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Categoria: altri animali

Animali con la H

Ecco un elenco di animali con la H (animali il cui nome comune comincia con la lettera H).

Animali con la H (nome comune)

  1. Halibut: grosso pesce piatto che vive sui fondali dell’Oceano Pacifico Settentrionale. Gli halibut sono particolarmente ricercati dai pescatori per la loro carne.
  2. Heloderma: chiamato anche Mostro di Gila, è l’unica specie di lucertola velenosa. Vive nei deserti americani e ha il corpo nero e giallo.
  3. Hoatzin: uccello tropicale che popola le paludi dell’Amazzonia e dell’Orinoco. Questo uccello emana un odore sgradevole a grande distanza, a causa della fermentazione del cibo nel suo apparato digerente. Per questa ragione le popolazioni amazzoniche lo chiamano “uccello puzzolente”.
  4. Homo: genere di animali che si è sviluppato a partire dagli Australopitechi, a cui appartiene anche Homo Sapiens, la nostra specie.
  5. Husky: razza di cane originaria della Siberia, impiegata sin dall’antichità per il traino delle slitte.
  6. Hyena: mammifero carnivoro appartenente alla famiglia Hyenidae. Esistono solo quattro specie di iene.

Animali che iniziano con la H (nome scientifico)

  1. Haliaeetus leucocephalus (Aquila calva)
  2. Hymenoptera (Ordine che include api, vespe e formiche)
  3. Hippopotamus amphibius (Ippopotamo comune)
  4. Hirudo medicinalis (Sanguisuga medicinale)
  5. Hyla arborea (Rana verde)
  6. Hylaeamys perenensis (piccolo roditore appartenente alla famiglia dei Cricetidi originario dell’Amazzonia occidentale).
  7. Hydromedusa tectifera (conosciuta come “Tartaruga testa di serpente”, questa tartaruga acquatica vive negli acquitrini e nelle zone umide dell’Argentina e ha un collo particolarmente lungo, che usa per catturare lumache e pescare pesci, piccoli anfibi e insetti acquatici).
  8. Hesperiidae: genere di farfalle diurne.

Animali con la:

Lo scoiattolo è un animale domestico?

Vuoi sapere se lo scoiattolo è un animale domestico e se puoi allevarne uno in casa? La risposta è no: lo scoiattolo ha esigenze molto difficili da soddisfare in una comune abitazione, che renderebbero la sua vita domestica una vera e propria prigionia.

Lo scoiattolo è un animale domestico?

Prima di scoprire come mantenere uno scoiattolo in cattività, devi sapere che esistono alcune specie di scoiattoli che non possono essere allevati e commercializzati per legge: si tratta dello scoiattolo grigio americano, dello scoiattolo volpe e dello scoiattolo di Pallas. Queste specie aliene sono un vero e proprio flagello per gli scoiattoli autoctoni, gli scoiattoli rossi europei.
Se nonostante le nostre raccomandazioni hai intenzione di allevare uno scoiattolo domestico, informati bene sulla specie che acquisterai, per evitare pesanti sanzioni e il sequestro dell’animale.

Lo scoiattolo è un animale molto attivo: ha bisogno di alberi su cui arrampicarsi, di pigne e rametti da rosicchiare e di un ampio giardino in cui scorrazzare. La vita in gabbia non fa per lui. Questi animali esplorano gli oggetti con la bocca, rosicchiandoli; questo comportamento sarebbe assolutamente distruttivo per i mobili e gli elementi d’arredo casalinghi.

Lo scoiattolo è un animale solitario e territoriale: se si sente minacciato non esita a mordere gli intrusi. Inoltre, questi roditori marcano il proprio territorio con l’urina e a differenza dei cani e dei gatti è molto difficile educarli a non farlo in casa.

È proprio per queste ragioni che gli scoiattoli non sono mai stati addomesticati e non vengono allevati in cattività, come avviene invece per i conigli, i criceti, i cincillà e tanti altri piccoli mammiferi.

D’altro canto, gli scoiattoli si avvicinano facilmente all’uomo e non sarà difficile abituarli a prendere il cibo direttamente dalla tua mano.

Per quanto riguarda la dieta, gli scoiattoli sono onnivori: si nutrono principalmente di insetti, frutta a guscio e semi ma non disdegnano frutta e verdura matura (a patto che si tratti di piccoli spuntini occasionali, altrimenti potrebbero causare diarrea).

Come abbiamo detto, allevare uno scoiattolo come animale domestico è una pessima idea, ma se nel tuo giardino abita una famiglia di scoiattoli selvatici, potresti prenderti cura di loro offrendogli qualche seme ogni tanto. Fai attenzione a non spaventare gli scoiattoli e a non maneggiarli: quando si sentono minacciati reagiscono mordendo e possono trasmettere infezioni e malattie (tra cui la rabbia).

Eterocefalo glabro

L’eterocefalo glabro o ratto talpa è un roditore africano che vive sottoterra. Vive in comunità numerose a capo delle quali c’è una regina.

Eterocefalo glabro o ratto talpa (nome scientifico Heterocephalus glaber)

La colonia

I ratti talpa nudi sono eusociali, come le api e le formiche. All’interno di ogni colonia ci sono una regina (femmina riproduttrice), alcuni maschi riproduttori e un centinaio di operai. Gli operai svolgono tutto il lavoro, che va dalla cura dei giovani, alla protezione e all’alimentazione della colonia, alla costruzione dei tunnel.

Nella comunità pochi individui prendono parte alla riproduzione. In genere c’è solo una femmina dominante (la regina) che si accoppia con 1 o 3 maschi, che sono in genere individui più grandi e più anziani nella colonia. Gli altri individui della colonia fungono da operai.

Ogni colonia possiede il proprio odore distinto. Questo è usato per distinguere i membri di altre colonie, ma l’odore dura solo pochi giorni se la talpa è lontana da una colonia. I ratti talpa nudi possiedono anche oltre 18 tipi di vocalizzazioni che separano le colonie. Ci sono diverse vocalizzazioni per diverse situazioni, ad esempio, se un individuo incontra un predatore, tornerà di corsa al nido avvertendo gli altri con un cinguettio acustico.

Le colonie sono rivali: attacchi alle altre colonie non sono rari. Durante queste invasioni, gli eterocefali rapiscono i cuccioli dell’altra colonia e li portano nella propria per impiegarli come operai.

Aspetto

La pelle dell’eterocefalo glabro è marrone e rosa. La pelle è nuda e rugosa con peli molto corti, sensibili, simili a frange sul corpo. In media, la lunghezza di questa specie varia da 147 a 165 mm di lunghezza e 30 80 grammi di peso. Non ci sono differenze nelle dimensioni di maschi e femmine. La regina e i maschi riproduttori sono gli individui più grandi della colonia. Poiché queste creature vivono prevalentemente sottoterra, i loro occhi sono molto più piccoli di altri roditori e la vista è poco sviluppata. Per muoversi questi animali contano sul tatto e sull’udito.

Comportamento

In genere, i topi talpa nudi non seguono un ritmo circadiano, perché la maggior parte della loro vita trascorre sottoterra nell’oscurità. I loro peli sono molto sensibili e servono per orientarsi nei tunnel bui. Per navigare attraverso i tunnel, i topi talpa muovono la testa e la coda avanti e indietro.

Alimentazione

I ratti talpa nudi si nutrono di radici, bulbi e tuberi accessibili sottoterra; questi animali percorrono grandi distanze per procurarsi il cibo. Dopo aver trovato una fonte di cibo, lasciano intatte alcune parti della pianta affinché la pianta ricresca fornendo nuove radici.

Ciclo di vita

I ratti talpa nudi sono i roditori più longevi, vivono circa nove volte più a lungo rispetto ad altre specie. È noto che i topi talpa nudi raggiungono l’età di 30 anni. In cattività, questi ratti talpa possono vivere da 22 a 28 anni.

Habitat

I ratti talpa si possono trovare nei paesi dell’Africa orientale come Etiopia, Somalia e Kenya.

Curiosità

Gli eterocefali glabri riescono a resistere fino a 18 minuti senza ossigeno.

Questi roditori sono naturalmente resistenti al cancro. Questa caratteristica è oggetto di studio da anni, per sviluppare nuovi farmaci efficaci.

Bibliografia
Hagan, K. 2013. “Heterocephalus glaber” (On-line), Animal Diversity Web. Accessed March 09, 2022 at https://animaldiversity.org/accounts/Heterocephalus_glaber/
Sherman, P., J. Jarvis, R. Alexander. 1991. The Biology of the Naked Mole-Rat. Princeton, New Jersey: Princeton University Press.

Photo credits
Adam Fagen. Naked mole-rat (Heterocephalus glaber), Small Mammal House, National Zoological Park, Smithsonian Institution, Washington, DC. (CC BY-NC-SA 2.0)

Come diventare un dog sitter

Vuoi diventare un dog sitter? Se vuoi lavorare con gli animali, potrebbe essere il lavoro che fa per te. Il dog sitter è una delle professioni del futuro: un numero sempre crescente di proprietari non riesce ad occuparsi adeguatamente del proprio cane a causa dell’età o degli impegni lavorativi.
Il dog sitter supporta i proprietari nella gestione quotidiana dei cani: dalle passeggiate alla pappa, fino alle cure veterinarie.

Come diventare dog sitter

Imparare le basi

Non è richiesto un titolo di studio specifico per diventare dog sitter, ma è fortemente raccomandato un apprendistato per imparare a gestire correttamente cani.
L’apprendistato ideale secondo noi è un periodo di volontariato in canile: si tratta di un’esperienza che ti insegnerà a prenderti cura di animali molto diversi tra loro, con caratteri ed esigenze completamente differenti. In questo modo acquisterai competenze importanti e contribuirai a far del bene.
È consigliabile avere conoscenze di etologia del cane ed essere educatori cinofili ti darà una marcia in più nelle attività di dog sitting.

Promuovere la propria attività

Hai deciso di diventare un dog sitter e hai maturato una certa esperienza sul campo: come fare per trasformare questa passione in un lavoro vero e proprio? Per cominciare potresti aprire un profilo e pubblicizzarlo sulle principali app italiane per la ricerca di un dog sitter. Alcune tra le più utilizzate sono: Pawshake e Rover.

Puoi anche investire un piccolo budget pubblicitario per promuovere la tua attività su Google o Bing. Solitamente chi cerca un dog sitter prova dapprima sui motori di ricerca, con frasi del tipo “dog sitter a milano/roma/etc.”

Non dimenticare la professionalità e cura al meglio il rapporto con i tuoi clienti: la maggior parte degli amici a quattro zampe infatti arriveranno attraverso il passaparola. Empatia e flessibilità sono un requisito fondamentale per svolgere questo lavoro.

Pagare le tasse

Come ogni altra attività lavorativa in Italia, se operi come dog sitter dovrai pagare le tasse. Se si tratta di un’attività occasionale non dovrai necessariamente aprire una partita IVA: fino a 4800 € di ricavi annui è possibile operare all’interno del regime di prestazione occasionale. Al di sopra di tale soglia dovrai pagare le tasse e versare i contributi previdenziali come un libero professionista.
A causa della legislazione italiana estremamente complessa e dei cambiamenti frequenti che modificano il mercato del lavoro ti raccomandiamo di consultare un commercialista per inquadrare correttamente la tua attività.

Lavorare con gli animali

Se il sogno della tua vita è lavorare con gli animali, continua a leggere: in questo articolo ti porteremo alla scoperta di tante professioni interessanti a contatto con loro.

Lavorare con gli animali: le professioni

Veterinario

Per diventare veterinario è necessario un diploma di laura in Medicina Veterinaria (corso di laurea a ciclo unico della durata di 5 anni). Per chi ha ottenuto questo agognato titolo di studio trovare un lavoro non è un problema: dagli ambulatori agli ospedali veterinari, dalla fisioterapia animale alla ricerca in campo alimentare è possibile trovare un impiego sicuro nell’arco di poco tempo.
Se il tuo sogno è lavorare con gli animali questa è la strada più indicata, anche se ti servirà grinta: Medicina Veterinaria è una facoltà a numero chiuso e il numero di candidati solitamente è molto più alto rispetto ai posti disponibili.

Biologo o zoologo

Chi si diploma in biologia e zoologia può aspirare a lavorare all’interno di uno zoo, di un parco faunistico o di una riserva per animali, sia come guardaparco che come ricercatore.

Tecnico veterinario

Il tecnico veterinario assiste il veterinario nella gestione dei pazienti dell’ambulatorio; anche se non opera direttamente, il suo aiuto è essenziale per la buona riuscita delle cure e per il benessere dei pazienti. Per diventare tecnico veterinario non occorre il diploma di laurea, ma è sufficiente un corso professionalizzante privato. Dopo aver superato il corso ti suggeriamo di inviare il tuo curriculum alle cliniche della tua città, per trovare un veterinario disposto ad assumerti come tirocinante.

Allevatore

Per diventare allevatore non è necessario un titolo di studio specifico, ma è raccomandata una buona formazione in agraria o biologia. Alcune regioni organizzano dei corsi di formazione professionalizzanti per allevatori. Se hai intenzione di aprire un allevamento ti consigliamo di stendere prima un business-plan e di non sottovalutare gli spazi e i costi di quest’attività: non è sufficiente qualche cuccia in casa; occorrono spazi ad hoc e molte conoscenze per allevare animali domestici in modo responsabile.
Un allevamento di animali da compagnia può garantire un buon reddito, a patto di scegliere con cura le specie da allevare, diversificando la clientela e curando il marketing aziendale oltre al benessere degli animali. Per diventare allevatore devi avere una mentalità orientata all’impresa: se non sai assumerti rischi e non hai un visione strategica, meglio cercare una strada più sicura, come il veterinario.

Educatore cinofilo

Negli ultimi anni la richiesta di educatori cinofili ha subito un’impennata ed è probabile che questo trend si manterrà stabile nei prossimi anni. Allo stesso tempo però, il numero di educatori cinofili è cresciuto esponenzialmente negli ultimi anni: ad oggi ci sono decine di migliaia di professionisti attivi nel campo dell’educazione e dell’addestramento degli amici a quattro zampe.
Per trasformare questa passione in un lavoro a tempo pieno non bastano una buona formazione (che è indispensabile) e qualche anno di apprendistato in canile o presso un educatore più esperto: dovrai lavorare molto sul marketing di te stesso e sulla promozione delle tue competenze professionali.

Dog-sitter

Il dog-sitter è una professione a tutti gli effetti: molti padroni a causa dell’età o degli impegni lavorativi non riescono ad assicurare ai loro amici a quattro zampe la giusta quantità di movimento. In queste situazione avere un dog-sitter di fiducia è importante.
Questo lavoro – che può diventare un’occupazione a tempo pieno per chi vive in una grande città italiana – richiede flessibilità e la capacità di costruire buoni rapporti con i propri clienti umani e animali. Se hai intenzione di diventare un dog-sitter ti consigliamo di formarti prima come educatore cinofilo: in questo modo imparerai a gestire i cani ed eviterai spiacevoli incidenti che rovinerebbero terribilmente la tua reputazione. Successivamente dovrai avviare la tua attività trovando i primi clienti: per riuscirci puoi anche utilizzare le inserzioni pubblicitarie online.

Se vuoi saperne di più su questa professione leggi la nostra guida: come diventare un dog sitter.

Pensione per animali

Portare in vacanza i nostri animali spesso diventa un incubo, specialmente per chi non dispone di una seconda casa. Non tutti gli hotel li accettano e le spiagge attrezzate per i cani sono ancora poche. Avere una pensione di fiducia a cui affidare il proprio amico a quattro zampe è un gran sollievo e la maggior parte dei proprietari è disponibile a pagare pur di saperli in buone mani. Per aprire una pensione ti serviranno spazi adeguati e una buona dose di empatia (verso gli animali e i loro padroni!). Il resto verrà da sé. Per aprire una pensione per cani/gatti non è necessario un titolo di studio specifico, ma è raccomandato seguire corsi di educazione cinofila e allevamento, per essere preparati alle esigenze dei propri clienti a quattro zampe.

Toelettatore

La toelettatura è una nicchia molto interessante per chi desidera lavorare a contatto con gli animali. Un toelettatore professionale non ha prezzo: nessuno vorrebbe vedere il proprio amico a quattro zampe nelle mani di un incompetente. Se diventi un professionista capace, saranno i tuoi stessi clienti a portarti i loro amici. Per diventare toelettatore non serve un titolo di studio, ma occorre seguire corsi specifici organizzati dalle associazioni di categoria e da varie regioni italiane. Inoltre è raccomandabile qualche anno di apprendistato presso un toelettatore più esperto.

Venditore di articoli per animali

Per qualcuno può rappresentare l’ultima spiaggia, ma diventare un venditore all’interno di un negozio o una catena per animali è il modo più sicuro per chi desidera avviare la propria carriera in questo mondo. Ti permetterà di conoscere tanti proprietari e di studiare le esigenze dei vari animali domestici. Per lavorare in un negozio per animali non servono titoli di studio specifici.

Pet therapist

La pet therapy ormai è utilizzata in molte comunità alloggio per disabili e all’interno delle residenze per anziani poiché i suoi benefici sono ben documentati dalla scienza. Per diventare pet-therapist occorre seguire un corso di formazione apposito. Le opportunità di lavoro non mancano, ma difficilmente si tratta di occupazioni a tempo pieno; per questo motivo molti pet-therapist svolgono questa attività in parallelo a quella di operatori sanitari (educatori, OSS) o di educatori cinofili. In entrambi i casi si tratta di un bel complemento alla propria professione principale.

Animali della savana

Vuoi scoprire gli animali della savana? Continua a leggere: ti presenteremo le specie che si sono adattate a vivere in questo ambiente così particolare.

Animali della savana

Leone

Questo grande felino carnivoro è tra i predatori più temibili della savana. I leoni vivono e cacciano in gruppo.

Giraffa

La giraffa è l’animale terrestre più alto, grazie al suo collo che può raggiungere i 2,5 metri di lunghezza.

Zebra

Questi mammiferi erbivori popolano tutte le savane africane. Non è ancora chiaro a cosa servano le strisce bianche e nere.

Elefante africano

L’elefante africano di savana è l’animale terrestre più grande al mondo: raggiunge un’altezza al garrese di quasi 4 metri e supera le 6 tonnellate di peso.

Leopardo

Questo grande felino carnivoro vive anche nelle grandi savane africane. A differenza del leone è un animale solitario.

Gazzella di Thomson

Questa gazzella (che raggiunge al massimo i 15 kg di peso) si è adattata a vivere nelle grandi savane africane.

Gnu

Gli gnu sono mammiferi erbivori che vivono nella savana africana. Esistono due specie di gnu: lo gnu striato e lo gnu dalla coda bianca.

Dik dik

I dik dik sono piccole antilopi (raggiungono al massimo i 5 kg di peso e i 40 cm di altezza). Vivono insieme alle giraffe e alle gazzelle nelle aree più ricche di vegetazione.

Serval

Il serval è un felino selvatico dall’aspetto simile a quello di un grosso gatto (può raggiungere i 18 kg di peso). Vive nascosto tra la vegetazione e caccia prevalentemente roditori.

Orice

L’orice è una gazzella di grandi dimensioni dalle lunghe corna dritte che si può incontrare nelle savane africane.

Facocero

Il facocero (si pronuncia facocèro e non facòcero) utilizza le sue zanne per difendersi dai predatori. Si nutre di vegetazione, corteccia e bacche; se non trova altro da mangiare, scava nel terreno alla ricerca di bulbi e radici.

Mangusta

La mangusta è un piccolo mammifero carnivoro dalla vista molto sviluppata. Vive al riparo della vegetazione per evitare i predatori e si nutre di insetti e piccoli roditori.

La savana: cos’è

La savana è un habitat naturale contraddistinto da due stagioni: una secca, durante la quale le precipitazioni sono assenti o molto scarse e una umida (la stagione delle piogge), durante la quale ci sono piogge torrenziali che formano enormi pozze d’acqua.

A causa del clima secco nella savana non crescono boschi e foreste. Il terreno è coperto da un manto erboso, da piccoli arbusti e canne. Dove le precipitazioni sono più abbondanti si possono trovare alberi sparsi, soprattutto acacie e baobab.

Altri habitat

Murena: aspetto, caratteristiche e comportamento

La murena (nome scientifico Muraena helena) è un pesce osseo dalla forma allungata, simile a un serpente. Questo pesce è comune nel Mar Mediterraneo e nell’Oceano Atlantico orientale.

Murena: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

La murena ha un corpo serpentiforme massiccio e schiacciato ai lati. Gli esemplari adulti raggiungono la lunghezza di 80-100 cm, ma sono stati pescati esemplari fino a 150 cm. La pelle è marrone, cosparsa di punti gialli in quantità variabile. La bocca è piuttosto grande ed è presenta una fitta dentatura composta da denti aguzzi e leggermente curvati all’indietro.

Alimentazione

La murena si nutre principalmente di cefalopodi (seppie, moscardini, piovre e calamari), ma non disdegna pesci e crostacei.

Comportamento

La murena vive sui fondali rocciosi, nascondendosi tra le fenditure negli scogli. È un predatore notturno: di giorno dorme nascosta nel suo nascondiglio ed esce a cacciare quando fa buio. Per individuare le prede si affida al suo olfatto, estremamente sviluppato.
Questo pesce è territoriale: se un altro esemplare della stessa specie si avvicina al suo rifugio, lo scaccerà via con ferocia.

Pericolosità per l’uomo

La murena è un pesce territoriale, che può l’uomo. La maggior parte dei morsi sono inflitti ai pescatori e ai subaquei che si avvicinano alle murene nelle loro tane.
Il morso di questo pesce è particolarmente doloroso, perché i suoi denti aguzzi riescono a perforare la pelle e ad entrare in profondità.
È diffusa la credenza che nell’Antica Roma si allevassero murene nelle piscine nutrendole con carne umana, tuttavia non c’è alcun riscontro storico di quest’usanza, che è del tutto priva di fondamento.
Il suo sangue contiene tossine pericolose per l’uomo, ma queste non vengono trasmesse dal morso e vengono distrutte dalla cottura della carne.

Ricette con la murena

Sin dall’antichità la murena viene pescata a scopo alimentare, benché sia considerata un pesce povero per via della carne ricca di lische. La sua carne, dal punto di vista nutrizionale è ricca di grassi e di proteine.
Solitamente la murena viene cucinata in zuppa (una variante della zuppa di pesce), fritta oppure al forno.

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Tag: murena

Pesce gatto: aspetto, caratteristiche e comportamento

Il pesce gatto (nome scientifico: Ameiurus melas) è un pesce d’acqua dolce originario degli Stati Uniti d’America ma presente ormai anche in Italia e in Europa.

Pesce gatto: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

Il pesce può presentare colorazioni diverse a seconda dell’habitat in cui vive; solitamente ha il ventre chiaro (giallo o biancastro) e il dorso nero o marrone. Il ventre è largo e appiattito, come nella maggior parte dei pesci che vivono sul fondale.

La pelle è liscia e priva di squame; sulla pinna dorsale è presente un lungo aculeo velenoso che viene utilizzato per difendersi dai predatori e che può causare ferite molto dolorose anche all’uomo (mentre il veleno non è pericoloso per l’essere umano).

Una delle caratteristiche più riconoscibili sono i lunghi barbigli posti ai lati della bocca: si tratta di organi sensoriali molto sviluppati, che permettono al pesce di individuare fonti di cibo sui fondali melmosi, dove è impossibile affidarsi alla vista.

Alimentazione

Il pesce gatto è uno spazzino, che si nutre di ciò che trova sui fondali melmosi: mangia vermi, larve, molluschi e pesci morti. Si nutre anche di vegetali.

Comportamento

Il pesce gatto si adatta a vivere in qualsiasi habitat, anche in condizioni di forte inquinamento proibitive per la maggior parte delle altre specie ittiche.

Una caratteristica tipica di questa specie è il comportamento durante la riproduzione: la femmina prepara una buca nel fondale in cui depone le uova (fino a 6000 uova ad ogni deposizione); dopo la deposizione, il maschio e la femmina si alternano a guardia delle uova, per impedire ad altri predatori di mangiarle. Anche dopo la schiusa, per una settimana i genitori rimangono nei dintorni, per proteggere la prole. Questo comportamento è alla base della diffusione dei pesci gatto, che hanno colonizzato numerosi ambienti diversi a danno delle specie autoctone.

Durante l’inverno i pesci gatto smettono di mangiare e si “ibernano”, interrandosi nel fondale sabbioso dei fiumi e dei laghi; solo le branchie rimangono scoperte, per permettere loro la respirazione. In questo modo riescono a sopravvivere alle basse temperature.

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Tag: pesce gatto

Photo credits:
Plain Adventure, CC BY-NC-SA 2.0

Scimmia cappuccina: aspetto, caratteristiche e comportamento

Con il nome di scimmia cappuccina si indicano varie specie di primati appartenenti alla famiglia Cebidae. Queste scimmie popolano l’America Centrale e Meridionale. In passato erano popolari come animali domestici, per via della loro intelligenza, che le rendeva particolarmente facili da ammaestrare.

Scimmia cappuccina: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

La scimmia cappuccina è un primate di piccole dimensioni, che misura all’incirca un metro e può raggiungere i 4 kg di peso. Il pelo è nero o marrone su tutto il corpo, con il caratteristico “cappuccio” bianco o giallastro che si estende dalla testa alla gola e alle spalle.

Alimentazione

Le scimmie cappuccine sono onnivore: consumano una grande quantità di vegetali come frutti, bacche, foglie e radici, ma anche molluschi, artropodi e piccoli vertebrati, come le rane. Queste scimmie utilizzano pietre per aprire i gusci di noce e per aprire il carapace di granchi e altri crostacei.

Comportamento

Le scimmie cappuccine sono animali diurni che trascorrono la loro vita sugli alberi, anche se si sono adattate a vivere in una grande varietà di habitat.

Sono animali sociali, che vivono in gruppi di 10-30 esemplari, guidati da un maschio dominante, che esercita la sua leadership sulle altre scimmie del branco; questi primati hanno sviluppato un elaborato sistema di comunicazione.

La scimmia cappuccina è considerata uno dei primati più intelligenti insieme all’uomo e sono numerosi gli studi sulla sua intelligenza. In uno di questi studi, i cebi hanno addirittura imparato ad usare il denaro come mezzo di scambio per ottenere cibo.

Questi primati sono capaci di utilizzare strumenti come pietre appuntite per rompere le noci di cocco, così come sono in grado di imparare osservando i membri più anziani del branco o esemplari di altre specie

Durante la stagione delle zanzare, le scimmie cappuccine catturano i millepiedi e li riducono in una poltiglia che si spalmano sul dorso, come repellente naturale contro questi insetti.

Tag: scimmia cappuccina

Photo credits:
Steven G. Johnson, CC BY-SA 3.0
Cephas, CC BY-SA 4.0

Lamantino: aspetto, caratteristiche e comportamento

Il lamantino è un grosso mammifero acquatico che vive lungo le coste paludose dell’America Centrale, nei fiumi del bacino amazzonico e nei fiumi tropicali dell’Africa Occidentale. Esistono tre specie di lamantini, che appartengono alla famiglia dei Trichechidi (di cui non fa parte il tricheco, che fa parte della famiglia degli odobenidi!).

Lamantino: aspetto, caratteristiche e comportamento

Aspetto

L’aspetto del lamantino ricorda quello di un dugongo o di una foca: il corpo è tozzo e la pinna caudale ha una forma arrotondata. Mentre i dugonghi hanno la pinna caudale biforcuta, la pinna dei lamantina ha la forma di una racchetta.

Un esemplare adulto raggiunge una lunghezza di circa 3 metri e un peso di 350-500 kg. Nonostante la stazza, questi mammiferi sono ottimi nuotatori e sono in grado di scattare alla notevole velocità di 25 km/h (il record di velocità umana nel nuoto è di appena 8,88 km/h).

Alimentazione

Il lamantino è un animale erbivoro che si ciba di mangrovie e alghe. Un lamantino adulto mangia ogni giorno circa 50 kg di vegetali, pari al 10% del suo peso corporeo. Alcuni esemplari sono stati osservati mentre si nutrivano di piccoli pesci e crostacei dalle reti da pesca, ma la loro dieta è prevalentemente erbivora.

I lamantini non possiedono né denti canini né incisivi, ma unicamente sei molari grazie ai quali riescono a triturare le mangrovie. Sono gli unici mammiferi esistenti che sostituiscono continuamente i denti molari.

Comportamento

I lamantini sono animali pacifici, che trascorrono la maggior parte delle loro giornate a pascolare sui fondali marini. Non sono territoriali né aggressivi: quando non mangiano esplorano il territorio circostante o socializzano con altri lamantini.

Il comportamento sociale di questi mammiferi si può descrivere come semi-sociale: non esiste una gerarchia né un vero e proprio branco. L’unità sociale è composta da una madre e dal suo cucciolo, mentre non vi sono altre coppie o gruppi fissi. Tuttavia, i lamantini si raccolgono spesso in piccoli gruppi, che si aggregano e si disperdono casualmente.

I lamantini amano giocare: sono stati osservati mentre cavalcavano le correnti generate dall’apertura delle dighe e anche mentre nuotavano sincronizzando i propri movimenti con quelli di un “leader”.

I ricercatori hanno scoperto che i lamantini sono attirati dalle centrali elettriche sottomarine, poiché producono calore e riscaldano le acque circostanti.

Tag: lamantino