spazio a disposizione: infatti, avrà bisogno di una gabbia di grandi dimensioni, da collocarsi in giardino o in terrazzo.

Coniglio d’Angora

Proveniente dall’omonimo altopiano della Turchia, questo coniglio si riconosce facilmente per il mantello lungo e setoso.

Schede di allevamento:

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