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Tag: curiosità

Cani che non crescono: 10 razze di taglia piccola

Volete scoprire quali sono le razze di cani che non crescono e rimangono piccolissimi? Scorrete l’articolo e le scoprirete tutte.

Cani che non crescono (taglia piccolissima)

1 Chihuahua

Chihuahua (foto da: Pixabay)

Il Chihuahua è tra le razze canine più piccole. Da adulto raggiunge il peso di 1,5-2kg.

Nonostante le piccole dimensioni, questo cane è particolarmente intrepido.

3 Volpino di Pomerania

Volpino di Pomerania (foto da: Pixabay)

Il Pomerania è un cane di taglia piccolissima. Il peso di un adulto raggiunge al massimo i 4 gk e solitamente si attesta intorno ai 2 kg.

Il Pomerania è leale al padrone, che difende dagli estranei con grande coraggio.

5 Russian Toy

Russian Toy (foto da: Wikipedia)

Il Russian Toy (o Russkyi Toy) è un cane miniatura poco più grande del Chihuahua, che supera di rado i 3 kg di peso.

Cani che non crescono (taglia piccola)

2 Pischer nano

Pinscher nano (foto da: Pixabay)

Il pinscher nano è un cane di taglia piccola, che non supera mai i 6 kg di peso (solitamente il peso di un adulto è di 4-5 kg).

Questo cane è piuttosto diffidente verso gli sconosciuti e potrebbe rivelarsi aggressivo verso gli estranei. Necessita di una buona educazione e di un’adeguata socializzazione con gli altri cani; non è un cane adatto ai principianti, se non sono seguiti da un addestratore.

Il Pomerania è un cane di taglia piccolissima. Il peso di un adulto raggiunge al massimo i 4 gk e solitamente si attesta intorno ai 2 kg.

Il Pomerania è leale al padrone, che difende dagli estranei con grande coraggio.

4 Bolognese

Bichon Bolognese (foto da: Pixabay)

Ottimo cane da compagnia di origini italiane, il Bichon Bolognese è un cane particolarmente adatto alla vita in famiglia. Docile ed affettuoso, è adatto anche ai bambini.

6 Barboncino Toy

Barboncino Nano (foto da: Pixabay)

Il Barboncino Toy è un cane da compagnia dalle doti eccezionali: dolce e sensibile, è adatto anche alle famiglie con bambini e non richiede una grande esperienza.

Il Barboncino Toy pesa da 4 a 8 kg e raggiunge un’altezza al garrese tra 24 e 35 kg.

7 Bassotto

Bassotti nani (foto da: Pixabay)

Questo cane di taglia piccola ha un passato da cacciatore: veniva utilizzato per scovare gli animali da tana (volpi e tassi).

Il Bassotto è un cane dal carattere forte: testardo e coraggioso, richiede un padrone autorevole e un po’ di fermezza.

8 Maltese

Maltese (foto da: Pixabay)

Cane di taglia piccolissima, il Maltese è tra i cani da compagnia più apprezzati per via del suo carattere. Questa razza è allevata dai tempi dell’Antica Grecia, quando veniva utilizzata per dare la caccia ai topi.

Intelligente e vivace, è estremamente affettuoso. Il Maltese è un cane che apprende facilmente e che ama collaborare con il suo padrone.

Dolce e protettivo con i bambini, è un ottimo cane per la famiglia. Per questa ragione è uno tra i cani che non crescono più indicati.

9 Papillon

Epagneul nano continentale, detto Papillon (foto da: Pixabay)

Il Papillon è una cane da compagnia di taglia piccolissima dall’intelligenza straordinaria.

10 Carlino

Carlino (foto da: Pixabay)

Il Carlino è un cane da compagnia di taglia piccola, particolarmente adatto alla vita in appartamento.

Non ha particolari esigenze, è di buon carattere e va d’accordo con bambini e altri animali.

Libri consigliati:

Cani. Tutte le razze. Storia, caratteristiche, impieghi, attitudini. De Vecchi. 2017

Gatti giganti: ecco 10 razze di gatti enormi

Sapevate che esistono gatti giganti che raggiungono i 10 kg di peso e superano i 70 cm di lunghezza? Scorrete l’articolo per scoprire le 10 razze feline più grandi del mondo.

Gatti giganti: più di 9 kg

1 Maine Coon

Maine Coon (foto da: Pixabay)

Il suo nome significa “Procione del Maine” perché in passato si riteneva, per le sue dimensioni e il suo aspetto, che questo animale fosse il risultato dell’incrocio tra un gatto e un orsetto lavatore.

Il Maine Coon si è conquistato il titolo di gatto più grande del mondo. I maschi raggiungono in media i 10 kg di peso e arrivano a misurare più di 70 cm di lunghezza.

2 Highlander

Highlander Cat (foto da: Pixabay)

Questa razza felina è stata creata in laboratorio, incrociando Desert Lynx e Jungle Curl, due razze ottenute ibridando gatti domestici e gatti selvatici.

L’Highlander è un gatto a pelo lungo il cui aspetto ricorda quello di una piccola lince. Veri e propri gatti giganti, questi animali possono superare i 9 kg di peso.

3 Ragdoll

Ragdoll (foto da: Pixabay)

Il Ragdoll è un altra specie felina di grande dimensioni: i maschi arrivano a pesare 9 kg e le loro dimensioni sono imponenti.

Il nome ragdoll significa “bambola di pezza” ed è stato scelto perché questi gatti, quando vengono presi in braccio, si abbandonano rilassati come bambole di pezza.

4 Ragamuffin

Ragamuffin dopo una toelettatura (foto da: Pixabay)

Il Ragamuffin è una specie che condivide molti tratti col Ragdoll. Infatti, negli anni ’90 alcuni allevatori decisero di rinominare i loro gatti Ragdoll Ragamuffin e fondarono una nuova associazione, per evitare le restrizioni imposte dalla IRCA (International Ragdoll Cat Association).

Questi gatti condividono con il Ragdol l’aspetto e anche il peso: i maschi adulti raggiungono frequentemente i 9 kg di peso.

5 Gatto delle foreste norvegese

Gatto Norvegese delle Foreste (foto da: Pixabay)

Questa razza europea a pelo lungo, simile al Maine Coon è originaria dell’Europa del Nord e si è evoluta per resistere ai climi freddi sviluppando un sottopelo lanoso e un manto particolarmente lungo..

I gatti delle foreste norvegesi raggiungono i 9 kg di peso e sono perciò tra le razze più grandi.

Gatti giganti: fino a 9 kg

6 Gatto Bengala

Gatto Bengala (foto da: Pinterest)

Il gatto Bengala è il risultato di un incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo selvatico. Questi felini dal pelo maculato arrivano a pesare fino a 8 kg.

Anche se non possiamo parlare di gatti giganti, i Bengala sono sicuramente imponenti se li confrontiamo con i comuni gatti europei.

7 Chausie

Chausie (foto da: Pinterest)

Come il gatto Bengala, anche il Chausie deriva dall’incrocio con un felino selvatico: il gatto della giungla.

Oltre al carattere selvaggio, il Chausie ha ereditato dai suoi antenati selvatici anche le dimensioni: si tratta di un gatto molto grande, che può raggiungere facilmente gli 8 kg di peso.

8 Turco Van

Turco Van (foto da: Pixabay)

Il gatto Turco Van è una specie originaria del lago di Van, in Turchia. Questi animali sono noti per il carattere socievole e affettuoso e per la lealtà verso il padrone.

I Turchi Van sono gatti massicci, che raggiungono gli 8 kg di peso.

Gatti giganti: fino a 8 kg

9 British Shorthair

British Shorthair (foto da: Pixabay)

I British Shorthair sono gatti a pelo corto di grandi dimensioni: gli adulti pesano in media 7 kg e i maschi possono arrivare fino a 8.

10 British Longhair

British Longhair (foto da: Pixabay)

Come il British Shorthair, con cui è imparentato, anche questo gatto a pelo lungo raggiunge delle dimensioni ragguardevoli: i maschi adulti possono raggiungere gli 8 kg di peso.

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Rane velose

Esistono decine di rane velenose e una tra loro si è addirittura guadagnata il triste primato di animale più velenoso del pianeta. Scoprite tutte leggendo l’articolo.

Specie di rane velenose

1 Okopipi (Dendrobates tinctoreus)

Un esemplare di Dendrobates Tinctoreus

L’okopipi, o rana azzurra, abita nelle foreste umide di Panama, della Guyana e del Suriname. Predilige la terraferma, ma ha bisogno di un tasso elevato di umidità per sopravvivere.

Questa rana non supera i 4 cm di lunghezza e si nutre esclusivamente di insetti. Predilige le formiche amazzoniche, che le servono per produrre il suo veleno, la batracotossina.

La tossina di cui è ricoperta è letale per l’uomo e per gli altri animali: è sufficiente 1 grammo di veleno per uccidere un uomo adulto (si stima che ogni esemplare abbia a disposizione circa 4 grammi di veleno nel suo corpo).

Le popolazioni indigene dell’america centrale intingevano le loro frecce nel veleno di okopipi, per renderle letali. Studi recenti hanno mostrato che il veleno rimane attivo per più di due anni.

2 Rana dorata (Phyllobates terribilis)

Un esemplare di Phyllobates terribilis

Questa rana è considerato l’animale vertebrato più velenoso del mondo: sono sufficienti pochi milligrammi di veleno per uccidere un uomo.

La rana dorata vive nelle foreste pluviali della Colombia e di Panama. Sin dall’antichità, le popolazioni indigene utilizzavano il veleno di questi animali per avvelenare frecce e dardi. Per questo motivo viene chiamata anche rana freccia o rana dardo.

Il suo veleno, la batracotossina, blocca la trasmissione degli impulsi dal cervello ai muscoli e paralizza in pochi istanti cuore e polmoni, portando alla morte per arresto cardiorespiratorio. Non esiste un antidoto alla batracotossina.

La rana dorata si ciba di insetti, prevalentemente di formiche amazzoniche: è proprio grazie alle sostanze contenute in queste formiche che riesce a produrre il suo veleno. Sembra che le rane tenute in cattività e alimentate con grilli e larve non siano tossiche.

Oggi, la specie è in via d’estinzione a causa della massiccia deforestazione del suo habitat di origine.

3 Rana Arlecchino Variabile (Atelopus Varius)

Un esemplare di Atelopus Varius

Originaria del Costa Rica, questa rana è stata scoperta recentemente. Il suo corpo secerne tetradotossina (la stessa tossina prodotta dal pesce palla), un potente veleno capace di bloccare l’attività del cervello.

Si tratta di una tossina per cui non esiste antidoto, potenzialmente letale per l’uomo.

Rane velenose ma non letali

4 Rana pomodoro (Dyscophus antongilii)

Un esemplare di Dyscophus antongilii

La rana pomodoro è una rana velenosa che abita nelle aree umide del Madagascar.

Il suo veleno non è letale, ma produce effetti simili a quelli di un’intossicazione.

5 Dendrobate dorato (Dendrobates auratus)

Un esemplare di Dendrobates Auratus

Questa rana abita nelle zone umide delle Hawaii e dell’America Centrale.

Il suo corpo è ricoperto da una secrezione appiccicosa molto irritante, anche se non è letale per l’uomo. Il dendrobate dorato utilizza questo veleno per tenere alla larga i predatori.

6 Dendrobate pigmeo (Oophaga pumilio)

Esemplare di Oophaga pumilio

Il dendrobate pigmeno abita nelle foreste umide del Nicaragua e di Panama ed è uno tra gli anfibi più piccoli esistenti.

Come il dendrobate dorato, anche questo anfibio è ricoperto da una secrezione tossica altamente irritante, che ha la funzione di allontanare i predatori. Il suo veleno provoca una forte irritazione delle mucose ma non è mortale per l’uomo.

Altre rane velenose

Come abbiamo anticipato, esistono molte altre specie di rane velenose sparse per il globo.

Perfino il rospo comune (Bufo bufo), benché non sia pericoloso per l’uomo, secerne una mucosa irritante e lievemente velenosa.

I gatti vedono al buio?

Domanda: I gatti vedono al buio?

Risposta: Sì. I gatti possiedono un’eccellente visione notturna e sono in grado di distinguere le forme con grande precisione in condizioni di scarsa luminosità.

Perché i gatti vedono al buio?

Gli occhi dei gatti sono diversi dai nostri. Sulla retina dell’occhio felino è presente una membrana iridescente il cui nome scientifico è tapetum lucidum (tappeto di luce).

Questa membrana funziona come un catarifrangente: in condizioni di scarsa luminosità, l’occhio del gatto cattura pochi raggi di luce. Il tapetum lucidum li riflette sulla retina migliorando la visione notturna.

Molti animali possiedono il tapetum lucidum: la totalità dei predatori notturni, molte delle loro prede, cani, piccoli mammiferi e perfino alcuni rettili e pesci. L’uomo, invece, ne è sprovvisto.

Per poter vedere al buio, i gatti hanno bisogno di una fonte minima di luce (la Luna, le stelle, la luce fioca che filtra da una finestra). In condizioni di buio totale, nemmeno loro sono in grado di vedere.

Nonostante godano di un’ottima vista al buio, i gatti distinguono con precisione le forme, ma non i colori: li vedono pallidi e sbiaditi e non riescono a distinguere alcuni di essi, come il rosso e il blu.
Questo inconveniente, tuttavia, non impedisce ai nostri amici gatti di cacciare nell’oscurità.

Cosa mangiano le api?

Vi siete mai chiesti cosa mangiano le api? Scopriamo insieme la risposta a questa domanda.

Cosa mangiano le api: la dieta

La dieta delle api operaie è composta prevalentemente da:

  • Nettare. Il nettare costituisce un alimento essenziale per le api, che traggono da esso l’80% degli zuccheri necessari al loro sostentamento.
  • Polline. Il polline è un’ottima fonte di proteine e sali minerali.
  • Pappa reale.  Costituisce l’unico alimento per le regine, ma anche le operaie, occasionalmente, si nutrono con la pappa reale.
  • Miele. Durante l’inverno, quando non è possibile ricavare nettare e polline dai fiori, le api si nutrono con il miele immagazzinato nell’alveare. Le operaie lavorano tutta l’estate per produrre il miele necessario al riposo invernale.

La dieta dell’ape regina invece è composta da:

  • Pappa reale. La regina si nutre esclusivamente di quest’alimento, un liquido denso e viscoso molto nutriente, prodotto dalle operaie a partire dal polline

La dieta dei fuchi (api di sesso maschile) è composta da:

  • Miele. I fuchi si nutrono esclusivamente da miele, prodotto dalle api operaie all’interno dell’alveare. Essi infatti non si occupano di bottinare i fiori.

Le larve (api appena nate, nei primi giorni di vita) si nutrono di:

  • Pappa reale. Non è solo la regina a nutrirsi di pappa reale. Anche le operaie nei primi giorni di vita vengono alimentate con questa sostanza.

Quali sono i fiori preferiti dalle api?

Ogni fiore produce un nettare diverso, contenente zuccheri di diversi tipi e qualità. Alcuni fiori producono un nettare più ricco di glucosio: è il caso del tarassaco, del timo e dell’erica. Altri producono un nettare che contiene prevalentemente saccarosio: castagno, trifoglio, rosmarino. Infine, ci sono fiori ricchi di fruttosio, come quelli della quercia e dell’abete.

Se l’habitat lo permette, le api bottinano una grande quantità di fiori diversi, per assicurarsi di raccogliere pollini e nettari variegati. Tuttavia, gli enzimi presenti nel loro organismo permettono alle api di trasformare uno zucchero in un altro: per questa ragione, se l’habitat è particolarmente povero di fiori, possono limitarsi a raccogliere il nettare di una o due specie vegetali.

Cosa mangiano i grilli?

Vi siete mai chiesti cosa mangiano i grilli? Scopriamo insieme la risposta a questa domanda.

Cosa mangiano i grilli?

I grilli sono insetti onnivori: questo significa che si possono alimentare con una grande quantità di cibi diversi.

Stiamo parlando di animali prevalentemente notturni, che riposano nel sottosuolo durante le ore diurne ed escono dopo il tramonto; i grilli abitano le zone temperate e umide del pianeta e prediligono come habitat i terreni erbosi e la vegetazione bassa con abbondanza d’acqua (a differenza delle cavallette e delle locuste che prediligono luoghi aridi).

In natura, mangiano prevalentemente carogne e vegetali (foglie, frutti, semi, radici, fiori) presenti nel loro habitat naturale. Se le circostanze lo richiedono, i grilli possono praticare il cannibalismo, nutrendosi di altri individui della medesima specie o la predazione, uccidendo insetti più piccoli.

Alimentazione dei grilli in cattività

Gli allevatori di grilli alimentano i propri animali con una dieta essenzialmente proteica, ma ricca anche di carboidrati, vitamine e minerali di qualità.

È possibile alimentare i grilli utilizzando farina integrale di cereali (mais, riso, grano) e di legumi (ceci, lenticchie, piselli).

Oltre alla farina è importante variare la dieta introducendo anche della verdura fresca e occasionalmente della frutta.

Attenzione all’idratazione: i grilli devono mantenere un livello adeguato di idratazione. L’acqua contenuta nella verdura non è sufficiente: gli allevatori di grilli dovranno aggiungere una vaschetta d’acqua poco profonda (in modo tale da scongiurare il pericolo di annegamento) e assicurarsi che sia sempre piena.

Attenzione ai pesticidi

Come abbiamo detto, i grilli allo stato brado mangiano quasi tutte le parti delle piante. Purtroppo, l’agricoltura intensiva impiega grandi quantità di insetticidi, che sono fatali per questi ortotteri: è sufficiente che ingeriscano piccole quantità di vegetali contaminati da pesticidi per morire avvelenati.

Questo triste effetto collaterale dovrebbe farci riflettere sul nostro sistema agricolo e sulla sostenibilità per i prodotti che impieghiamo: l’uomo non è l’unico abitante del pianeta!

Ma soprattutto: se doveste prendervi cura di un grillo, prestate la massima attenzione alla frutta e alla verdura che gli somministrate. Assicuratevi che non sia contaminata da pesticidi o lo condannerete a morte certa.

Quanto dorme un cane?

Quanto dorme un cane? I nostri amici a quattro zampe adorano riposare, ma qual è il loro vero fabbisogno di sonno?

Quanto dorme un cane?

  1. Un cane cucciolo trascorre oltre 20 ore al giorno dormendo.
  2. Un cane adulto, invece, è più attivo: il suo fabbisogno di sonno è di circa 12 ore, suddivise tra il riposo notturno e numerosi sonnellini più brevi durante il giorno.
  3. Un cane anziano ha un fabbisogno di sonno superiore: dorme da 16 a 18 ore.

Ricordate che si tratta di indicazioni soggettive: il numero di ore di sonno non dipende esclusivamente dall’età del cane, ma anche dalla razza, dal suo stato di salute e da un gran numero di fattori individuali.

Perché i cani dormono così a lungo?

Perché i cani dormono molte più ore rispetto a noi? La spiegazione è semplice: dormendo riescono a conservare meglio il proprio calore corporeo e necessitano di meno cibo. Un bel vantaggio in termini di sopravvivenza, specialmente in un ambiente ostile (non dimenticate che in origine i cani erano animali selvatici).

Quanto dorme un gatto?

Vi siete mai chiesti quanto dorme un gatto? I felini più amati dall’uomo sono dei gran dormiglioni, ma è possibile quantificare esattamente il loro fabbisogno di sonno.

Quanto dorme un gatto? Ecco lo schema

  1. Un gatto neonato (dalla nascita alla quinta settimana di vita) dorme circa 20 ore al giorno. Il riposo è necessario per stimolare la produzione di ormone della crescita ed è fondamentale per i cuccioli.
  2. Un gatto giovane (dalla quinta settimana al primo anno di vita) dorme circa 12 ore al giorno: è la fase più attiva della vita del gatto, in cui l’animale esplora il mondo che lo circonda, socializza con altri gatti e si dedica al gioco e alla caccia.
  3. Un gatto adulto (dopo il primo anno di vita) dorme da 15 a 17 ore ogni giorno; le ore di sonno non sono consecutive.
  4. Un gatto anziano invece dorme circa 20 ore, proprio come un cucciolo. I gatti anziani si muovono poco e trascorrono quasi tutto il loro tempo a dormire.

Queste indicazioni sono soggettive: sono possibili piccole variazioni individuali legate alla razza, all’età e al temperamento individuale del gatto, che sono del tutto normali.

Perché i gatti dormono così a lungo?

Non esiste una spiegazione scientifica condivisa sulla ragione per cui i gatti trascorrono la maggior parte della loro giornata dormendo.

Secondo alcune teorie, i gatti dormono così a lungo per trattenere il calore corporeo e ridurre al minimo il dispendio di energie (il corpo dei mammiferi consuma molte energie per riscaldarsi). Questa teoria sarebbe confermata dal fatto che i gatti cercando posti caldi e soleggiati per dormire.

C’è anche chi sostiene che i gatti siano cacciatori talmente abili da non aver bisogno di molto tempo da dedicare alla ricerca di cibo. Per questo trascorrono gran parte della loro giornata in panciolle. Sarà davvero così? Sicuramente vale per i nostri gatti domestici!

I cani vedono al buio?

Domanda: I cani vedono al buio?

Risposta: Sì. I cani, come i lupi, godono di un’ottima vista al buio e sono in grado di distinguere con precisione le forme al buio.

Perché i cani vedono al buio?

La ragione è nella composizione dell’occhio del cane: sulla retina si trovano delle cellule particolari, dalle proprietà riflettenti; queste cellule si chiamano tapetum lucidum (tappeto di luce) e hanno il compito di riflettere la luce verso la retina, potenziando le capacità visive quando la luce scarseggia. Il tapetum lucidum è una membrana iridescente formata da cristalli riflettenti, simile ad un catarifrangente.

Ma i cani vedono anche in condizioni di buio totale?
No. Nonostante l’eccellente visione notturna del cane, è bene sottolineare che questi animali hanno bisogno di una certa luminosità per vedere, ad esempio quella fornita dal cielo notturno. In condizioni di buio totale, il tapetum lucidum non è in grado di riflettere luce e nemmeno un cane o un gatto sono in grado di distinguere le forme.

Perché gli occhi del cane brillano al buio?

Se vi siete mai domandati perché gli occhi del cane brillano al buio, ecco la risposta: sono le cellule del tapetum lucidum che riflettono la luce verso l’occhio interno, generando dei riflessi brillanti.

L’essere umano è sprovvisto di queste cellule, ed è per questa ragione che non siamo in grado di vedere in condizioni di scarsa luminosità. Inoltre, i nostri occhi non brillano al buio (a differenza di quelli dei cani).

Adesso sapete perché i cani vedono al buio e noi no!

I cani sognano? La risposta della scienza

I cani sognano? Osservando i nostri amici a quattro zampe mentre dormono, sarà sorta anche a voi questa domanda.

Fortunatamente, la scienza ha una risposta e questa è affermativa: anche i cani, proprio come noi, sognano.

L’uomo sogna durante la fase del sonno chiamata REM (da Rapid Eye Movement, ossia “fase dei movimenti rapidi degli occhi”), caratterizzata da uno stato di totale rilassamento, imperturbabile agli stimoli esterni, perché il cervello “scollega” la percezione degli elementi esterni.

Attraverso rilevazioni precise, gli scienziati hanno stabilito che anche i cani, mentre dormono, attraversano queste fasi REM, durante le quali sognano, come noi.

Cosa sognano i cani?

La verità è che non sappiamo con esattezza cosa sognano i cani, perché nessuno di loro può raccontarcelo!

A giudicare dai movimenti involontari dei cani durante il sonno (movimenti delle zampe, abbai, ringhi), è probabile che sognino esperienze simili a quelle che vivono durante la giornata.

A volte capita anche che i cani piangano durante il sonno: è probabile che il pianto corrisponda a sogni spiacevoli ( ad esempio liti con altri cani o situazioni di pericolo), proprio come i nostri incubi.

È normale che il cane si muova mentre dorme?

Sì, è del tutto naturale; durante la fase REM del sonno, il cervello limita la mobilità del corpo per ragioni di sicurezza, ma la disconnessione non è sempre completa; così avviene che una parte dei movimenti che il cane compie mentre sogna si verifichi realmente.

Per finire, un consiglio: non svegliate il cane mentre dorme. Anche se un brusco risveglio non è dannoso per la sua salute – come molti sostengono erroneamente – si tratta di un comportamento poco rispettoso dell’animale, che potrebbe lasciare il cane confuso o spaventato. Nei casi più gravi, potrebbe scambiarci per un estraneo o per una minaccia e aggredirci. Ecco perché è importante che i bambini non sveglino il cane mentre dorme!

Per approfondire

  1. What do dogs dream about? Su: livescience.com