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Categoria: gatti

Acari delle orecchie nel gatto

  • Gli acari delle orecchie sono dei parassiti esterni del gatto; il loro nome scientifico è Otodectes Cynotis e possono colpire sia il gatto che il cane.
  • Gli acari delle orecchie trasmettono la rogna auricolare, una parassitosi. Questa patologia si trasmette per semplice contatto tra due animali infetti.
  • Le conseguenze della rogna auricolare possono essere serie: l’infestazione causa un intenso prurito alle orecchie; l’animale comincia a grattarsi fino a procurarsi vere e proprie lesioni da grattamento (ad altissimo rischio di infezione).
  • La cura della rogna auricolare è complessa: la semplice pulizia auricolare con shampoo specifici spesso non è sufficiente e deve essere coadiuvata da una terapia specifica prescritta dal veterinario.

La rogna auricolare

Otodectes Cynotis

La rogna è demodettica è causata dall’infestazione di Otodectes Cynotis, un parassita esterno del gatto. Questo acaro, sprovvisto di zampe, vive nascosto nei follicoli piliferi del cane, dove compie il suo ciclo vitale.

Sintomi dell’infestazione

La rogna auricolare si manifesta con una secrezione molto abbondante di cerume; il cerume assume un colore grigiastro e una una consistenza granulosa e molto asciutta, che permette al veterinario di riconoscere con semplicità questa parassitosi.

Come avviene il contagio

Il contagio avviene attraverso il contatto tra un gatto infestato e un altro.

Trasmissione dal cane all’uomo

Gli acari Otodectes Cynotis sono scarsamente specifici: possono sopravvivere anche su piccoli mammiferi e perfino sull’uomo, benché i casi di contagio siano rari. I bambini sono i soggetti più a rischio: gli acari potrebbero attaccarsi sulle braccia e sul tronco.

Ciclo di vita

Il ciclo di vita delgli acari delle orecchie dura 3-4 settimane e si svolge interamente all’interno del padiglione auricolare e del condotto uditivo del gatto (o del cane).

Acari delle orecchie: le cure

Prima di procedere è necessario pulire accuratamente il condotto uditivo del gatto con un detergente delicato, rimuovendo il cerume granuloso in eccesso. In seguito, sarà opportuno somministrare un acaricida per uso locale e procedere con uno shampoo completo che elimini gli acari non soltanto dal condotto uditivo ma anche dagli altri possibili siti d’infestazione. Dopo la visita clinica, sarà il veterinario a suggerire la terapia specifica più indicata in base alle condizioni dell’animale e allo stato della parassitosi.

*Prima di intraprendere qualsiasi azione vi consigliamo di consultare il vostro veterinario di fiducia.

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Approfondimenti

  1. Otodectes Cynotis. Su: www.sciencedirect.com

Gatti grigi: tutte le razze

Quali sono le principali razze di gatti grigi? Te lo raccontiamo nella nostra guida. Con i loro mantelli dalle sfumature che vanno dall’argento all’ardesia, i gatti grigi sono davvero stupendi. Spesso definiti “gatti blu” per il bagliore etereo del loro mantello, questi gatti sembrano a dir poco magici. Provenienti da luoghi remoti come la Thailandia e la Russia, ma anche dall’Europa, i gatti grigi ti cattureranno sicuramente il cuore. Ecco una lista delle principali razze.

Gatti grigi

American Shorthair

L’American Shorthair può avere diverse colorazioni, tra cui il grigio. È robusto e ha un mantello spesso e denso. Questa razza è stata originariamente creata per tenere i roditori lontani dalle case dei loro proprietari. L’American Shorthair è simile al British Shorthair, utilizzato in origine per creare la razza. Gli American Shorthair sono animali affettuosi perché amano giocare e farsi coccolare, pur amando la loro indipendenza.

British Shorthair

Il British Shorthair è disponibile in un’ampia varietà di colorazioni. Tuttavia, la versione più popolare ha un mantello grigio scuro e gli occhi color rame o oro. Tra la prima e la seconda guerra mondiale questa razza di gatto grigio era quasi completamente scomparsa nel Regno Unito, ma per fortuna i restanti British Shorthair sono stati allevati con i persiani per ripristinare la razza. Sono noti per il loro carattere tranquillo e per essere abbastanza indipendenti, anche se sono molto curiosi ed amano interagire e giocare con il loro proprietario.

british shortair razze di gatti grigi
British shorthair

Blu di Russia

Conosciuto per il suo suggestivo mantello grigio scuro con una scintillante tonalità argento e per i suoi accattivanti occhi verdi, il Blu di Russia è una delle razze di gatti grigi più famose. Nonostante il fitto mantello, questo gatto è ipoallergenico ed è particolarmente adatto a chi soffre di allergie. Il Blu di Russia preferisce vivere in famiglie senza bambini piccoli, poiché predilige di uno stile di vita tranquillo e silenzioso. Ama stringere un forte legame con il suo proprietario.

blu di russia razza di gatto anallergico
Blu di Russia

Certosino

Il Certosino è uno splendido gatto grigio con gli occhi nei toni dell’oro, del rame o dell’arancio. A causa della pelliccia incredibilmente morbida, si dice che in passato il Certosino fosse ricercato dai pellicciai e si pensa che il “pile de Chartreux” di lana abbia preso il nome proprio da lui. Non è chiaro quali siano le origini di questa razza di gatto grigio, ma è stato accertato che i primi esemplari furono usati dai monaci certosini vicino a Parigi nel XVIII secolo come cacciatori di topi. Il Certosino è un ottimo animale domestico e tende ad affezionarsi molto al proprietario, pur restando abbastanza indipendente.

certosino razze di gatti grigi
Certosino

Gatto europeo

Il gatto europeo è disponibile in quasi tutti i colori immaginabili, inclusi anche i soriani grigi e grigi. A causa del fatto che sono un mix di razze, questi gatti non hanno un pedigree. Sono robusti e generalmente non presentano particolari problemi di salute. Sono solitamente giocherelloni, anche se spesso risulta difficile determinarne il carattere esattamente a causa della vasta selezione di razze da cui possono derivare.

Korat

Originario della Thailandia, si pensa che il Korat porti fortuna, tanto che a volte viene regalato alle spose come buon auspicio per il loro matrimonio. Ha grandi occhi verdi e una colorazione grigia brillante: per questo molti li paragonano a nuvole argentate. Questa razza di gatto grigio prospera grazie all’attenzione umana e non tollera di essere lasciata sola troppo a lungo, per cui è indicato per persone che non trascorrono molto tempo lontano da casa.

korat razze di gatti grigi
Korat

Nebelung

In tedesco, Nebelung significa “creatura della nebbia”, un nome magico attribuito a questo gatto per la sua splendida colorazione grigia. Il mantello scintillante sembra quasi d’argento. Il Nebelung viene considerato una varietà a pelo lungo del Blu di Russia. Ha una natura gentile e calma e a volte può sembrare piuttosto timido. In realtà è incredibilmente giocherellone e curioso. Il Nebelung ama arrampicarsi per osservare l’ambiente circostante. Noto per il suo legami profondo con il proprietario, passa il suo tempo a giocare e farsi coccolare.

Persiano

Anche il gatto persiano può presentare il mantello grigio. Questa razza a pelo lungo è allevata sin dall’antichità ed è uno dei compagni prediletti dall’uomo.

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Gatti anallergici e ipoallergenici

Hai sentito che esistono alcuni gatti anallergici e vuoi sapere quali sono? Sei nel posto giusto. Scopri insieme a noi quali sono le razze di gatti indicate per le persone allergiche.

Gatti anallergici

Quando si parla di allergia ai gatti, nella maggior parte dei casi le persone non sono allergiche al pelo stesso, ma ad alcune proteine che vengono secrete dalla pelle dei gatti (proteina Fel d1) e presenti nella saliva del gatto (proteina Fel d4). Queste proteine rimangono intrappolate nel pelo e nel sottopelo dei gatti, scatenando intense reazioni allergiche quando ci si avvicina all’animale o se nell’ambiente è presente il suo pelo (anche pulendo accuratamente la casa è difficile, se non impossibile, eliminare completamente i residui di pelo felino).

Per questa ragione non esistono gatti anallergici al 100%, ma alcuni gatti che producono quantità minori di queste proteine, per cui possiamo considerarli ipoallergenici. Questi esemplari, raramente causano reazioni allergiche e spesso vengono consigliati alle persone allergiche che desiderano un gatto. Se ti trovi in questa situazione, ti consigliamo tre cose: memorizzare la lista di “gatti ipoallergenici” qui sotto, parlare col tuo allergologo che ti offrirà un parere medico e trascorrere un po’ di tempo con un gatto di una delle razze qui sotto (potresti contattare un allevatore e recarti a visitare i gatti diverse volte, per assicurarti effettivamente che non scatenino una reazione allergica).

Elenco delle razze ipoallergeniche

Sphynx

I gatti Sphynx sono completamente privi di pelo. Se sei un soggetto allergico, lo Sphynx potrebbe essere il gatto perfetto per te. Questo perché le proteine allergeniche nella saliva del gatto non possono rimanere intrappolate nella sua pelliccia, semplicemente perché non ce l’ha!

sphynx gatto senza pelo

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Donskoy

Il Donskoy è una specie felina priva di pelo, proprio come lo Sphynx. Purtroppo è molto difficile trovare cuccioli di questa razza in Italia.

Donskoy razza di gatto senza pelo

Cornish rex

La maggior parte dei gatti possiede una pelliccia disposta in 3 strati; il mantello superiore, lo strato intermedio e il sottopelopelo. Il Cornish Rex possiede solo il sottopelo. A causa di questa peculiarità perde molto meno pelo degli altri gatti e solitamente non scatena reazioni allergiche intense.

Cornish Rex razze di gatti anallergici
Cornish rex

Devon rex

Come il Cornish Rex, anche il Devon Rex non possiede gli strati superiori del mantello. Per questa ragione, la quantità di proteine allergeniche intrappolate nel pelo è inferiore alle altre razze.

Devon Rex razza di gatto anallergico a pelo corto
Devon rex

Blu di Russia

I Blu di Russia non hanno qualità speciali che li rendono ipoallergenici, ma producono meno Feld1 – la proteina che i gatti secernono dalla loro pelle alla quale molti sono allergiche molte persone.

blu di russia razza di gatto anallergico
Blu di Russia

Siberiano

Il Siberiano ha un pelo folto e lungo e potresti sorprenderti vedendolo in questa lista. Tuttavia, come il Blu di Russia anche il Siberiano produce una quantità ridotta di Feld1 e quindi è ipoallergenico nella maggior parte dei casi.

Balinese

Anche il Balinese produce meno Feld1 rispetto agli altri gatti e molti soggetti allergici possono convivere senza problemi con uno di questi esemplari.

Orientale

L’Orientale è un gatto dal pelo raso; il suo mantello è estremamente fine e non perde molto pelo.

Bengala

Molti allevatori di gatti Bengala sostengono che questi felini siano anallergici. In realtà non esistono studi scientifici che supportano questa tesi, per cui non rimane che una soluzione: provare a trascorrere un po’ di tempo con un gatto bengala.

gatto bengala razza di gatto anallergico
Bengala

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Razze di gatti

Scopri tutte le principali razze di gatti nel nostro atlante illustrato. Scorrendo la galleria troverai tante informazioni su ciascuna razza.

Atlante illustrato

Razze di gatti

Abissino: fu importato in Inghilterra dall’Abissinia nel XIX secolo. Non è molto diffuso in Europa. Ha il pelo corto e la corporatura tipica dei gatti orientali, con la testa di forma triangolare e linee snelle ed eleganti.

American bobtail: questo gatto si riconosce per la coda corta, che misura circa un terzo rispetto alla coda dei gatti comuni.

American curl: questa razza è diffusa principalmente negli Stati Uniti; si riconosce per la forma delle orecchie arricciate e rivolte verso il centro della testa.

America shorthair: è l’equivalente americano del gatto europeo. Si tratta di un gatto a pelo corto e il suo mantello si può presentare in qualsiasi colorazione.

Angora: questo gatto di origine turca ha il mantello bianco puro e il pelo lungo e sottile.

Bengala: questa razza è nata incrociando il gatto domestico con il gatto leopardo asiatico. Il pelo maculato ricorda quello di un leopardo.

Blu di Russia: questo gatto originario della Russia è stato incrociato con i siamesi per ottenere un mantello blu. Il pelo è corto e setoso.

British longhair: simile al British shorthair, questo gatto di taglia grande ha il pelo lungo e fitto.

British shorthair: è l’equivalente inglese del gatto europeo. Il mantello può essere di qualsiasi colore. A differenza del gatto europeo la testa è più massiccia e il corpo è leggermente più tozzo.

Certosino: questo gatto proviene dalla Turchia e dall’Iran. Ha un mantello blu con un fitto sottopelo lanoso che lo protegge dal freddo. Il nome deriva dal fatto che in Italia la razza è stata allevata e selezionata dai monaci certosini. Ha un carattere particolarmente docile.

Chausie

Cornish rex: questo gatto di taglia piccola si riconosce per il pelo, arricciato e irregolare. La testa è ovale, con due grandi orecchie coniche.

Devon rex: questa razza assomiglia molto al Cornish Rex, di cui mantiene il pelo arricciato e irregolare. La testa è più piccola e di forma triangolare.

Europeo: il gatto europeo non è altro che una versione “selezionata” del gatto comune. Sono ammessi tutti i colori di mantello. Il gatto europeo è intelligente e giocherellone e ha un buon rapporto con l’uomo.

Highlander: questa razza felina è stata creata in laboratorio, incrociando Desert Lynx e Jungle Curl, due razze ottenute ibridando gatti domestici e gatti selvatici. L’Highlander è un gatto a pelo lungo il cui aspetto ricorda quello di una piccola lince.

Korat: questa razza thailandese è una di quelle che hanno subito meno incroci nei secoli. Ha un mantello uniforme color blu-grigio, coi riflessi argentati. Il pelo è corto e fine, privo di sottopelo.

Maine coon: è una delle razze feline più grandi. Un maschio adulto può raggiungere i 10 kg di peso e dimensioni ragguardevoli per un gatto. La corporatura è robusta e il pelo semilunio; il mantello può essere di qualsiasi colore, ma il più comune è quello nero striato.

Manx: questo gatto, originario dell’Isola di Man (tra l’Inghilterra e l’Irlanda) è diffuso fin dal XVIII secolo. La sua peculiarità è l’assenza della coda; si tratta di una varietà di gatto anuro (senza coda). Sono ammessi tutti i colori del mantello.

Norvegese delle foreste: questo gatto si è evoluto per sopravvivere ai rigidi climi delle foreste norvegesi. Per questo motivo ha sviluppato un pelo folto e impermeabile.

Persiano: questo gatto a pelo lungo viene allevato da secoli ed è una delle razze feline più conosciute e diffuse nel mondo. È un animale sedentario e molto pacato, che ama la vita tranquilla e il suo padrone. Se non viene socializzato adeguatamente potrebbe rivelarsi diffidente.

Ragamuffin: questo gatto deriva dal ragdoll, del quale mantiene l’aspetto. È stato selezionato per aggirare alcune restrizioni sullo standard di razza del ragdoll.

Ragdoll: questa razza è nata negli anni Sessanta incrociando gatti Angora e Sacri di Birmania per ottenere un gatto di grandi dimensioni e dal comportamento docile e affettuoso. Il ragdoll è tra le razze più socievoli e dolci in assoluto; soffre la solitudine.

Sacro di Birmania: allevato dai monaci in Birmania, questo gatto è stato scoperto solo nel XX secolo.

Scottish fold: questa razza è caratterizzata dalle orecchie piegate in avanti, a causa di una mutazione genetica. La selezione dello Scottish fold è stata interrotta per lungo tempo poiché la mutazione responsabile delle orecchie piegate causava anche altri difetti fisici.

Siamese: allevato da secoli in Thailandia, il Siamese si è diffuso in Europa a partire dal XIX secolo. Il mantello è chiaro, con le estremità più scure. Il pelo è corto e fine, con poco sottopelo. Il siamese è un gatto intelligente ed esuberante, che instaura un forte legame col suo padrone.

Somalo: questo gatto deriva dall’Abissino, ma ha il pelo semilungo.

Sphynx: selezionato a partire da una mutazione genetica, lo Sphynx è un gatto privo di pelo. Giocherellone e socievole, non è mai aggressivo e si lega molto al suo padrone.

Turco Van: poco diffuso in Europa, questo gatto si è sviluppato nella regione intorno al lago di Van, un bacino montano turco. Il pelo è folto e morbido, adatto ai climi rigidi. Il Turco Van è un gatto rustico e molto indipendente.

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Perché i gatti hanno paura dei cetrioli?

Domanda: Perché i gatti hanno paura dei cetrioli?

Risposta: Il cetriolo ricorda al gatto la forma di un serpente, predatore che attaccare e può persino mangiare i gatti in natura. Questo effetto è ancora maggiore se il cetriolo compare all’improvviso mentre il gatto è tranquillo e sta facendo qualcos’altro.

gatti spaventati dai un cetrioli

È virale il video di alcuni gatti letteralmente terrorizzati dai cetrioli. Lo scherzo – ben poco divertente – è presto detto: si mette un cetriolo alle spalle del gatto mentre questo mangia o riposa, lo si chiama in modo che si giri e appena il felino si accorge dell’ortaggio la sua reazione è di puro terrore.

Attenzione: questo scherzo è una forma di maltrattamento. Il divertimento non dovrebbe mai giustificare azioni come questa, che causano inutile stress agli animali. Quindi, non provateci a casa.

Gatti e cetrioli: la paura del predatore

Secondo Jill Goldman, un esperto di comportamento animale californiano, i gatti scambiano i cetrioli per serpenti, a causa del colore verde e allungato che hanno queste verdure. Questa somiglianza con qualcosa di minaccioso può essere allarmante per un gatto.

Per lo specialista del comportamento animale Dr. Roger Mumford, questa reazione è dovuta alla paura dell’ignoto e alla paura che sperimentano gli animali quando incontrano dei predatori naturali, come i serpenti. Inconsapevolmente posto dal loro padrone mentre le loro teste sono abbassate nella loro ciotola di cibo.
I gatti hanno paura delle cose che si intrufolano su di loro

A quanto pare, non è il cetriolo posto surrettiziamente dietro un gatto, ma praticamente qualsiasi cosa che si intrufoli su un gatto potrebbe potenzialmente spaventarlo. I gatti sono animali taglienti e allerti e, come tali, tengono sempre la guardia e hanno una buona consapevolezza situazionale.

Spaventare il vostro gatto può diminuire la sua fiducia in voi. Gli specialisti del comportamento animale ritengono che sorprendere il tuo gatto con un cetriolo non sia affatto divertente. “Causare stress al tuo animale domestico, non è affatto una buona cosa”, dice il comportamentalista Jill Goldman. “Inoltre, provocare uno spavento al tuo animale domestico potrebbe danneggiare irreparabilmente la fiducia che ha riposto in te. Il tuo gatto non si sentirà più al sicuro a casa e se lo spaventi quando mangia, puoi mettere seriamente a rischio la sua salute. Ci sono tanti altri modi per divertirsi con il tuo gatto”.

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Pidocchi del gatto

  • Esiste una sola famiglia di pidocchi che infesta i gatti: Felicola subrostratum.
  • Questi pidocchi sono rari anche nei gatti selvatici e in quelli in cattive condizioni igieniche.
  • Per eliminare un’infestazione di pidocchi si può ricorrere a specifici shampoo o ad una pipetta antiparassitaria ad ampio spettro.

I pidocchi del gatto

Felicola subrostratum

Il Felicola subrostratum è un parassita appartenente ai pidocchi morsicatori, che si nutrono delle squame cutanee (forfora) presenti sulla pelle del gatto.

Sintomi dell’infestazione

I pidocchi sono parassiti davvero piccoli, che vivono attaccati alla cute del gatto, sotto il pelo; per questa ragione, individuarli ad occhio nudo è molto difficile. L’infestazione da Felicola subrostratum causa forti pruriti al gatto, causati dalle gocce di saliva che i pidocchi rilasciano sulla cute dell’ospite. I pidocchi raramente causano infezioni, tuttavia il gatto potrebbe causarsi graffi e lesioni grattandosi. Esistono gatti che nonostante un’infestazione da Felicola subrostratum non manifestano alcun sintomo della loro presenza. Per questa ragione è importante seguire una regolare profilassi antiparassitaria.

Come avviene il contagio

Il contagio da Felicola subrostratum può avvenire per via diretta, attraverso il contatto con un altro gatto infetto o per via indiretta, utilizzando spazzole e pettini infestati dalle uova di questo pidocchio.

Trasmissione dal gatto all’uomo

Felicola subrostratum è un pidocchio ospite-specifico: questo vuol dire che si trasmette esclusivamente da un gatto all’altro e non c’è pericolo che contagi l’uomo né gli altri animali domestici.

Ciclo di vita

Questo pidocchio è un parassita che svolge il suo ciclo vitale interamente sull’ospite, vale a dire saldamente ancorato alla cute del gatto. Il ciclo vitale dura all’incirca un mese, durante il quale i pidocchi femmina depongono numerose uova avvolte in piccole sacche dette lendini. Uova e pidocchi si trovano esclusivamente sul pelo del gatto: il rischio di dispersione nell’ambiente circostante è minimo.

Trattamenti contro i pidocchi del gatto

Per eliminare l’infestazione da Felicola subrostratum è sufficiente trattare adeguatamente il gatto: a differenza del pidocchio umano non occorre sanificare tutto l’ambiente domestico.

I prodotti impiegati sono spray e shampoo specifici contro questi parassiti, oppure le tradizionali pipette antiparassitarie ad ampio spettro (proteggono anche da pulci e zecche).

*Prima di intraprendere qualsiasi azione vi consigliamo di consultare il vostro veterinario di fiducia.

Approfondimenti

  1. Felicola subrostratus: su www.aavp.org (American Association of Veterinary Parasitologists)

Appendice

Un gatto che si gratta. Il prurito causato da Felicola subrostratus porta il gatto a grattarsi in continuazione, ed è il principale segnale che permette di individuare questo parassita.

Quanto vive un gatto?

Quanto vive un gatto? Qual è la sua vita media? Fortunatamente, i gatti sono animali molto longevi. Se ci prendiamo cura di loro e li manteniamo in buona salute, vivono in media 15 anni. Alcuni gatti particolarmente longevi possono raggiungere i 20 anni di età.

quanto vive un gatto? durata vita media gatto

Quanto vive un gatto di razza?

Ci sono differenze tra la vita media di un gatto di razza e di un incrocio? In effetti, razze differenti hanno un’aspettativa di vita differente. Per fare un esempio: la vita media di un gatto di razza siamese è di circa 13 anni, mentre il gatto persiano raggiunge i 14-15 anni.

Le variazioni non sono significative (1-2 anni); molto dipende dallo stile di vita del gatto in questione. Un gatto randagio, infatti, ha un’aspettativa di vita non superiore a 7-8 anni, che raddoppiano nel caso dei felini cresciuti in appartamento.

Aumentare la vita media del gatto

L’aspettativa di vita del gatto dipende per la maggior parte da fattori che sono al di fuori del nostro controllo: malattie, incidenti, caratteristiche genetiche.

Tuttavia, se ci prendiamo cura correttamente del nostro gatto, possiamo aumentare la durata media della sua vita mantenendo in salute il suo organismo. Ecco un elenco di buone pratiche da seguire:

  1. Nutrire il gatto con cibo di buona qualità (chiedete consiglio al vostro veterinario di fiducia, che saprà indicarvi l’alimento più adatto per il vostro gatto).
  2. Dosare correttamente il cibo; nei gatti l’obesità è una condizione frequente, che riduce drasticamente la vita media. Se ritenete che il vostro gatto sia sovrappeso, consultate il vostro veterinario.
  3. Fate visitare periodicamente il gatto dal veterinario; una visita di controllo in occasione delle vaccinazioni è sufficiente per la maggior parte degli animali.
  4. Cambiate spesso l’acqua nella ciotola del gatto; i nostri amici a quattro zampe non amano bere, men che meno se l’acqua nella ciotola non è fresca e limpida. Una corretta idratazione è fondamentale per mantenersi in salute, anche per i gatti.
  5. Castrate o sterilizzate il vostro gatto, se non è un riproduttore/fattrice; queste pratiche aumentano in modo sensibile l’aspettativa di vita dell’animale.

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Gatti giganti: ecco 10 razze di gatti enormi

Sapevate che esistono gatti giganti che raggiungono i 10 kg di peso e superano i 70 cm di lunghezza? Scorrete l’articolo per scoprire le 10 razze feline più grandi del mondo.

Gatti giganti: più di 9 kg

1 Maine Coon

gatti giganti maine coon la razza di gatto più grande del mondo
Maine Coon (foto da: Pixabay)

Il suo nome significa “Procione del Maine” perché in passato si riteneva, per le sue dimensioni e il suo aspetto, che questo animale fosse il risultato dell’incrocio tra un gatto e un orsetto lavatore.

Il Maine Coon si è conquistato il titolo di gatto più grande del mondo. I maschi raggiungono in media i 10 kg di peso e arrivano a misurare più di 70 cm di lunghezza.

2 Highlander

Highlander Cat (foto da: Pixabay)

Questa razza felina è stata creata in laboratorio, incrociando Desert Lynx e Jungle Curl, due razze ottenute ibridando gatti domestici e gatti selvatici.

L’Highlander è un gatto a pelo lungo il cui aspetto ricorda quello di una piccola lince. Veri e propri gatti giganti, questi animali possono superare i 9 kg di peso.

3 Ragdoll

gatti giganti ragdoll pesa fino a 9 kg
Ragdoll (foto da: Pixabay)

Il Ragdoll è un altra specie felina di grande dimensioni: i maschi arrivano a pesare 9 kg e le loro dimensioni sono imponenti.

Il nome ragdoll significa “bambola di pezza” ed è stato scelto perché questi gatti, quando vengono presi in braccio, si abbandonano rilassati come bambole di pezza.

4 Ragamuffin

gatti enormi ragamuffin
Ragamuffin dopo una toelettatura (foto da: Pixabay)

Il Ragamuffin è una specie che condivide molti tratti col Ragdoll. Infatti, negli anni ’90 alcuni allevatori decisero di rinominare i loro gatti Ragdoll Ragamuffin e fondarono una nuova associazione, per evitare le restrizioni imposte dalla IRCA (International Ragdoll Cat Association).

Questi gatti condividono con il Ragdol l’aspetto e anche il peso: i maschi adulti raggiungono frequentemente i 9 kg di peso.

5 Gatto delle foreste norvegese

gatti giganti razze di gatti più grandi norvegese
Gatto Norvegese delle Foreste (foto da: Pixabay)

Questa razza europea a pelo lungo, simile al Maine Coon è originaria dell’Europa del Nord e si è evoluta per resistere ai climi freddi sviluppando un sottopelo lanoso e un manto particolarmente lungo..

I gatti delle foreste norvegesi raggiungono i 9 kg di peso e sono perciò tra le razze più grandi.

Gatti giganti: fino a 9 kg

6 Gatto Bengala

gatti enormi bengala
Gatto Bengala (foto da: Pinterest)

Il gatto Bengala è il risultato di un incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo selvatico. Questi felini dal pelo maculato arrivano a pesare fino a 8 kg.

Anche se non possiamo parlare di gatti giganti, i Bengala sono sicuramente imponenti se li confrontiamo con i comuni gatti europei.

7 Chausie

gatti enormi chausie
Chausie (foto da: Pinterest)

Come il gatto Bengala, anche il Chausie deriva dall’incrocio con un felino selvatico: il gatto della giungla.

Oltre al carattere selvaggio, il Chausie ha ereditato dai suoi antenati selvatici anche le dimensioni: si tratta di un gatto molto grande, che può raggiungere facilmente gli 8 kg di peso.

8 Turco Van

turco van
Turco Van (foto da: Pixabay)

Il gatto Turco Van è una specie originaria del lago di Van, in Turchia. Questi animali sono noti per il carattere socievole e affettuoso e per la lealtà verso il padrone.

I Turchi Van sono gatti massicci, che raggiungono gli 8 kg di peso.

Gatti giganti: fino a 8 kg

9 British Shorthair

british shortair
British Shorthair (foto da: Pixabay)

I British Shorthair sono gatti a pelo corto di grandi dimensioni: gli adulti pesano in media 7 kg e i maschi possono arrivare fino a 8.

10 British Longhair

British Longhair (foto da: Pixabay)

Come il British Shorthair, con cui è imparentato, anche questo gatto a pelo lungo raggiunge delle dimensioni ragguardevoli: i maschi adulti possono raggiungere gli 8 kg di peso.

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Gatto Bengala

Il gatto Bengala è una delle razze feline più appariscenti e affascinanti al mondo. Il suo mantello ricorda quello dei gatti leopardo asiatici, ma la sua indole è tutt’altro che selvaggia.

Il gatto Bengala

gatto bengala mantello spotted
Un gatto Bengala “spotted” (foto da: Pinterest)

Storia

I primi tentativi di incrociare i gatti domestici con i gatti leopardo asiatici furono effettuati alla fine del 1800 dagli allevatori inglesi e belgi. Fino agli anni ’70 del ventesimo secolo, questi gatti erano riprodotti per scopi scientifici e naturalistici.

La razza è stata accettata solo nel 1983 dalle principali associazioni internazionali e da allora si è rapidamente diffusa per via del suo fascino.

Aspetto

Il gatto Bengala è un felino di dimensioni leggermente più grandi rispetto al gatto domestico: arriva a pesare 7 kg e può raggiungere i 70 cm di lunghezza. Il suo portamento è agile ed elegante e ricorda nelle movenze i gatti leopardo selvatici.

Il mantello può presentare due colorazioni:

  • Marbled, ovvero arancione con striature nere che ricordano il mantello di un gatto tigrato.
  • Spotted, ovvero a macchie di leopardo. Il mantello può essere chiaro, tendente all’arancio o ocra, ma le macchie devono distinguersi chiaramente. Questa è la colorazione più rara e pregiata.

Le altre colorazioni del mantello non sono riconosciute dagli standard ufficiali.

gatto bengala mantello marbled
Un gatto Bengala “marbled” (foto da: Pixabay)

Carattere

Questo gatto, benché discenda da un antenato selvatico, è perfettamente addomesticato. Perché il processo di domesticazione sia efficace, occorre che passino almeno quattro generazioni dal primo incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo selvatico.

Si distingue per la sua intelligenza vivace, per la facilità con cui apprende e per il carattere dominante. La socializzazione con altri gatti potrebbe rivelarsi problematica.

Questo gatto ha bisogno di molto spazio per muoversi e arrampicarsi; la vita da appartamento non fa per lui, è meglio che abbia a disposizione un giardino ampio in cui scorrazzare.

Allevamenti di gatto Bengala

Se desiderate acquistare un esemplare, rivolgetevi ad un allevamento specializzato ed evitate gli allevatori improvvisati, anche se vi allettano con offerte vantaggiose. Ecco alcuni allevamenti selezionati in Italia:

Khoomfay: allevamento amatoriale con esperienza ventennale
Dove: La sede si trova nella Riserva Naturale del “Borsacchio” a Roseto degli Abruzzi.
Sito web: allevamentogattibengala.it

MyBengal: allevamento che seleziona linee di sangue di alta genealogia e da esposizione.
Dove: Bussolengo (VR)
Sito web: mybengals.it

BilliBengal: allevamento che seleziona linee di sangue da esposizione.
Dove: Villa Latina (FR)
Sito web: billibengal.it

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Cosa mangiano i gatti?

Domanda: Cosa mangiano i gatti?

Risposta: I gatti sono felini carnivori. La loro dieta è composta in prevalenza da proteine della carne e del pesce (95% delle calorie totali) e per la parte restante da grassi, amminoacidi, frutta e verdura.

Cosa mangiano i gatti? Ecco la dieta

A differenza dei cani, che sono animali onnivori, i gatti sono carnivori stretti. Questo significa che la loro dieta è composta quasi esclusivamente da carne.

cosa mangiano i gatti?
Due gatti che mangiano. (Foto da: Pixabay)

I gatti in natura si nutrono delle prede che cacciano: uccelli, lucertole, roditori e piccoli mammiferi. A causa delle dimensioni esigue delle prede, i gatti non fanno un unico pasto, ma tanti piccoli spuntini. La loro dieta dunque è composta da carne e interiora. In 24 ore i gatti arrivano a fare fino a 15-20 pasti.

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L’alimentazione dei gatti domestici dovrebbe rispettare quanto più possibile quella che abbiamo appena descritto.

La dieta casalinga, per chi ha il tempo e la possibilità di seguirla, è la scelta più indicata. Dovrebbe essere composta da: 80% di carne magra, 10% di interiora, 10% di ossa polpose, con l’aggiunta di piccole quantità di frutta e verdura (1-2%).

Per chi non vuole optare per una dieta casalinga, meglio optare per il mangime umido: di solito i gatti lo preferiscono a quello secco. Scegliete un mangime di qualità, che non contenga troppi carboidrati.

La dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food) è particolarmente indicata per i gatti, a causa della loro natura di carnivori. Questa dieta prevede di somministrare esclusivamente alimenti crudi, imitando l’alimentazione dei felini allo stato selvatico.

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Dalla nascita fino a quattro settimane di vita, i gattini vengono allattati dalla madre.

Dopo il primo mese di vita comincia lo svezzamento: la capacità dei cuccioli di assimilare il lattosio si riduce ed è possibile introdurre quantità crescenti di alimenti secchi mescolati col latte. Questa fase dura circa due settimane: a partire dalle sei settimane di vita i gattini sono svezzati e si nutrono quasi esclusivamente di carne.

Libri consigliati:

Petra Rus. Enio Marelli. BARF. La dieta naturale per il tuo gatto. Sperling & Kupfer. 2016