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Categoria: altri animali

Tarantola Golia: aspetto, caratteristiche e comportamento

La tarantola golia (nome scientifico: Theraphosa blondi) è una tarantola di grandi dimensioni; detiene il record di aracnide più pesante del mondo, con una massa che può arrivare a superare i 170 g. Il suo veleno è tossico ma non è pericoloso: è poco più blando di una puntura di vespa.

Tarantola Golia: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

La tarantola golia è una fra le tarantole più grandi del mondo: il corpo di un esemplare adulto può raggiungere i 30 cm di lunghezza.

Il corpo può presentare varie colorazioni, dal nero al bruno. Zampe e addome sono ricoperti da una fitta peluria urticante, utilizzata a scopo difensivo.

Questo aracnide non vede bene e per cacciare si affida ai peli sulle zampe e sull’addome, grazie ai quali riesce a percepire le vibrazioni del terreno intorno a lei.

Alimentazione

La tarantola golia si nutre principalmente di invertebrati come grilli, ragni di specie più piccole e coleotteri. Occasionalmente consuma anche topi, piccoli uccelli, anfibi e perfino serpenti.

Quando individua una preda la tarantola la azzanna paralizzandola grazie al suo veleno, poi la trascina fino alla sua tana dove la consuma fino a lasciare solo pelle e ossa. Il veleno di questo aracnide è in grado di liquefare le interiora delle sue prede.

Comportamento

La tarantola golia è un animale molto territoriale. Dopo aver individuato una tana sicura in una cavità del terreno la riveste di ragnatela, si rifugia al suo interno ed esce soltanto per cacciare. Se un intruso si avvicina alla tana, tuttavia, la tarantola difende il proprio territorio con determinazione.

Questa taratola possiede tre strumenti di difesa: per cominciare, è in grado di agitare i peli che ricoprono il suo corpo producendo un sibilo davvero spaventoso. La tarantola golia inoltre è in grado di lanciare i peli urticanti intorno a sé. Il contatto con i peli di questa specie nell’uomo causa un’irritazione intensa ma non preoccupante (a meno che non entrino in contatto con gli occhi), mentre può risultare letale nel caso di animali più piccoli. Se anche i peli urticanti falliscono, la tarantola si prepara a mordere con i suoi grossi cheliceri.

Il veleno è paragonabile a quello di una vespa, ma a causa delle grandi dimensioni delle zanne il morso risulta estremamente doloroso. La tarantola può infliggere più morsi consecutivi, penetrando in profondità nella pelle della vittima. Ad oggi non sono stati segnalati casi di morti dovute al morso di una tarantola.

A causa del peso non riesce ad arrampicarsi come le altre specie di ragni e compie il suo ciclo vitale al suolo.

Tag: tarantola golia

Photo credits:
Vicky Somma, CC BY-NC-SA 2.0
Bernard Dupont, CC BY-SA 2.0
Snakecollector, CC BY 2.0

Lamantino: aspetto, caratteristiche e comportamento

Il lamantino è un grosso mammifero acquatico che vive lungo le coste paludose dell’America Centrale, nei fiumi del bacino amazzonico e nei fiumi tropicali dell’Africa Occidentale. Esistono tre specie di lamantini, che appartengono alla famiglia dei Trichechidi (di cui non fa parte il tricheco, che fa parte della famiglia degli odobenidi!).

Lamantino: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

L’aspetto del lamantino ricorda quello di un dugongo o di una foca: il corpo è tozzo e la pinna caudale ha una forma arrotondata. Mentre i dugonghi hanno la pinna caudale biforcuta, la pinna dei lamantina ha la forma di una racchetta.

Un esemplare adulto raggiunge una lunghezza di circa 3 metri e un peso di 350-500 kg. Nonostante la stazza, questi mammiferi sono ottimi nuotatori e sono in grado di scattare alla notevole velocità di 25 km/h (il record di velocità umana nel nuoto è di appena 8,88 km/h).

Alimentazione

Il lamantino è un animale erbivoro che si ciba di mangrovie e alghe. Un lamantino adulto mangia ogni giorno circa 50 kg di vegetali, pari al 10% del suo peso corporeo. Alcuni esemplari sono stati osservati mentre si nutrivano di piccoli pesci e crostacei dalle reti da pesca, ma la loro dieta è prevalentemente erbivora.

I lamantini non possiedono né denti canini né incisivi, ma unicamente sei molari grazie ai quali riescono a triturare le mangrovie. Sono gli unici mammiferi esistenti che sostituiscono continuamente i denti molari.

Comportamento

I lamantini sono animali pacifici, che trascorrono la maggior parte delle loro giornate a pascolare sui fondali marini. Non sono territoriali né aggressivi: quando non mangiano esplorano il territorio circostante o socializzano con altri lamantini.

Il comportamento sociale di questi mammiferi si può descrivere come semi-sociale: non esiste una gerarchia né un vero e proprio branco. L’unità sociale è composta da una madre e dal suo cucciolo, mentre non vi sono altre coppie o gruppi fissi. Tuttavia, i lamantini si raccolgono spesso in piccoli gruppi, che si aggregano e si disperdono casualmente.

I lamantini amano giocare: sono stati osservati mentre cavalcavano le correnti generate dall’apertura delle dighe e anche mentre nuotavano sincronizzando i propri movimenti con quelli di un “leader”.

I ricercatori hanno scoperto che i lamantini sono attirati dalle centrali elettriche sottomarine, poiché producono calore e riscaldano le acque circostanti.

Tag: lamantino

Calabrone killer: aspetto, caratteristiche e comportamento

Il calabrone killer o calabrone gigante asiatico (nome scientifico: Vespa mandarinia) è un insetto che costituisce un serio pericolo per l’uomo. Ogni anno circa 50 persone muoiono a causa della puntura di questo animale e più di 1500 ricevono cure mediche in seguito a una puntura.

Calabrone killer: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

Il calabrone killer è un insetto di grandi dimensioni: il corpo misura fino a 50 mm e comprese le ali può arrivare a 80 mm.

La testa è di colore arancione chiaro mentre le antenne e le zampe sono marroni. Il corpo è attraversato da strisce arancioni e marroni.

Alimentazione

Il calabrone killer è un predatore vorace, che caccia api, altre vespe e mantidi religiose. Le mantidi sono l’alimento preferito di questi insetti.

Un piccolo gruppo composto da una cinquantina di calabroni è in grado di sterminare un intero alveare in poche ore, divorando tutte le api all’interno. Per questo motivo gli apicoltori cinesi e giapponesi hanno inventato una grande quantità di trappole nel tentativo di proteggere le proprie arnie.

Comportamento

I calabroni killer abitano prevalentemente nelle foreste, dove vivono in nidi costruiti all’interno di alberi caduti o sottoterra. I vespai solitamente contengono un centinaio di insetti.

Le femmine già fecondate si risvegliano dall’ibernazione in primavera, quando volano in cerca di un posto adatto a costruire un vespaio. Lì costruiscono le prime celle e depongono le prime uova, da cui fuoriescono alcune decine di operaie, che aiutano la regina ad espandere il vespaio.

Da settembre la regina smette di deporre uova e viene fecondata dai maschi. La regina fecondata abbandona il vespaio e cerca un luogo adatto per ibernarsi e trascorrere l’inverno. Infine, quando sopraggiungono le prime gelate, i maschi e le operaie muoiono.

I calabroni killer sono insetti territoriali che difendono energicamente il proprio vespaio: se individuano un intruso, tutte le operaie sciamano contro di lui, pungendolo ripetutamente fino ad ucciderlo.

Veleno del calabrone killer

Il calabrone killer secerne un veleno particolarmente potente, che inocula nelle sue vittime attraverso il pungiglione, lungo 5-6 mm. Lo studioso giapponese Masato Ono ha descritto la puntura di un calabrone gigante asiatico come “un chiodo arroventato conficcato nel proprio corpo”.

Una singola puntura non è sufficiente ad uccidere un uomo adulto, ma questi calabroni hanno l’abitudine di sciamare a centinaia sulla vittima, pungendola ripetutamente. Un assalto del genere si rivela letale anche per chi non è allergico al veleno, causando una morte estremamente dolorosa.

Il calabrone killer è molto pericoloso per i soggetti allergici: una puntura è sufficiente a causare una reazione severa e uno shock anafilattico.

Tag: calabrone killer, vespa mandarinia, calabrone gigante, calabrone gigante asiatico

Photo credits:
Yasunori Koide, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0

Bombo: aspetto, caratteristiche e comportamento

Con il termine bombo si indicano tutte le specie di insetti appartenenti al genere Bombus (oltre 250). Questi apidi sono gli insetti impollinatori più importanti del pianeta, poiché hanno una capacità di impollinazione superiore a quella di qualsiasi altra specie. Ci sono piante, come i pomodori, che possono essere impollinate solo dai bombi.

Bombo: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

I bombi sono leggermente più grossi delle api comuni e il loro corpo è rivestito da una folta peluria soffice. Il corpo è attraversato da strisce gialle e nere, ma alcune specie hanno anche una striscia bianca. Rispetto alla livrea delle api, le strisce sono più spesse.

Il bombo riesce a volare grazie ai muscoli forti e ben sviluppati. Il caratteristico ronzio prodotto dal volo del bombo è causato proprio da questi muscoli, che fanno vibrare ad alta intensità non solo le ali, ma tutto il corpo.

Alimentazione

I bombi si nutrono di nettare e polline, che estraggono dai fiori. Quando trovano un fiore estraggono il nettare con la loro lunga lingua e poi lo trasportano all’alveare. Il nettare viene consumato così com’è raccolto e non viene trasformato in miele. Inoltre, rispetto alle api che accumulano una grande quantità di miele, i bombi immagazzinano scorte sufficienti per pochi giorni.

Anche la soffice peluria sul corpo dei bombi è in grado di raccogliere grandi quantità di polline, che rimane impigliato tra i peli.

Comportamento

I bombi sono insetti sociali: vivono in piccoli alveari che ospitano 50-300 esemplari.

A differenza delle api, i bombi non sopravvivono all’inverno; con i primi freddi tutte le operaie muoiono mentre la regina, già fecondata, cerca un riparo in cui trascorrere l’inverno. Sarà lei, a primavera, a deporre le prime uova e a fondare una nuova colonia.

I bombi sono insetti molto sensibili alla presenza di pesticidi o fitofarmaci, che li decimano senza pietà.

Puntura del bombo

I bombi possiedono un pungiglione velenoso. Mentre le api possono pungere il loro bersaglio una sola volta (dopodiché il pungiglione rimane conficcato nella carne della vittima), i bombi possiedono un pungiglione liscio e possono colpire più volte.

Il veleno del bombo è simile a quello delle api: non rappresenta un pericolo per la nostra salute, ma causa dolore e gonfiore nella parte colpita. Inoltre, in alcuni soggetti, può causare una reazione allergica più o meno grave (che può arrivare a causare uno shock anafilattico).

Fortunatamente, i bombi insetti pacifici, che non pungono a meno che non si trovino in pericolo di vita e non rappresentano un pericolo per l’uomo.

Animali dalla A alla Z

In questa sezione puoi trovare il più grande elenco di animali dalla A alla Z. Per ciascuna lettera troverai: una selezione di 5-10 animali e il link per leggere l’elenco completo.

Animali dalla A alla Z

A

Acciuga, Achatina, Airone, Alpaca, Anguilla, Aringa, Armadillo, Arpia, Asino, Attinia, Axolotl

B

Babbuino, Balena, Barbagianni, Basilisco, Bavosa, Beluga, Boa, Bombo, Bonobo, Bradipo

C

Cacatua, Caimano, Calabrone gigante asiatico, Camaleonte, Cammello, Camoscio, Canarino, Canguro, Capibara, Caribù

D

Daino, Delfino rosa, Dentice, Dingo, Donnola, Drago di Komodo, Drago volante, Dragone Foglia, Dromedario, Dugongo

E

Elefante, Echidna, Effimera, Eloderma, Emù, Eremomela, Ermellino

F

Facocero, Fagiano, Faina, Fenicottero rosa, Fennec, Foca, Focena, Folaga, Formichiere, Fossa

G

Gabbiano, Galeopiteco, Gallinella d’acqua, Gallo cedrone, Garzetta, Gatto di Pallas,

H

Halibut, Hoatzin, Husky, Hyena

I

Ibis, Iguana, Impala, Insetto stecco, Ippocampo, Ippopotamo, Istrice

J

Jabiru, Jagdterrier, Jerboa

K

Halibut, Hoatzin, Husky, Hyena

L

Lama, Lamantino, Lampreda, Lavarello, Lemming, Leone, Libellula, Lince, Locusta, Lombrico

M

Macaco, Mamba nero, Mandrillo, Mangusta, Manta, Mantide religiosa, Marà, Martora, Megattera, Merlo indiano

N

Nandù, Narvalo, Nasello, Nautilus, Nibbio, Nottola, Nutria, Nyala

O

Oca, Occhiata, Occhione, Onisco, Orbettino, Orca, Organetto, Oritteropo, Ornitorinco, Okapi

P

Padda, Paguro, Palombo, Panda gigante, Panda minore, Pangasio, Pangolino, Pantera, Pavoncella, Pecari, Pesce combattente, Pesce luna

Q

Quadrula, Quaglia, Quetzal, Quercino, Quokka

R

Raganella, Ramarro, Razza, Regolo, Remora, Renna, Riccio, Ricciola, Rombo, Rondine

S

Saettone, Saiga, Salamandra, Salmone, Salpa, Saltafango, Saltimpalo, Saola, Sangi camuso, Sarago

T

Tacchino, Taccola, Talpa, Tapiro, Tarabusino, Tarantola golia, Tasso, Termite, Tinca, Tucano, Thar

U

Ululone, Upupa, Urial, Uria nera, Urocione, Usignolo, Utonagan

V

Vaquita, Varano, Vedova nera, Vepa, Vigogna, Visone, Volpe rossa, Vombato, Vongola

W

Wallaby, Wapiti, Weta gigante

X

Xenopus, Xerus

Z

Zabro gobbo, Zanzara, Zebra, Zebù, Zibellino, Zibetto, Zigolo, Zokor

Insetto stecco: aspetto, caratteristiche e comportamento

Con il nome di insetto stecco si indicano alcuni insetti appartenenti all’ordine Phasmatodea (letteralemente: fantasmi), famosi per il loro aspetto, incredibilmente simile a quello di un ramoscello.

Questa caratteristica è in realtà una forma di mimetismo molto sofisticato: poiché gli insetti stecco non dispongono di altre forme di difesa, evitano i predatori cammuffandosi con la vegetazione. Per via del loro aspetto questi insetti sono divenuti molto popolari tra i terrariofili.

Insetto stecco: aspetto, caratteristiche e comportamento

Comportamento

L’insetto stecco è un animale dalle abitudini notturne: solitamente trascorre le ore di luce immobile, mimetizzandosi aggrappato a un ramo e aspetta il crepuscolo per muoversi alla ricerca di foglie fresche. Quando si muove l’insetto stecco oscilla come un ramo trasportato dal vento: questo comportamento, perfettamente normale, è una forma di mimetismo criptico (così come la sua forma e il suo colore) e lo aiuta a sfuggire ai predatori.

Se viene infastidito, l’insetto stecco non esita a lasciar cadere uno o più dei suoi arti: anche questa è una strategia di sopravvivenza, per confondere i predatori. Gli arti solitamente si rigenerano con la muta successiva.

Alimentazione

La maggior parte delle specie di insetti stecco allevati in cattività si nutrono di foglie di rovo (sia nella varietà con le spine che nella varietà senza spine), mentre sono gradite anche le foglie di lampone.

È importante che le foglie siano fresche; se non hai la possibilità di inserire una pianta di rovo in vaso, dovrai sostituirle ogni 2-3 giorni.

Guida all’allevamento

Terrario

Gli insetti stecco hanno bisogno di un terrario sviluppato prevalentemente in altezza e con una buona aerazione. Purtroppo in commercio i terrari di questo genere sono piuttosto rari. In alternativa è possibile utilizzare i terrari in maglia a rete solitamente impiegati per i camaleonti (come il terrario Repti Explorer, che si può anche appendere al soffitto o alle pareti).

All’interno del terrario andranno posti i rami di rovo o meglio ancora una pianta di rovo in vaso.

Sul fondo del terrario dovrai posizionare un substrato che sia facile da pulire,perché è lì che si depositeranno gli escrementi prodotti dagli insetti stecco. Una soluzione è quella di utilizzare dei fogli di carta di giornale o di carta assorbente, perché si tratta di materiali che si possono rimuovere e sostituire facilmente.

Non è necessario prevedere forme di illuminazione o riscaldamento supplementari per il terrario: la temperatura ambiente presente in casa e la luce proveniente da una finestra sono sufficienti.

Serpenti velenosi

In questo articolo scoprirai quali sono i serpenti più velenosi del mondo. I serpenti velenosi uccidono ogni anno migliaia di persone: una buona ragione per conoscerli.

Serpenti velenosi

Taipan dell’interno

Nome scientifico: Oxyuranus microlepidotus

Dove vive: Australia

Il taipan è il serpente terrestre più velenoso del mondo: la quantità di veleno iniettata con un singolo morso è sufficiente ad uccidere 100 uomini adulti. Fortunatamente i taipan sono serpenti molto timidi, che preferiscono la fuga all’attacco.

Serpente bruno orientale

Nome scientifico: Pseudonaia textilis

Dove vive: Australia orientale

Il serpente bruno orientale è considerato il secondo serpente più velenoso dopo il taipan dell’interno. È la specie velenosa che causa il maggior numero di vittime in Australia ogni anno.

Vipera di Russell

Nome scientifico: Daboia russelii

Dove vive: Sud-Est asiatico

La vipera di Russell causa oltre 10.000 vittime ogni anno. Questo rettile è troppo pigro per fuggire quando sente un uomo avvicinarsi; tuttavia, se viene sfiorata o calpestata, la vipera di Russell reagisce sferrando un morso letale.

Bungaro fasciato

Nome scientifico: Bungarus fasciatus

Dove vive: India, Indocina, Malaysia, Vietnam, Myanmar

Il bungaro fasciato è un serpente alquanto timido durante il giorno mentre di notte, quando caccia, diventa piuttosto aggressivo. Il suo morso può uccidere un uomo adulto in meno di un’ora. Questo bungaro causò molte vittime tra i soldati americani durante la guerra in Vietnam.

Cobra sputatore

Nome scientifico: Naja nigricollis

Dove vive: Africa subsahariana

Il cobra sputatore, di cui esistono tre diverse sottospecie, è l’unico serpente capace di sputare il suo veleno ad alcuni metri di distanza con grande velocità e precisione. Il veleno è fortemente irritante: se colpisce la vittima agli occhi, causa la cecità.

Mamba nero

Nome scientifico: Dendroaspis polylepis

Dove vive: Africa

Questo serpente deve il suo nome all’interno della sua bocca, completamente nero. Il suo morso è in grado di uccidere un uomo in pochi minuti. La quantità di veleno iniettata con un singolo morso è sufficiente ad uccidere 10 adulti.

Serpente bruno Reale

Nome scientifico: Pseudechis australis

Dove vive: Australia e Nuova Guinea

Questo serpente è in grado di iniettare grandi quantità di veleno con ogni morso. Inoltre, se si sente minacciato, tende a mordere più volte consecutive. È considerato tra i serpenti australiani più pericolosi.

Serpente tigre

Nome scientifico: Notechis scutatus

Dove vive: Australia

Il veleno del serpente tigre causa un forte dolore e paralizza progressivamente la muscolatura, causando trombosi e asfissia. Il morso del serpente tigre è letale nel 50% dei casi se non viene trattato rapidamente.

Taipan costiero

Nome scientifico: Oxyuranus scutellatus

Dove vive: Australia settentrionale

Il veleno del taipan costiero distrugge i tessuti e paralizza il cervello, causando una morte rapida e dolorosa. Questo serpente vive nei campi delle periferie cittadine australiane; per questa ragione gli incontri con l’uomo sono frequenti, così come le sue vittime.

Cobra indiano

Nome scientifico: Naja naja

Dove vive: Asia meridionale

Il cobra indiano possiede un veleno estremamente tossico, che causa la paralisi e la necrosi della zona colpita dal morso. Il cobra indiano è attivo soprattutto di notte, quando è più facile essere aggrediti.

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TAG: serpenti velenosi, serpenti più velenosi del mondo

DISCALIMER: cuccioliamo.it è un sito informativo che non sostituisce in alcun modo il consulto di un veterinario. Le informazioni presenti in questa pagina non sono sufficienti a formulare una diagnosi né tantomeno ad intraprendere un percorso terapeutico. Se il tuo animale domestico sta male, ti consigliamo di portarlo al più presto dal tuo veterinario di fiducia.

PHOTO CREDITS:
Daboia russelii: Gupt.sumeet, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Bungarus fasciatus: Roy Bateman, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons
Pseudechis australis: Alexandre Roux, CC BY-NC-ND 2.0, via flickr.com
Notechis scutatus: Alan Couch, CC BY 2.0, flickr.com
Oxyuranus scutellatus: Allen McC. at the German-language Wikipedia, CC BY-SA 3.0, via Wikimedia Commons
Naja nigricollis: Bernard DUPONT from FRANCE, CC BY-SA 2.0, via Wikimedia Commons
Naja naja: Dr. Raju Kasambe, CC BY-SA 4.0, via Wikimedia Commons

Sverminazione del cane

La sverminazione del cane è un’operazione da non sottovalutare: per via delle sue abitudini, il cane è un ospite ideale per vermi e parassiti. Non c’è una sola specie di vermi che può infestare il tuo cane, ma decine di parassiti interni, ciascuno dei quali può causare sintomatologie diverse o rimanere asintomatico.

Sverminazione del cane

La sverminazione è un trattamento per via orale che permette di eliminare i parassiti che infestano il tratto intestinale del tuo cane. I vermi causano diarrea, vomito e abbattimento. Se l’infestazione non viene trattata, questi sintomi peggiorano e il quadro clinico del cane si aggrava progressivamente.

Sverminazione del cane cucciolo

I vermi intestinali sono particolarmente frequenti nei cuccioli. Inoltre, i cuccioli di cane sono infestati sin dalla nascita da una classe di vermi detti ascaridi, che vengono trasmessi dalla madre. Per questa ragione si procede con la sverminazione intorno al 31 giorno di vita del cucciolo, utilizzando un prodotto apposito che uccide i vermi adulti. Successivamente, si ripete la sverminazione dopo 3 settimane.

In seguito alla seconda sverminazione è bene far analizzare le feci del cucciolo al proprio veterinario, per accertarsi che non siano rimaste tracce di parassiti intestinali.

Sverminazione del cane adulto

Anche i cani adulti devono essere sverminati con regolarità due o tre volte all’anno. Infatti, il rischio di infestazioni da parassiti interni è sempre in agguato: i nostri cani amano annusare e leccare tutto ciò che trovano durante la passeggiata, col rischio – non trascurabile – di entrare a contatto con organismi parassiti.

Il rischio di contrarre vermi e parassiti si riduce seguendo alcune buone pratiche igieniche: lavare con cura la ciotola in cui mangia il cane, evitare che mangi cibo o carcasse durante la passeggiata. evitare la somministrazione di carne cruda non abbattuta termicamente, etc.
Questi comportamenti sono utili e raccomandati, ma non possono sostituire la sverminazione periodica. Chiedi informazioni al tuo veterinario: la sverminazione è una procedura semplice ed economica (poche decine di euro l’anno) che garantirà una salute ottimale al tuo cane.

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Animali velenosi

In questo articolo scoprirai quali sono gli animali più velenosi del mondo. Tieniti forte!

Animali velenosi

Rana freccia

Nome scientifico: Phyllobates terribilis

Dove vive: Ande occidentali

La rana freccia è considerata l’animale più velenoso tra quelli studiati dai biologi. È sufficiente 0,1 mg del suo veleno per uccidere un uomo adulto. I nativi delle Ande strofinano le punte delle loro freccie sul dorso di questi anfibi per renderle ancor più letali. Non esiste antidoto alla batracotossina prodotta dalla rana freccia.

Polpo dagli anelli blu

Nome scientifico: Hapalochlaena lunulata

Dove vive: Oceano Indo-Pacifico

Questo piccolo polpo misura appena 10 cm di lunghezza, ma all’interno del suo becco si trovano dei batteri che producono la terribile tetradotossina, un veleno 100 volte più letale del cianuro. Il suo morso non è doloroso, ma bastano appena 90 minuti ad uccidere un uomo adulto. Non esiste alcun antidoto alla tetradotossina.

Taipan dell’interno

Nome scientifico: Oxyuranus microlepidotus

Dove vive: Australia

Il taipan è il serpente terrestre più velenoso del mondo: la quantità di veleno iniettata con un singolo morso è sufficiente ad uccidere 100 uomini adulti. Fortunatamente i taipan sono serpenti molto timidi, che preferiscono la fuga all’attacco.

Serpente bruno orientale

Nome scientifico: Pseudonaia textilis

Dove vive: Australia orientale

Il serpente bruno orientale è considerato il secondo serpente più velenoso dopo il taipan dell’interno. È la specie velenosa che causa il maggior numero di vittime in Australia ogni anno.

Vespa di mare

Nome scientifico: Chironex fleckeri

Dove vive: Oceano Pacifico

La vespa di mare è la cubomedusa che causa il maggior numero di morti al mondo. La sua puntura è estremamente dolorosa e causa la morte in pochi minuti. La vespa di mare causa decine di morti ogni anno.

Ragno dei cunicoli

Nome scientifico: Atrax robustus

Dove vive: Australia orientale

Questo aracnide è considerato il ragno più velenoso del mondo. Il suo morso è molto doloroso; dopo pochi minuti la respirazione diventa faticosa e la muscolatura comincia a contrarsi. Il veleno del ragno dei cunicoli può uccidere un bambino in soli 15 minuti.

Ragno delle banane

Nome scientifico: Phoneutria nigriventer

Dove vive: Brasile

Il veleno letale di questo ragno unito alla sua aggressività lo rendono molto pericoloso. Fortunatamente il suo veleno è letale solo nel 2-3% dei casi. Da quanto è stato sviluppato un antidoto efficacie non si sono più registrate vittime.

Mamba nero

Nome scientifico: Dendroaspis polylepis

Dove vive: Africa

Questo serpente deve il suo nome all’interno della sua bocca, completamente nero. Il suo morso è in grado di uccidere un uomo in pochi minuti. La quantità di veleno iniettata con un singolo morso è sufficiente ad uccidere 10 adulti.

Pesce pietra

Nome scientifico: Synanceia verrucosa

Dimensioni: Mar Rosso e Oceano Indo-Pacifico

Il pesce pietra è il più velenoso tra i pesci conosciuti. Dalle sue spine fuoriesce una potente cardiotossina, dagli effetti letali. Per fortuna è disponibile un antidoto al veleno.

Serpente di mare dagli anelli

Nome scientifico: Laticauda colubrina

Dove vive: Oceano Indo-Pacifico

Questo serpente marino possiede un veleno letale, in grado di uccidere le sue vittime in pochi minuti. Tuttavia, si tratta di un animale piuttosto timido e docile, che morde solo se si trova in grave pericolo.

Lumaca sigaretta

Nome scientifico: Conus geographus

Dove vive: Mar Rosso, Oceano Indo-Pacifico

Questa lumaca inietta il suo veleno sparando un minuscolo arpione attraverso la sua proboscide. Il nome di “lumaca sigaretta” viene dalla credenza popolare che chi viene punto da questa lumaca abbia appena il tempo di fumare una sigaretta prima di morire. Non esiste antidoto al suo veleno, che è letale nella maggior parte dei casi.

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TAG: animali velenosi, animali più velenosi del mondo

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PHOTO CREDITS:
Atrax robustus: Doug Beckers from Macmasters Beach, Australia, CC BY-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, via Wikimedia Commons
Pseudonaia textilis: Bernard DUPONT from FRANCE, CC BY-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, via Wikimedia Commons
Phoneutria nigriventer: Rodrigo Tetsuo Argenton, CC BY-SA 4.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/4.0, via Wikimedia Commons
Synanceia verrucosa: Karelj, CC BY-SA 3.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/3.0, via Wikimedia Commons
Laticauda colubrina: Bernard DUPONT from FRANCE, CC BY-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-sa/2.0, via Wikimedia Commons
Conus geographus: Patrick Randall, CC BY-NC-SA 2.0 https://creativecommons.org/licenses/by-nc-sa/2.0/

Animali con la K

Ecco un elenco di animali con la K (animali il cui nome comune comincia con la lettera K).

Animali con la K

  1. Kakapo: grosso uccello terrestre originario della Nuova Zelanda. È incapace di volare, ma è un ottimo arrampicatore: con le zampe è in grado di scalare gli alberi. Ha le piume di colore verde.
  2. Kea: specie di pappagalli di grosse dimensioni originari della Nuova Zelanda.
  3. Kiwi: piccolo uccello dal becco allungato incapace di volare, originario della Nuova Zelanda.
  4. Kobus anselli: sottospecie di antilope del Congo.
  5. Kobus ellipsiprymnus: grossa antilope diffusa nell’Africa Sub-Sahariana.
  6. Kobus kob: sottospecie di antilope centrafricana.
  7. Kobus leche: antilope dal manto rossastro che popola l’Africa centrale.
  8. Kobus megaceros: sottospecie di antilope originaria del Sudan e dell’Etiopia, a rischio di estinzione.
  9. Kobus vardonii: antilope che vive nelle aree verdi del Congo, della Tanzania, dello Zambia e della Namibia.
  10. Koala: mammifero marsupiale australiano.
  11. Kookaburra: nome volgare con cui si indicano gli uccelli del genere Dacelo, chiamati anche “martin pescatori australiani”.
  12. Krill: piccoli crostacei che popolano tutti gli oceani terrestri.

Animali con la: