logo del sito cuccioliamo.it
Home | Cani | Gatti | Pesci | Uccelli | Roditori | Rettili | Cavalli | Altri animali |

Autore: cuccioliamo.it (redazione)

Insegnare al cane ad entrare nel trasportino (kennel)

In questo articolo scopriremo come insegnare al cane ad entrare nel trasportino.

I cani amano i luoghi angusti e ben riparati: per loro sono vere e proprie tane, rifugi in cui riposare al riparo dai pericoli. Il trasportino, chiamato anche kennel, è un esempio perfetto di tana: chiuso, riparato, accogliente e tranquillo. Per il cane, è il luogo ideale per un riposino.

E allora perché tanti cani odiano entrarci? Semplice: perché hanno associato il trasportino ai viaggi in macchina, a lunghi periodi di tempo rinchiusi o peggio ancora alle visite veterinarie.

Per questa ragione è fondamentale insegnare al cane ad amare il proprio kennel prima di doverlo usare. In questo modo, lo assocerà ad un luogo in cui riposarsi e non a uno strumento di costrizione.

Insegnare al cane ad entrare nel trasportino

Assicuratevi di far conoscere il trasportino al cane con largo anticipo rispetto al momento in cui dovrete utilizzarlo. L’ideale sarebbe educare il cane ad entrarci fin da cucciolo, ma ci sono casi in cui ciò non è possibile (ad esempio, i cani adottati in età adulta).

Di seguito troverete un semplice programma in due fasi per insegnare al cane a rimanere nel trasportino. Ricordatevi di esercitarvi solo quando il cane è tranquillo: se è agitato o euforico, meglio rimandare l’addestramento.

LEGGETE ANCHE: Come calmare un cane agitato

Nella prima fase dovremo far superare al cane la paura di entrare nel kennel.

  1. Cominciate a posizionare il trasportino in un angolo tranquillo della casa. L’ideale sarebbe un luogo da cui il cane abbia una buona visione della stanza circostante; in questo modo, sentirà di poter controllare l’ambiente dalla sua tana.
  2. Rendete il trasportino più confortevole: aggiungete una coperta o un materassino sul fondo. Ricordate che ad alcuni cani il contatto con la plastica dura dà fastidio. Potrebbe essere semplicemente questa la ragione per cui non entrano nel loro trasportino.
  3. Incentivate il cane ad entrare nel trasportino mettendo qualche bocconcino appetitoso sul fondo. Le prime volte, cercate di utilizzare un cibo particolarmente gradito al cane (wurstel, formaggio, carne).
  4. Non chiudete la porta del kennel: in questo modo il cane non si sentirà in trappola.
  5. Ripetete questa sequenza per più giorni consecutivi, finché il cane entrerà senza esitazione all’interno del trasportino e rimarrà tranquillo al suo interno.

Nella seconda fase insegneremo al cane a rimanere nel trasportino chiuso:

  1. Fate entrare il cane nel trasportino mettendo qualche bocconcino sul fondo.
  2. Mentre il cane mangia, chiudete il kennel e allontanatevi.
  3. Aspettate 40 secondi. Se il cane è tranquillo, dategli un altro premio inserendolo attraverso la griglia frontale.
  4. Aspettate ancora un po’, poi aprite la porta e lasciate uscire il cane.
  5. Ripetete questo esercizio con costanza, allungando progressivamente il tempo di permanenza del cane nel trasportino.

Come calmare un cane agitato

In questo articolo scopriremo come calmare un cane agitato.

Il cane è euforico: corre e salta da tutte le parti, abbaia, afferra tutti gli oggetti che gli capitano a tiro, salta addosso agli ospiti e non c’è modo di fermarlo.
Se anche voi conoscete bene questa scena, continuate a leggere per scoprire come calmare un cane agitato.

come calmare un cane agitato
Se il cane è agitato, chiedetevi: si muove abbastanza?

Il segreto per calmare un cane

Vi sveliamo subito il “segreto”: ignorate il cane. Non guardatelo. Non parlategli. Non accarezzatelo. Non avvicinatevi a lui. Se avete degli ospiti in casa, chiedete anche a loro di ignorare il cane. Basteranno pochi minuti perché il cane si tranquillizzi da solo.

Se scegliete di ricorrere a questa tecnica, dovrete essere coerenti e perseveranti. Le prime volte il cane potrebbe impiegare un po’ più di tempo a calmarsi.

E ricordate: questo approccio è semplice, ma non facile! Spesso, la causa dell’agitazione del cane, sono proprio gli ospiti. Molte persone si comportano in modo scorretto con i cani, mettendo in atto comportamenti che li portano ad uno stato di agitazione incontrollabile (la nonna che entra in casa lanciando biscotti a destra e a manca è forse l’esempio migliore). Se potete, spiegate anche a loro che quando entrano in casa è bene ignorare il cane. Lasciate che si avvicinino a lui solo quando il cane è tranquillo.

Se avete dei bambini in casa, educate anche loro: spiegate che quando il cane è agitato devono ignorarlo ed evitarlo, almeno finché non si sarà calmato.

Perché il cane si agita

Abbiamo già risposta alla domanda su come calmare un cane agitato. Ma perché il cane si comporta così?

Nella maggior parte dei casi, la causa dell’agitazione siamo noi: i cani sono abili osservatori e riescono a percepire i nostri stati d’animo e le emozioni con molta più precisione di noi. Se il cane sente un padrone calmo e assertivo, manterrà la calma. Se ci sente euforici, preoccupati, agitati o ansiosi, reagirà di conseguenza, adottando lo stesso comportamento. A differenza di noi, però, il cane ha un concetto differente di autocontrollo e i suoi comportamenti potrebbero rivelarsi eccessivi.

L’agitazione potrebbe anche essere causata dal bisogno di attività fisica del cane: i cani hanno bisogno di almeno un’ora al giorno di attività all’aperto (passeggiata, giochi e sport). Rispettare l’esigenza di muoversi del cane è importante ed è una prima soluzione ai problemi comportamentali più comuni.

In alcuni casi (non molti a dire il vero) l’agitazione del cane non si risolverà semplicemente ignorando il cane: se così fosse, rivolgetevi a un addestratore cinofilo qualificato (meglio se specializzato nel recupero comportamentale dei cani). Saprà analizzare al meglio la problematica e vi aiuterà a risolverla.

Leggete anche: Quanto dorme un cane?

Libri consigliati

addestrare il cane segreti per un cucciolo educato
  1. Valeria Rossi. I segreti per avere un cucciolo educato. Paco Editore. 2015

Formaggio ai cani: possono mangiarlo?

I cani possono mangiare il formaggio?

Si sa, i cani vanno pazzi per qualsiasi cosa, commestibile o no. Conoscere gli alimenti nocivi per questi animali è fondamentale per evitare cibi vietati o velenosi.

Formaggio ai cani: cosa c’è da sapere

Cominciamo dicendo che formaggio e latticini solitamente sono ben tollerati dai cani, che possono mangiarne quantità modeste senza alcun effetto collaterale (non c’è distinzione tra formaggi freschi, stagionati, a pasta fusa o derivati del latte come la ricotta).

Tuttavia, una piccola percentuale di cani – proprio come accade a noi – soffre di intolleranza al lattosio: in questo caso, l’ingestione di latticini causa una leggera diarrea che solitamente si risolve in tempi brevi senza bisogno di intervenire. Se avete il sospetto che il vostro cane sia intollerante ai latticini, evitate di farglieli mangiare e consultate un veterinario di fiducia per avere ulteriori indicazioni. Quando si parla di salute animale, è sempre bene affidarsi a un professionista della salute animale ed evitare il “fai da te”.

Lo yogurt, pur essendo un latticino, non contiene lattosio e quindi è indicato anche per i cani intolleranti ai latticini. Inoltre, contiene una gran quantità di fermenti lattici benefici, per noi come per i nostri amici a quattro zampe.

Prima di giungere alle conclusioni, è bene sottolineare che i latticini non fanno parte della dieta abituale del cane. I nostri amici ricavano le proteine di cui hanno bisogno dalla carne, bianca o rossa, e dal pesce. I mangimi secchi in commercio non contengono latticini, così come le diete casalinghe ben formulate non prevedono questi alimenti.

Per concludere: i cani possono mangiare il formaggio, a patto di somministrarlo in piccole quantità e solo in via occasionale. Ad esempio, è possibile offrire latticini di vario tipo come premi durante l’addestramento.

Meglio evitare, invece, di offrire quotidianamente bocconcini di formaggio ai nostri amici animali: l’eccesso di latticini, infatti, benché non sia velenoso, è sconsigliato.

Cibi velenosi vietati ai cani

Se avete un cane dovete assolutamente conoscere i cibi velenosi vietati ai cani. Si tratta di un piccolo gruppo di alimenti che contengono sostanze altamente tossiche per i nostri amici a quattro zampe.

Cibi velenosi per i cani

  1. Cioccolato. Tutti gli alimenti a base di cacao o cioccolato sono estremamente velenosi nei cani. Le fave di cacao infatti contengono teobromina, una sostanza molto pericolosa per i cani. Sono sufficienti 50 grammi di cioccolato per scatenare vomito e tremori in un cane di piccola taglia e quantità più elevate possono rivelarsi letali.
  2. Uva. L’uva va assolutamente evitata dai cani. Essa infatti affatica i reni di questi animali e potrebbe danneggiarli. Attenzione anche all’uva sultanina. Non si conoscono le ragioni di questa grave intolleranza ma sono sufficienti poche decine di grammi per causare un’insufficienza renale.
  3. Aglio e cipolle. Si tratta di due ortaggi tossici per i cani. Sono sufficienti piccole quantità di cipolle per causare vomito e diarrea.
  4. Alcol. Le bevande alcoliche sono pericolose per i cani, che non possiedono gli enzimi necessari all’assorbimento e all’espulsione dell’alcol. L’ingestione di sostanze alcoliche causa rapidi cambiamenti nel comportamento del cane (solitamente porta a uno stato di sonnolenza) ma anche reazioni fisiche, come vomito e tremori.
  5. Caffè e tè. I cani sono intolleranti alla caffeina, che potrebbe causare reazioni allergiche, vomito, tremori e nausea, oltre ad alterazioni temporanee del comportamento.

Alimenti vietati o sconsigliati

  1. Sale. I cani non sono in grado di percepire il sapore salato. Se dovessero ingerire accidentalmente grandi quantità di sale questo potrebbe causare uno stato di malessere.
  2. Zucchero. In piccole quantità lo zucchero è tollerato dai cani, ma è bene non esagerare o potrebbe indurre il diabete (questa malattia colpisce anche i nostri amici a quattro zampe).
  3. Cibi lievitati e funghi. L’organismo del cane è particolarmente sensibile ai lieviti. Se dovesse ingerire pane o prodotti da forno lievitati potrebbe soffrire di vomito o diarrea. Solitamente l’ingestione di cibi lievitati produce solo un lieve malessere, ma non abbassate la guardia.
  4. Frutta secca (noci, noci di macadamia, mandorle)
  5. Melanzane, patate e pomodori. Le solanacee contengono alcuni alcaloidi tossici per i cani. Se ingerite in quantità modeste causeranno solo un lieve malessere, con vomito e diarrea.
  6. Alimenti scaduti. Tutti gli alimenti oltre la data di scadenza o conservati in modo inadeguato vanno evitati.

Conoscere i cibi velenosi per i cani e gli alimenti vietati è particolarmente importante se avete intenzione di nutrire i vostri amici a quattro zampe con una dieta casalinga. La loro salute viene prima di tutto!

Cosa dare da mangiare al cane

In questo articolo vi spiegheremo cosa dare da mangiare al cane per mantenerlo in salute.

Cosa dare da mangiare al cane

I cani sono voraci, si sa: mangerebbero qualsiasi cosa ma occorre prestare la giusta attenzione alla loro dieta, per rispettare il fabbisogno nutrizionale di questi animali. Una dieta equilibrata per i nostri amici a quattro zampe deve comprendere non solo proteine (carne e pesce), ma anche carboidrati (riso, pasta e cereali), grassi, vitamine e minerali. Evitate di dare da mangiare al cane gli avanzi del pranzo e della cena: potrebbero essere eccessivamente grassi o contenere alimenti nocivi per la sua salute.

La soluzione più semplice è optare per uno dei mangimi secchi commerciali: l’apporto di nutrimenti è studiato da un’equipe di veterinari per contenere tutto il nutrimento di cui il cane ha bisogno. Esistono mangimi con differenti fasce di prezzo, a seconda della qualità delle materie prime.

Naturalmente è possibile preparare in casa il mangime per i nostri amici a quattro zampe. Esistono numerosi regimi dietetici casalinghi per chi ha il tempo e la voglia di mettersi ai fornelli. Se sceglierete questa strada, però, vi raccomandiamo di consultare il vostro veterinario di fiducia e di concordare la dieta insieme a lui. Eviterete pericolosi squilibri alimentari.

Un regime dietetico che gode di grande popolarita è il BARF (acronimo che significa Biologically Appropriate Raw Food), una dieta a base di cibi crudi che imita l’alimentazione dei cani allo stato selvatico. L’alimentazione BARF è più costosa rispetto a una semplice dieta casalinga. Anche in questo caso vi suggeriamo di sottoporre la dieta all’attenzione di un veterinario.

Cibi da evitare

Non tutti gli alimenti che consumiamo sono adatti ai cani. Alcuni di essi sono addirittura velenosi e possono nuocere gravemente alla salute dei nostri amici a quattro zampe.

Eccone alcuni (da evitare in modo tassativo):

  • Cioccolato
  • Cipolla
  • Caffè
  • Sostanze alcoliche
  • Uva
  • Cibi lievitati
  • Aglio

Per conoscere tutti gli alimenti velenosi per i cani dovete leggere la guida: Cibi velenosi vietati ai cani.

Nomi mitologici per cani

Scoprite tanti nomi mitologici per cani, ispirati ai grandi personaggi dell’epica greca, scandinava, bretone, etc. 

Quando sceglierete un nome per il vostro cane, non dimenticate la regola fondamentale della lunghezza: il nome dev’essere composto da una o due sillabe. Un nome troppo lungo è più difficile da memorizzare e rischia soltanto di creare confusione nella testa del cane. Per aiutarvi in questo compito, in questo articolo troverete esclusivamente nomi brevi ispirati ai personaggi della mitologia.

Nomi per cani ispirati alla mitologia greca

In questa sezione potete trovare tanti nomi mitologici per cani, ispirati alla mitologia greca e romana.

Nomi maschili

  • Ade (dio degli Inferi)
  • Ares (dio della guerra)
  • Argo (cane di Ulisse)
  • Crono (titano padre di Zeus)
  • Enea (eroe troiano e antenato di Romolo)
  • Eolo (dio dei venti)
  • Eros (dio dell’amore)
  • Ermes (messaggero degli dei)
  • Giove (nome romano di Zeus)
  • Hector (eroe troiano)
  • Marte (nome romano di Ares)
  • Remo (fratello di Romolo, fondatore di Roma)
  • Zeus (sovrano dell’Olimpo e dei cieli)

Nomi femminili

  • Creta (isola in cui nacque la prima civiltà occidentale)
  • Diana (nome romano di Artemide, dea della caccia)
  • Eos (dea dell’aurora)
  • Era (moglie di Zeus e regina dell’Olimpo)
  • Estia (dea del focolare)
  • Eco (ninfa delle montagne)
  • Eris (dea della discordia)
  • Furia (dea della vendetta)
  • Gea (divinità che generò la Terra)
  • Iris (ninfa esperide)
  • Maia (madre di Ermes)
  • Musa (divinità delle arti)
  • Nike (soprannome di Atena, dea della vittoria)
  • Rea (madre di Zeus)
  • Sparta (città greca famosa per i suoi guerrieri)
  • Tebe (città greca)
  • Zoe (nome greco che significa “piena di vita”)

Nomi per cani ispirati alla mitologia nordica

Nomi maschili

  • Asgard (olimpo degli dei)
  • Borr (padre di Odino)
  • Bragi (dio della saggezza)
  • Loki (dio del caos)
  • Mani (Luna)
  • Thor (dio del tuono)
  • Vali (dio degli arcieri)
  • Vanir (dio del mare)

Nomi femminili

  • Freya (dea della fertilità)
  • Hela (dea degli inferi)
  • Nott (dea della notte)
  • Sol (dea del Sole)

Altri nomi mitologici per cani

  • Artù (re di Camelot)
  • Galad (uno dei cavalieri della tavola rotonda)
  • Mordred (uno dei cavalieri della tavola rotonda)

Cosa mangiano le api?

Vi siete mai chiesti cosa mangiano le api? Scopriamo insieme la risposta a questa domanda.

cosa mangiano le api dieta

Cosa mangiano le api: la dieta

La dieta delle api operaie è composta prevalentemente da:

  • Nettare. Il nettare costituisce un alimento essenziale per le api, che traggono da esso l’80% degli zuccheri necessari al loro sostentamento.
  • Polline. Il polline è un’ottima fonte di proteine e sali minerali.
  • Pappa reale.  Costituisce l’unico alimento per le regine, ma anche le operaie, occasionalmente, si nutrono con la pappa reale.
  • Miele. Durante l’inverno, quando non è possibile ricavare nettare e polline dai fiori, le api si nutrono con il miele immagazzinato nell’alveare. Le operaie lavorano tutta l’estate per produrre il miele necessario al riposo invernale.

La dieta dell’ape regina invece è composta da:

  • Pappa reale. La regina si nutre esclusivamente di quest’alimento, un liquido denso e viscoso molto nutriente, prodotto dalle operaie a partire dal polline

La dieta dei fuchi (api di sesso maschile) è composta da:

  • Miele. I fuchi si nutrono esclusivamente da miele, prodotto dalle api operaie all’interno dell’alveare. Essi infatti non si occupano di bottinare i fiori.

Le larve (api appena nate, nei primi giorni di vita) si nutrono di:

  • Pappa reale. Non è solo la regina a nutrirsi di pappa reale. Anche le operaie nei primi giorni di vita vengono alimentate con questa sostanza.

Quali sono i fiori preferiti dalle api?

Ogni fiore produce un nettare diverso, contenente zuccheri di diversi tipi e qualità. Alcuni fiori producono un nettare più ricco di glucosio: è il caso del tarassaco, del timo e dell’erica. Altri producono un nettare che contiene prevalentemente saccarosio: castagno, trifoglio, rosmarino. Infine, ci sono fiori ricchi di fruttosio, come quelli della quercia e dell’abete.

Se l’habitat lo permette, le api bottinano una grande quantità di fiori diversi, per assicurarsi di raccogliere pollini e nettari variegati. Tuttavia, gli enzimi presenti nel loro organismo permettono alle api di trasformare uno zucchero in un altro: per questa ragione, se l’habitat è particolarmente povero di fiori, possono limitarsi a raccogliere il nettare di una o due specie vegetali.

Scopri anche:

Cosa mangiano i grilli?

Vi siete mai chiesti cosa mangiano i grilli? Scopriamo insieme la risposta a questa domanda.

cosa mangiano i grilli?

Cosa mangiano i grilli?

I grilli sono insetti onnivori: questo significa che si possono alimentare con una grande quantità di cibi diversi.

Stiamo parlando di animali prevalentemente notturni, che riposano nel sottosuolo durante le ore diurne ed escono dopo il tramonto; i grilli abitano le zone temperate e umide del pianeta e prediligono come habitat i terreni erbosi e la vegetazione bassa con abbondanza d’acqua (a differenza delle cavallette e delle locuste che prediligono luoghi aridi).

In natura, mangiano prevalentemente carogne e vegetali (foglie, frutti, semi, radici, fiori) presenti nel loro habitat naturale. Se le circostanze lo richiedono, i grilli possono praticare il cannibalismo, nutrendosi di altri individui della medesima specie o la predazione, uccidendo insetti più piccoli.

Alimentazione dei grilli in cattività

Gli allevatori di grilli alimentano i propri animali con una dieta essenzialmente proteica, ma ricca anche di carboidrati, vitamine e minerali di qualità.

È possibile alimentare i grilli utilizzando farina integrale di cereali (mais, riso, grano) e di legumi (ceci, lenticchie, piselli).

Oltre alla farina è importante variare la dieta introducendo anche della verdura fresca e occasionalmente della frutta.

Attenzione all’idratazione: i grilli devono mantenere un livello adeguato di idratazione. L’acqua contenuta nella verdura non è sufficiente: gli allevatori di grilli dovranno aggiungere una vaschetta d’acqua poco profonda (in modo tale da scongiurare il pericolo di annegamento) e assicurarsi che sia sempre piena.

Attenzione ai pesticidi

Come abbiamo detto, i grilli allo stato brado mangiano quasi tutte le parti delle piante. Purtroppo, l’agricoltura intensiva impiega grandi quantità di insetticidi, che sono fatali per questi ortotteri: è sufficiente che ingeriscano piccole quantità di vegetali contaminati da pesticidi per morire avvelenati.

Questo triste effetto collaterale dovrebbe farci riflettere sul nostro sistema agricolo e sulla sostenibilità per i prodotti che impieghiamo: l’uomo non è l’unico abitante del pianeta!

Ma soprattutto: se doveste prendervi cura di un grillo, prestate la massima attenzione alla frutta e alla verdura che gli somministrate. Assicuratevi che non sia contaminata da pesticidi o lo condannerete a morte certa.

Scopri anche:

Quanto dorme un cane?

Quanto dorme un cane? I nostri amici a quattro zampe adorano riposare, ma qual è il loro vero fabbisogno di sonno?

Quanto dorme un cane?

  1. Un cane cucciolo trascorre oltre 20 ore al giorno dormendo.
  2. Un cane adulto, invece, è più attivo: il suo fabbisogno di sonno è di circa 12 ore, suddivise tra il riposo notturno e numerosi sonnellini più brevi durante il giorno.
  3. Un cane anziano ha un fabbisogno di sonno superiore: dorme da 16 a 18 ore.

Ricordate che si tratta di indicazioni soggettive: il numero di ore di sonno non dipende esclusivamente dall’età del cane, ma anche dalla razza, dal suo stato di salute e da un gran numero di fattori individuali.

Perché i cani dormono così a lungo?

Secondo gli esperti della National Sleep Foundation, è normale che i cani trascorrano circa il 50% della giornata addormentata. Un altro 30% della giornata viene speso «a riposo», mentre i cani sono attivi, circa il 20% del giorno. Questo è abbastanza normale per i carnivori: i leoni trascorrono 18 o più ore al giorno a dormire e riposarsi! La spiegazione è semplice: dormendo, i carnivori riescono a conservare meglio il proprio calore corporeo e necessitano di meno cibo. Un bel vantaggio in termini di sopravvivenza, specialmente in un ambiente ostile (non dimenticate che in origine i cani erano animali selvatici). La maggior parte dei cani dormono ogni volta che non c’è niente di meglio da fare. Dal momento che non hanno smartphone, lavori o compiti, dormire è generalmente il modo migliore per trascorrere ore lunghe e noiose.

Naturalmente, troppe ore di sonno possono anche essere un segno di un problema. Molte malattie e problemi legati all’età, così come stress e ansia, possono causare un’eccessiva sonnolenza. Nella maggior parte dei casi, un cane che dorme per 12-16 ore al giorno non è motivo di preoccupazione. Questo è normale! Ma se hai il dubbio che il tuo cane non stia bene, è meglio parlare con il veterinario.

Leggi anche:

Quanto dorme un gatto?

Vi siete mai chiesti quanto dorme un gatto? I felini più amati dall’uomo sono dei gran dormiglioni, ma è possibile quantificare esattamente il loro fabbisogno di sonno.

Quanto dorme un gatto? Ecco lo schema

  1. Un gatto neonato (dalla nascita alla quinta settimana di vita) dorme circa 20 ore al giorno. Il riposo è necessario per stimolare la produzione di ormone della crescita ed è fondamentale per i cuccioli.
  2. Un gatto giovane (dalla quinta settimana al primo anno di vita) dorme circa 12 ore al giorno: è la fase più attiva della vita del gatto, in cui l’animale esplora il mondo che lo circonda, socializza con altri gatti e si dedica al gioco e alla caccia.
  3. Un gatto adulto (dopo il primo anno di vita) dorme da 15 a 17 ore ogni giorno; le ore di sonno non sono consecutive.
  4. Un gatto anziano invece dorme circa 20 ore, proprio come un cucciolo. I gatti anziani si muovono poco e trascorrono quasi tutto il loro tempo a dormire.

Queste indicazioni sono soggettive: sono possibili piccole variazioni individuali legate alla razza, all’età e al temperamento individuale del gatto, che sono del tutto normali.

Perché i gatti dormono così a lungo?

Non esiste una spiegazione scientifica condivisa sulla ragione per cui i gatti trascorrono la maggior parte della loro giornata dormendo.

Secondo alcune teorie, i gatti dormono così a lungo per trattenere il calore corporeo e ridurre al minimo il dispendio di energie (il corpo dei mammiferi consuma molte energie per riscaldarsi). Questa teoria sarebbe confermata dal fatto che i gatti cercando posti caldi e soleggiati per dormire.

C’è anche chi sostiene che i gatti siano cacciatori talmente abili da non aver bisogno di molto tempo da dedicare alla ricerca di cibo. Per questo trascorrono gran parte della loro giornata in panciolle. Sarà davvero così? Sicuramente vale per i nostri gatti domestici!