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Autore: cuccioliamo.it (redazione)

Cani che non crescono: 10 razze di taglia piccola

Volete scoprire quali sono le razze di cani che non crescono e rimangono piccolissimi? Scorrete l’articolo e le scoprirete tutte.

Cani che non crescono (taglia piccolissima)

1 Chihuahua

cani che non crescono chihuahua
Chihuahua (foto da: Pixabay)

Il Chihuahua è tra le razze canine più piccole. Da adulto raggiunge il peso di 1,5-2kg.

Nonostante le piccole dimensioni, questo cane è particolarmente intrepido.

3 Volpino di Pomerania

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Volpino di Pomerania (foto da: Pixabay)

Il Pomerania è un cane di taglia piccolissima. Il peso di un adulto raggiunge al massimo i 4 gk e solitamente si attesta intorno ai 2 kg.

Il Pomerania è leale al padrone, che difende dagli estranei con grande coraggio.

5 Russian Toy

cani che non crescono russian toy
Russian Toy (foto da: Wikipedia)

Il Russian Toy (o Russkyi Toy) è un cane miniatura poco più grande del Chihuahua, che supera di rado i 3 kg di peso.

Cani che non crescono (taglia piccola)

2 Pinscher nano

cani piccolissimi pinscher nano
Pinscher nano (foto da: Pixabay)

Il pinscher nano è un cane di taglia piccola, che non supera mai i 6 kg di peso (solitamente il peso di un adulto è di 4-5 kg).

Questo cane è piuttosto diffidente verso gli sconosciuti e potrebbe rivelarsi aggressivo verso gli estranei. Necessita di una buona educazione e di un’adeguata socializzazione con gli altri cani; non è un cane adatto ai principianti, se non sono seguiti da un addestratore.

Il Pomerania è un cane di taglia piccolissima. Il peso di un adulto raggiunge al massimo i 4 gk e solitamente si attesta intorno ai 2 kg.

Il Pomerania è leale al padrone, che difende dagli estranei con grande coraggio.

4 Bolognese

cani taglia piccola bolognese
Bichon Bolognese (foto da: Pixabay)

Ottimo cane da compagnia di origini italiane, il Bichon Bolognese è un cane particolarmente adatto alla vita in famiglia. Docile ed affettuoso, è adatto anche ai bambini.

6 Barboncino Toy

cane piccolissimo barboncino nano
Barboncino Nano (foto da: Pixabay)

Il Barboncino Toy è un cane da compagnia dalle doti eccezionali: dolce e sensibile, è adatto anche alle famiglie con bambini e non richiede una grande esperienza.

Il Barboncino Toy pesa da 4 a 8 kg e raggiunge un’altezza al garrese tra 24 e 35 kg.

7 Bassotto

cani che restano piccoli bassotto
Bassotti nani (foto da: Pixabay)

Questo cane di taglia piccola ha un passato da cacciatore: veniva utilizzato per scovare gli animali da tana (volpi e tassi).

Il Bassotto è un cane dal carattere forte: testardo e coraggioso, richiede un padrone autorevole e un po’ di fermezza.

8 Maltese

cani di taglia piccola maltese
Maltese (foto da: Pixabay)

Cane di taglia piccolissima, il Maltese è tra i cani da compagnia più apprezzati per via del suo carattere. Questa razza è allevata dai tempi dell’Antica Grecia, quando veniva utilizzata per dare la caccia ai topi.

Intelligente e vivace, è estremamente affettuoso. Il Maltese è un cane che apprende facilmente e che ama collaborare con il suo padrone.

Dolce e protettivo con i bambini, è un ottimo cane per la famiglia. Per questa ragione è uno tra i cani che non crescono più indicati.

9 Papillon

papillon
Epagneul nano continentale, detto Papillon (foto da: Pixabay)

Il Papillon è una cane da compagnia di taglia piccolissima dall’intelligenza straordinaria.

10 Carlino

carlino
Carlino (foto da: Pixabay)

Il Carlino è un cane da compagnia di taglia piccola, particolarmente adatto alla vita in appartamento.

Non ha particolari esigenze, è di buon carattere e va d’accordo con bambini e altri animali.

Libri consigliati:

Cani. Tutte le razze. Storia, caratteristiche, impieghi, attitudini. De Vecchi. 2017

Gatti giganti: ecco 10 razze di gatti enormi

Sapevate che esistono gatti giganti che raggiungono i 10 kg di peso e superano i 70 cm di lunghezza? Scorrete l’articolo per scoprire le 10 razze feline più grandi del mondo.

Gatti giganti: più di 9 kg

1 Maine Coon

gatti giganti maine coon la razza di gatto più grande del mondo
Maine Coon (foto da: Pixabay)

Il suo nome significa “Procione del Maine” perché in passato si riteneva, per le sue dimensioni e il suo aspetto, che questo animale fosse il risultato dell’incrocio tra un gatto e un orsetto lavatore.

Il Maine Coon si è conquistato il titolo di gatto più grande del mondo. I maschi raggiungono in media i 10 kg di peso e arrivano a misurare più di 70 cm di lunghezza.

2 Highlander

Highlander Cat (foto da: Pixabay)

Questa razza felina è stata creata in laboratorio, incrociando Desert Lynx e Jungle Curl, due razze ottenute ibridando gatti domestici e gatti selvatici.

L’Highlander è un gatto a pelo lungo il cui aspetto ricorda quello di una piccola lince. Veri e propri gatti giganti, questi animali possono superare i 9 kg di peso.

3 Ragdoll

gatti giganti ragdoll pesa fino a 9 kg
Ragdoll (foto da: Pixabay)

Il Ragdoll è un altra specie felina di grande dimensioni: i maschi arrivano a pesare 9 kg e le loro dimensioni sono imponenti.

Il nome ragdoll significa “bambola di pezza” ed è stato scelto perché questi gatti, quando vengono presi in braccio, si abbandonano rilassati come bambole di pezza.

4 Ragamuffin

gatti enormi ragamuffin
Ragamuffin dopo una toelettatura (foto da: Pixabay)

Il Ragamuffin è una specie che condivide molti tratti col Ragdoll. Infatti, negli anni ’90 alcuni allevatori decisero di rinominare i loro gatti Ragdoll Ragamuffin e fondarono una nuova associazione, per evitare le restrizioni imposte dalla IRCA (International Ragdoll Cat Association).

Questi gatti condividono con il Ragdol l’aspetto e anche il peso: i maschi adulti raggiungono frequentemente i 9 kg di peso.

5 Gatto delle foreste norvegese

gatti giganti razze di gatti più grandi norvegese
Gatto Norvegese delle Foreste (foto da: Pixabay)

Questa razza europea a pelo lungo, simile al Maine Coon è originaria dell’Europa del Nord e si è evoluta per resistere ai climi freddi sviluppando un sottopelo lanoso e un manto particolarmente lungo..

I gatti delle foreste norvegesi raggiungono i 9 kg di peso e sono perciò tra le razze più grandi.

Gatti giganti: fino a 9 kg

6 Gatto Bengala

gatti enormi bengala
Gatto Bengala (foto da: Pinterest)

Il gatto Bengala è il risultato di un incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo selvatico. Questi felini dal pelo maculato arrivano a pesare fino a 8 kg.

Anche se non possiamo parlare di gatti giganti, i Bengala sono sicuramente imponenti se li confrontiamo con i comuni gatti europei.

7 Chausie

gatti enormi chausie
Chausie (foto da: Pinterest)

Come il gatto Bengala, anche il Chausie deriva dall’incrocio con un felino selvatico: il gatto della giungla.

Oltre al carattere selvaggio, il Chausie ha ereditato dai suoi antenati selvatici anche le dimensioni: si tratta di un gatto molto grande, che può raggiungere facilmente gli 8 kg di peso.

8 Turco Van

turco van
Turco Van (foto da: Pixabay)

Il gatto Turco Van è una specie originaria del lago di Van, in Turchia. Questi animali sono noti per il carattere socievole e affettuoso e per la lealtà verso il padrone.

I Turchi Van sono gatti massicci, che raggiungono gli 8 kg di peso.

Gatti giganti: fino a 8 kg

9 British Shorthair

british shortair
British Shorthair (foto da: Pixabay)

I British Shorthair sono gatti a pelo corto di grandi dimensioni: gli adulti pesano in media 7 kg e i maschi possono arrivare fino a 8.

10 British Longhair

British Longhair (foto da: Pixabay)

Come il British Shorthair, con cui è imparentato, anche questo gatto a pelo lungo raggiunge delle dimensioni ragguardevoli: i maschi adulti possono raggiungere gli 8 kg di peso.

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Rane velose

Esistono decine di rane velenose e una tra loro si è addirittura guadagnata il triste primato di animale più velenoso del pianeta. Scoprite tutte leggendo l’articolo.

Specie di rane velenose

1 Okopipi (Dendrobates tinctoreus)

rane velenose okopipi
Un esemplare di Dendrobates Tinctoreus

L’okopipi, o rana azzurra, abita nelle foreste umide di Panama, della Guyana e del Suriname. Predilige la terraferma, ma ha bisogno di un tasso elevato di umidità per sopravvivere.

Questa rana non supera i 4 cm di lunghezza e si nutre esclusivamente di insetti. Predilige le formiche amazzoniche, che le servono per produrre il suo veleno, la batracotossina.

La tossina di cui è ricoperta è letale per l’uomo e per gli altri animali: è sufficiente 1 grammo di veleno per uccidere un uomo adulto (si stima che ogni esemplare abbia a disposizione circa 4 grammi di veleno nel suo corpo).

Le popolazioni indigene dell’america centrale intingevano le loro frecce nel veleno di okopipi, per renderle letali. Studi recenti hanno mostrato che il veleno rimane attivo per più di due anni.

2 Rana dorata (Phyllobates terribilis)

rane velenose rana dorata
Un esemplare di Phyllobates terribilis

Questa rana è considerato l’animale vertebrato più velenoso del mondo: sono sufficienti pochi milligrammi di veleno per uccidere un uomo.

La rana dorata vive nelle foreste pluviali della Colombia e di Panama. Sin dall’antichità, le popolazioni indigene utilizzavano il veleno di questi animali per avvelenare frecce e dardi. Per questo motivo viene chiamata anche rana freccia o rana dardo.

Il suo veleno, la batracotossina, blocca la trasmissione degli impulsi dal cervello ai muscoli e paralizza in pochi istanti cuore e polmoni, portando alla morte per arresto cardiorespiratorio. Non esiste un antidoto alla batracotossina.

La rana dorata si ciba di insetti, prevalentemente di formiche amazzoniche: è proprio grazie alle sostanze contenute in queste formiche che riesce a produrre il suo veleno. Sembra che le rane tenute in cattività e alimentate con grilli e larve non siano tossiche.

Oggi, la specie è in via d’estinzione a causa della massiccia deforestazione del suo habitat di origine.

3 Rana Arlecchino Variabile (Atelopus Varius)

rana velenosa rana arlecchino
Un esemplare di Atelopus Varius

Originaria del Costa Rica, questa rana è stata scoperta recentemente. Il suo corpo secerne tetradotossina (la stessa tossina prodotta dal pesce palla), un potente veleno capace di bloccare l’attività del cervello.

Si tratta di una tossina per cui non esiste antidoto, potenzialmente letale per l’uomo.

Rane velenose ma non letali

4 Rana pomodoro (Dyscophus antongilii)

rana velenosa rana pomodoro
Un esemplare di Dyscophus antongilii

La rana pomodoro è una rana velenosa che abita nelle aree umide del Madagascar.

Il suo veleno non è letale, ma produce effetti simili a quelli di un’intossicazione.

5 Dendrobate dorato (Dendrobates auratus)

rana velenosa dendrobates
Un esemplare di Dendrobates Auratus

Questa rana abita nelle zone umide delle Hawaii e dell’America Centrale.

Il suo corpo è ricoperto da una secrezione appiccicosa molto irritante, anche se non è letale per l’uomo. Il dendrobate dorato utilizza questo veleno per tenere alla larga i predatori.

6 Dendrobate pigmeo (Oophaga pumilio)

rana velenosa dendrobate pigmeo
Esemplare di Oophaga pumilio

Il dendrobate pigmeno abita nelle foreste umide del Nicaragua e di Panama ed è uno tra gli anfibi più piccoli esistenti.

Come il dendrobate dorato, anche questo anfibio è ricoperto da una secrezione tossica altamente irritante, che ha la funzione di allontanare i predatori. Il suo veleno provoca una forte irritazione delle mucose ma non è mortale per l’uomo.

Altre rane velenose

Come abbiamo anticipato, esistono molte altre specie di rane velenose sparse per il globo.

Perfino il rospo comune (Bufo bufo), benché non sia pericoloso per l’uomo, secerne una mucosa irritante e lievemente velenosa.

Gatto Bengala

Il gatto Bengala è una delle razze feline più appariscenti e affascinanti al mondo. Il suo mantello ricorda quello dei gatti leopardo asiatici, ma la sua indole è tutt’altro che selvaggia.

Il gatto Bengala

gatto bengala mantello spotted
Un gatto Bengala “spotted” (foto da: Pinterest)

Storia

I primi tentativi di incrociare i gatti domestici con i gatti leopardo asiatici furono effettuati alla fine del 1800 dagli allevatori inglesi e belgi. Fino agli anni ’70 del ventesimo secolo, questi gatti erano riprodotti per scopi scientifici e naturalistici.

La razza è stata accettata solo nel 1983 dalle principali associazioni internazionali e da allora si è rapidamente diffusa per via del suo fascino.

Aspetto

Il gatto Bengala è un felino di dimensioni leggermente più grandi rispetto al gatto domestico: arriva a pesare 7 kg e può raggiungere i 70 cm di lunghezza. Il suo portamento è agile ed elegante e ricorda nelle movenze i gatti leopardo selvatici.

Il mantello può presentare due colorazioni:

  • Marbled, ovvero arancione con striature nere che ricordano il mantello di un gatto tigrato.
  • Spotted, ovvero a macchie di leopardo. Il mantello può essere chiaro, tendente all’arancio o ocra, ma le macchie devono distinguersi chiaramente. Questa è la colorazione più rara e pregiata.

Le altre colorazioni del mantello non sono riconosciute dagli standard ufficiali.

gatto bengala mantello marbled
Un gatto Bengala “marbled” (foto da: Pixabay)

Carattere

Questo gatto, benché discenda da un antenato selvatico, è perfettamente addomesticato. Perché il processo di domesticazione sia efficace, occorre che passino almeno quattro generazioni dal primo incrocio tra gatto domestico e gatto leopardo selvatico.

Si distingue per la sua intelligenza vivace, per la facilità con cui apprende e per il carattere dominante. La socializzazione con altri gatti potrebbe rivelarsi problematica.

Questo gatto ha bisogno di molto spazio per muoversi e arrampicarsi; la vita da appartamento non fa per lui, è meglio che abbia a disposizione un giardino ampio in cui scorrazzare.

Allevamenti di gatto Bengala

Se desiderate acquistare un esemplare, rivolgetevi ad un allevamento specializzato ed evitate gli allevatori improvvisati, anche se vi allettano con offerte vantaggiose. Ecco alcuni allevamenti selezionati in Italia:

Khoomfay: allevamento amatoriale con esperienza ventennale
Dove: La sede si trova nella Riserva Naturale del “Borsacchio” a Roseto degli Abruzzi.
Sito web: allevamentogattibengala.it

MyBengal: allevamento che seleziona linee di sangue di alta genealogia e da esposizione.
Dove: Bussolengo (VR)
Sito web: mybengals.it

BilliBengal: allevamento che seleziona linee di sangue da esposizione.
Dove: Villa Latina (FR)
Sito web: billibengal.it

Libri consigliati:

Gatto. Il libro completo. Storia, caratteristiche, tutte le razze. De Vecchi. 2018

Cosa mangiano i gatti?

Domanda: Cosa mangiano i gatti?

Risposta: I gatti sono felini carnivori. La loro dieta è composta in prevalenza da proteine della carne e del pesce (95% delle calorie totali) e per la parte restante da grassi, amminoacidi, frutta e verdura.

Cosa mangiano i gatti? Ecco la dieta

A differenza dei cani, che sono animali onnivori, i gatti sono carnivori stretti. Questo significa che la loro dieta è composta quasi esclusivamente da carne.

cosa mangiano i gatti?
Due gatti che mangiano. (Foto da: Pixabay)

I gatti in natura si nutrono delle prede che cacciano: uccelli, lucertole, roditori e piccoli mammiferi. A causa delle dimensioni esigue delle prede, i gatti non fanno un unico pasto, ma tanti piccoli spuntini. La loro dieta dunque è composta da carne e interiora. In 24 ore i gatti arrivano a fare fino a 15-20 pasti.

Leggete anche:

La dieta dei gatti domestici

L’alimentazione dei gatti domestici dovrebbe rispettare quanto più possibile quella che abbiamo appena descritto.

La dieta casalinga, per chi ha il tempo e la possibilità di seguirla, è la scelta più indicata. Dovrebbe essere composta da: 80% di carne magra, 10% di interiora, 10% di ossa polpose, con l’aggiunta di piccole quantità di frutta e verdura (1-2%).

Per chi non vuole optare per una dieta casalinga, meglio optare per il mangime umido: di solito i gatti lo preferiscono a quello secco. Scegliete un mangime di qualità, che non contenga troppi carboidrati.

La dieta BARF (Biologically Appropriate Raw Food) è particolarmente indicata per i gatti, a causa della loro natura di carnivori. Questa dieta prevede di somministrare esclusivamente alimenti crudi, imitando l’alimentazione dei felini allo stato selvatico.

Leggete anche: 

Cosa mangiano i gattini?

Dalla nascita fino a quattro settimane di vita, i gattini vengono allattati dalla madre.

Dopo il primo mese di vita comincia lo svezzamento: la capacità dei cuccioli di assimilare il lattosio si riduce ed è possibile introdurre quantità crescenti di alimenti secchi mescolati col latte. Questa fase dura circa due settimane: a partire dalle sei settimane di vita i gattini sono svezzati e si nutrono quasi esclusivamente di carne.

Libri consigliati:

Petra Rus. Enio Marelli. BARF. La dieta naturale per il tuo gatto. Sperling & Kupfer. 2016

Scopri anche:

Perché il cane si mette a pancia in su

Domanda: Perché il cane si mette a pancia in su?

Risposta: Dipende. Si tratta di un segnale di sottomissione; potrebbe dipendere dal fatto che il cane si fida di voi o dalla paura. In un ambiente sicuro, può capitare che i cani si mettano a pancia in su semplicemente perché vogliono essere accarezzati.

un cane che si mette a pancia in su
Un cane a pancia in su. Questo comportamento può significare fiducia o paura. (Foto da: Pixabay)

Perché il cane si mette a pancia in su?

Per capire a fondo questo comportamento, è necessario analizzarlo dal punto di vista etologico. La posizione a pancia in su, per un cane, simboleggia un atto di estrema sottomissione: infatti, non gli permette di fuggire da un pericolo né di rispondere se viene attaccato. Stendersi a pancia in su significa arrendersi all’autorità di qualcuno, rinunciando a reagire.

Se il cane si sdraia a pancia in su quando incontra un altro cane, è molto probabile che il comportamento sia motivato dalla paura: con questo comportamento il cane cerca di comunicare all’altro la sua sottomissione evitando lo scontro.

Se il cane si sdraia a pancia in su quando una persona si avvicina, è probabile che sia un segnale di fiducia: il cane ha imparato che quella persona è una guida autorevole e la rispetta come un leader.

Se il cane si avvicina a voi e si sdraia a pancia in su, significa che la casa per lui è un luogo sicuro e vuole semplicemente un po’ di coccole. Questo comportamento è molto comune nei cani che hanno sviluppato una relazione sicura con il proprietario.

Dormire a pancia in su

Dormire a pancia in su ha un significato diverso. I cani dormono in una posizione vulnerabile (come quella a pancia in su) soltanto se si trovano in un ambiente sicuro, nel quale si trova a suo agio.

Quindi, se il vostro cane si addormenta in quella posizione, vuol dire che si sente veramente a casa.

Leggete anche: Quanto dorme un cane?

Libri consigliati

  1. Stanley Coren. Capire il linguaggio dei cani. Franco Muzzio Editore. 2009

Gatti senza pelo

In questo articolo scopriremo quali sono le principali razze di gatti senza pelo.

Cominciamo dicendo che in natura non esistono gatti senza pelo (a differenza dei cani senza pelo). Solo una rara mutazione genetica può portare alla nascita di gattini dalla pelle nuda.

A partire da una coppia di questi gattini, un allevatore olandese ha dato vita alla razza Sphynx negli anni ’80. Nello stesso periodo, in russia alcuni allevatori hanno creato la razza Donskoy.

Razze di gatti senza pelo

gatti senza pelo razze e foto
Canadian Sphynx (foto da: Pixabay)

Canadian Sphynx

Nato negli anni ’80 per opera di un allevatore olandese, oggi il Canadian Sphynx è diffuso in tutto il mondo e questa razza è riconosciuta da tutte le maggiori organizzazioni cinofile internazionali.

La pelle priva di pelo deriva da una mutazione del gene recessivo hairless,

gatti senza pelo canadian sphynx
Gattini di Canadian Sphynx (foto da: Pixabay)

Altre razze di gatti senza pelo

Il Canadian Sphynx è l’unica razza di gatto senza pelo riconosciuta in tutto il mondo. Tuttavia, esistono altre razze, tutte create dall’uomo, che condividono la stessa caratteristica.

Donskoy

Anche il Donskoy è nato negli anni ’80 per opera di un allevatore, ma le sue origini sono diverse dallo Sphynx. Per cominciare, è nato in Russia e ancora oggi è diffuso prevalentemente in questo paese. Inoltre, nel Donskoy la pelle nuda è causata da una mutazione di un gene dominante e non recessivo.

donskoy cat
Donskoy Cat (foto da: Pinterest)

Ucrainian Levkoy

L’Ucrainian Levkoy è nato dall’ibridazione del Donskoy e Scottish Fold. Questa razza non è riconosciuta dalle associazioni internazionali, ma solo dai registri locali russi ed ucraini.

gatti senza pelo ucrainian levkoy
Gattino di Ucrainian Levskoy (foto da: Pinterest)

Elf

Questa razza, non riconosciuta, è stata creata incrociando il Canadian Sphynx con l’American Curl. Da questo incrocio è nato un gatto senza pelo e con le orecchie arricciate all’insù (da qui il nome di “elf”).

gatti razza elf
Gatto Elf (foto da: Pinterest)

Collegamenti esterni

  1. Standard di razza del Canadian Sphynx

Cani senza pelo

Sapevi che esistono solo 3 razze di cani senza pelo riconosciuti ufficialmente dalla Federazione Cinofila Internazionale?

Non sappiamo esattamente come siano nati i cani nudi: probabilmente, sono originari dell’Africa e del Sud America e l’assenza di pelo era utile a sopravvivere in ambienti particolarmente caldi. Tuttavia, si tratta soltanto di ipotesi.

Cani senza pelo riconosciuti dalla FCI

Cane nudo cinese

Questo cane è di taglia piccola (pesa da 5 a 6 kg) ed è energico, reattivo ed aggraziato. Il corpo del cane nudo cinese è privo di pelo, ad eccezione dei ciuffi che crescono sulla testa, sulle zampe e sulla coda.

I cani nudi cinese erano allevati già dalla dinastia imperiale Han e per lungo tempo furono riservati esclusivamente alla nobiltà cinese .

cani senza pelo cane nudo cinese
Cane nudo cinese (Chinese crested dog)

Xoloitzcuintle

Lo xoloitzcuintle, noto anche come cane nudo messicano, è un cane allegro, socievole e molto protettivo con il suo padrone. Il suo nome significa “cane del dio Xolotl”. Di questo cane esistono tre taglie: piccola, media e grande.

cani senza pelo cane nudo messicano
Cane nudo messicano (Xoloitzcuintle)

In Messico questi cani godono di una grande considerazione: si ritiene che essi accompagnino il padrone defunto nell’oltretomba.

Cane nudo peruviano

Questo cane ha origini antichissime: le prime raffigurazioni del cane nudo peruviano risalgono alle civiltà pre-Inca. Come il cane nudo messicano, anche del peruviano esistono tre taglie: piccola, media e grande.

Cane nudo peruviano (foto da: Pinterest)

Cani senza pelo non riconosciuti

Pila argentino

L’aspetto è simile a quello dei cani nudi messicani e peruviani. Probabilmente questi cani derivano da un antenato comune.

Cani africani senza pelo

I cani nudi africani (conosciuti con una grande varietà di nomi, tra cui cani nudi egiziani e terrier abissini) erano piccoli cani dalla pelle nuda diffusi nel continente africano. Questo cane non è allevato e si ritiene che la razza sia estinta. Al Natural History Museum di Tring, in Inghilterra, è esposto un esemplare imbalsamato in buono stato di conservazione.

American Hairless Terrier

Si tratta di una variante dell’American Terrier creata dall’uomo a partire da esemplari affetti da una mutazione genetica (proprio come i gatti senza pelo).

American Hairless Terrier (foto da: Pinterest)

Collegamenti esterni

  1. Standard di razza del Cane Nudo Cinese (chinese crested dog)

I gatti vedono al buio?

Domanda: I gatti vedono al buio?

Risposta: Sì. I gatti possiedono un’eccellente visione notturna e sono in grado di distinguere le forme con grande precisione in condizioni di scarsa luminosità.

Perché i gatti vedono al buio?

Gli occhi dei gatti sono diversi dai nostri. Sulla retina dell’occhio felino è presente una membrana iridescente il cui nome scientifico è tapetum lucidum (tappeto di luce).

Questa membrana funziona come un catarifrangente: in condizioni di scarsa luminosità, l’occhio del gatto cattura pochi raggi di luce. Il tapetum lucidum li riflette sulla retina migliorando la visione notturna.

Molti animali possiedono il tapetum lucidum: la totalità dei predatori notturni, molte delle loro prede, cani, piccoli mammiferi e perfino alcuni rettili e pesci. L’uomo, invece, ne è sprovvisto.

Per poter vedere al buio, i gatti hanno bisogno di una fonte minima di luce (la Luna, le stelle, la luce fioca che filtra da una finestra). In condizioni di buio totale, nemmeno loro sono in grado di vedere.

Nonostante godano di un’ottima vista al buio, i gatti distinguono con precisione le forme, ma non i colori: li vedono pallidi e sbiaditi e non riescono a distinguere alcuni di essi, come il rosso e il blu. Questo inconveniente, tuttavia, non impedisce ai nostri amici gatti di cacciare nell’oscurità.

Leggi anche:

Insegnare al cane ad entrare nel trasportino (kennel)

In questo articolo scopriremo come insegnare al cane ad entrare nel trasportino.

I cani amano i luoghi angusti e ben riparati: per loro sono vere e proprie tane, rifugi in cui riposare al riparo dai pericoli. Il trasportino, chiamato anche kennel, è un esempio perfetto di tana: chiuso, riparato, accogliente e tranquillo. Per il cane, è il luogo ideale per un riposino.

E allora perché tanti cani odiano entrarci? Semplice: perché hanno associato il trasportino ai viaggi in macchina, a lunghi periodi di tempo rinchiusi o peggio ancora alle visite veterinarie.

Per questa ragione è fondamentale insegnare al cane ad amare il proprio kennel prima di doverlo usare. In questo modo, lo assocerà ad un luogo in cui riposarsi e non a uno strumento di costrizione.

Insegnare al cane ad entrare nel trasportino

Assicuratevi di far conoscere il trasportino al cane con largo anticipo rispetto al momento in cui dovrete utilizzarlo. L’ideale sarebbe educare il cane ad entrarci fin da cucciolo, ma ci sono casi in cui ciò non è possibile (ad esempio, i cani adottati in età adulta).

Di seguito troverete un semplice programma in due fasi per insegnare al cane a rimanere nel trasportino. Ricordatevi di esercitarvi solo quando il cane è tranquillo: se è agitato o euforico, meglio rimandare l’addestramento.

LEGGETE ANCHE: Come calmare un cane agitato

Nella prima fase dovremo far superare al cane la paura di entrare nel kennel.

  1. Cominciate a posizionare il trasportino in un angolo tranquillo della casa. L’ideale sarebbe un luogo da cui il cane abbia una buona visione della stanza circostante; in questo modo, sentirà di poter controllare l’ambiente dalla sua tana.
  2. Rendete il trasportino più confortevole: aggiungete una coperta o un materassino sul fondo. Ricordate che ad alcuni cani il contatto con la plastica dura dà fastidio. Potrebbe essere semplicemente questa la ragione per cui non entrano nel loro trasportino.
  3. Incentivate il cane ad entrare nel trasportino mettendo qualche bocconcino appetitoso sul fondo. Le prime volte, cercate di utilizzare un cibo particolarmente gradito al cane (wurstel, formaggio, carne).
  4. Non chiudete la porta del kennel: in questo modo il cane non si sentirà in trappola.
  5. Ripetete questa sequenza per più giorni consecutivi, finché il cane entrerà senza esitazione all’interno del trasportino e rimarrà tranquillo al suo interno.

Nella seconda fase insegneremo al cane a rimanere nel trasportino chiuso:

  1. Fate entrare il cane nel trasportino mettendo qualche bocconcino sul fondo.
  2. Mentre il cane mangia, chiudete il kennel e allontanatevi.
  3. Aspettate 40 secondi. Se il cane è tranquillo, dategli un altro premio inserendolo attraverso la griglia frontale.
  4. Aspettate ancora un po’, poi aprite la porta e lasciate uscire il cane.
  5. Ripetete questo esercizio con costanza, allungando progressivamente il tempo di permanenza del cane nel trasportino.